Tennis & Champagne, coppia vincente non solo a Wimbledon: ecco le 5 Maison in vetta a Grande Slam e Atp 1000
Con 24.500 bottiglie stappate Wimbledon è il torneo dei record, ma è in buona compagnia. Ecco le etichette più amate da Roland Garros agli Us Open, da Montecarlo a Madrid
Il rapporto tra tennis e champagne non si può liquidare come semplice sponsorizzazione nel mondo del marketing. Si tratta di un’affinità elettiva che nasce proprio sui campi delle tenute nobiliari ed è scritto nella catena del Dna di uno sport che nasce old money. Fin dalla sua nascita, quando da jeu de paume giocato in monasteri e abbazie, è stato poi adottato dalla corte di Versailles e da allora in poi è rimasto ammantato di un alone di nobiltà che si condensa delle candide divise di Wimbledon.
Più antico e unico di tutto il circuito a giocarsi su erba, Wimbledon è il torneo dei record e lo conferma da oltre un secolo sotto ogni punto di vista, persino quello delle bottiglie di Champagne stappate: circa 24.500 nei giorni del torneo. L’unico al mondo in cui ha un senso un annuncio del genere: "Ladies and gentlemen, please don't pop Champagne corks just as the players are about to serve," aveva ammonito l’arbitro di sedia Alison Hughes, nella finale dell’anno scorso quando era atterrato un tappo ai piedi di Sinner che si preparava a battere. Ma niente era riuscito a distrarlo dall’obiettivo e anzi, tenendosi stretta la coppa sormontata dall’ananas, Jannik aveva citato l’episodio per sottolineare quanto questo torneo resti una straordinaria eccezione.
Fondato il 23 luglio del 1868, Wimbledon è servito di fatto a definire le regole stesse del tennis e di tutto quello che gli si muove attorno, fenomeni di costume compresi. A cominciare dall’usanza del picnic sul prato della collinetta ricavata dalla terra smossa dei lavori per il central court. Passando per la tradizione della merenda a base di «strawberry and cream», fragole del vicino Kent e panna fresca, diventati insieme al Pimm’s, rispettivamente signature dessert e cocktail dell’evento. Per finire appunto con i 24.500 pop di bollicine che si alternano a quelli degli scambi dei giocatori. Buona parte delle bottiglie stappate sono di Champagne Lanson, la maison presente anche al Rolex Monte-Carlo Masters è infatti la partner storica del torneo londinese. Sodalizio, nel 2027, celebra le nozze d’oro.

Lo spirito di Wimbledon
Sin dal 1977, lo Champagne Lanson scorre a fiumi attorno al Central Court in tutti questi anni è rimasto all’ombra dell’All England Lawn Tennis & Croquet Club, come vogliono le regole di understatement che qui regna sovrano, dal total white delle divise dei tennisti all’inchino dovuto a Her Highness The Princess of Wales alla premiazione.
In occasione del torneo, di solito la maison presenta delle edizioni esclusive dedicate a Wimbledon dei propri champagne: Le Black Création e Le Rosé Création, perfetto per i pairing con le fragole. Da acquistare come souvenir per portare a casa un poco dello spirito del central court, direttamente al torneo ma anche nei punti vendita degli aeroporti nei terminal londinesi di Heathrow e Gatwick.

Un Grande Slam tira l’altro
Lo Champagne ufficiale dell’Australian Open è invece Piper-Heidsieck. Fin dal e Dal 2018 la sua tenda rossa in ricordo degli anni folli del cabaret parigino accoglie gli spettatori sulla terrazza della Rod Laver Arena, mentre per chi vuole un calice al volo (circa 21 dollari a bicchiere), c’è Le Kiosque sistemato in Garden Square.

La formula “On-Court presented by Piper-Heidsieck” è invece un pacchetto lusso che oltre alle bollicine include posti a bordo campo e la possibilità di accedere all’Omakase di Sushi Room, che si trova sotto l’arena.
L’asso pigliatutto
Passata la frontiera, invece, gli Open statunitensi hanno scelto come champagne ufficiale Moët & Chandon il brand che dà il nome al colosso di vini e liquori pregiati francesi Moët Hennessy, insieme all’omonimo Cognac e che sotto l’ombrello firmatissimo di Lvmh, raggruppa alcuni dei brand più noti della Champagne, come Dom Pérignon, Krug, Ruinart e Veuve Clicquot.

A conferma della potenza del brand sponsor ufficiale della Formula 1, anche nel mondo del tennis sono molti i tornei che l’hanno scelto come partner a cominciare dal quarto dei quattro tornei del Grande Slam: anche al Roland Garros il partner ufficiale è Moët & Chandon. E lo stesso vale nel circuito Atp 1000, a cominciare dal Montreal National Bank Open del Canada dov’è protagonista nel calice e persino nell’offerta food nel panino più lussuoso del PEI Lobster del Courtyard: 6ix Start Lobster Roll, con aragosta cotta in salsa beurre blanc allo zafferano e Moët & Chandon, guarnita poi con crème fraîche, erba cipollina, caviale e foglia d’oro, il tutto per un centinaio di dollari.
Di rete in rete fino al Mondiali
Gioca sempre in casa Taittinger che è partner ufficiale del Rolex Paris Masters, torneo sempre parte del circuito Atp 1000.

La maison è però più legata nell’immaginario collettivo a un altro sport il calcio. Champagne ufficiale della Coppa del Mondo FIFA 2026™, i fratelli Clovis e Vitalie Taittinger hanno appena ufficializzato il rinnovo della loro partnership, che si estende fino alla fine del 2030, includendo la Coppa del Mondo femminile FIFA Brasile 2027™ e i Mondiali del 2030™, diffusi anche in questo caso a Portogallo, Spagna e Marocco.
Atp 1000 e mille bolle
Dal 2008 Laurent-Perrier è lo Champagne ufficiale dell’Open di Madrid, presenza fissa nelle aree VIP del torneo, come la Caja Mágica. Ma mai come nella finale di quest’anno lo champagne ufficiale ha avuto decisamente l’attenzione di tutti grazie al siparietto allestito da Zverev ai danni di Sinner.
- Leggi anche: Il senso di Sinner per lo Champagne
Quando il tedesco battuto da Jannik sul campo si è vendicato battendolo sul tempo nell’apertura in tempo zero di capsula, tappo e gabbietta innaffiandolo da testa a piedi con la magnum di rosé. Champagne shower liberatoria, impedita stavolta a Wimbledon, grazie al rigido cerimoniale dell’All England Lawn Tennis & Croquet Club.
A Roma e Vienna invece il brindisi è di casa
Da quest’anno l'Official Sparkling Wine degli Internazionali BNL d'Italia è il Consorzio di Tutela del Prosecco DOC che dal padel arriva sui campi del Foro Italico e fa il suo ingresso nel mondo del grande tennis internazionale. Sarà il comfort di sentirsi a casa ma, con la magnum di Prosecco, dopo la finale di Roma Sinner ha agilmente stappato stavolta per festeggiare amichevolmente con Rudd. Così come gli è successo negli da spogliatoio post vittoria con l’Asti Spumante…

Autarchici anche gli Austriaci che per il torneo Atp di Vienna hanno optato per delle bollicine di casa: Schlumberger Sekt, come si chiama il vino spumante austriaco che, a partire dal 2022 ha ottenuto la denominazione d'origine protetta (DOP) è ora viene chiamato Sekt Austria Sparkling wine secondo le tre classificazioni devono superare un test di qualità presso l'Ufficio Federale della Viticoltura, che li autorizza a portare la banderuola rosso-bianco-rosso sulla parte superiore della bottiglia di spumante. Questo per sottolineare la qualità e l'origine. (Riproduzione riservata)
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