Dopo aver rilevato la quota di maggioranza da Neuberger Berman, il senior management team di Renaissance Partners ed Aurora Growth Capital (quest’ultima si è appena delistata da Piazza Affari) diventa indipendente. Il nuovo progetto, presentato ieri a Milano dal fondatore e managing partner Fabio Canè, vede Renaissance Partners (ex NB Renaissance) e Aurora Growth Capital (ex NB Aurora) insieme in quella che è stata definita «la piattaforma di investimenti in private equity più rilevante in Italia». Neuberger Berman resta socio di minoranza con il 10% e continua a contribuire al progetto in particolare sull’internazionalizzazione delle imprese in portafoglio.
Nel 2024 la piattaforma Renaissance/Aurora ha registrato un capitale raccolto pari a 3,3 miliardi di euro, ricavi aggregati per 6 miliardi (+15% anno su anno, ebitda +19%), con un equity ticket tra 50 e 350 milioni di euro e 20 investimenti in portafoglio. Dagli attuali 3,3 miliardi di euro di capitali raccolti, ha spiegato ieri Canè, l’obiettivo della piattaforma è raggiungere entro la fine del 2026 i 5,5 miliardi.
Inoltre, la partnership con l’asset manager Usa Neuberger Berman, ha aggiunto il manager, «verrà allargata ad altri partner e ha come obiettivo creare un operatore istituzionale al servizio delle imprese italiane, ma anche prospetticamente in qualche Paese estero selezionato, ma soprattutto che lavora con investitori istituzionali per attrarre investitori esteri in Italia».
In prospettiva è allo studio il completamento della strategia di investimento su altre aree come il private credit. «Vogliamo proporci come il più rilevante operatore italiano negli investimenti in private markets», ha ripreso Cané. In Italia oggi «non c'è una piattaforma di investimenti alternativi al servizio del Paese. Sono convinto che l’aggregazione di team eccellenti su diverse aree di investimento determini sinergie di costo, lo sfruttamento di opportunità di investimento combinate e faciliti la relazione con gli investitori offrendo più opportunità di investimento complementari».
I numeri dai quali parte la nuova piattaforma sono, quindi: 3,3 miliardi di capitale raccolto, 43 professionisti con un track record consolidato, 67 investimenti (23 in portafoglio, 44 realizzati) e 130 add-ons (acquisizioni effettuate dalle società in portafoglio a Renaissance e Aurora), oltre 6 miliardi di ricavi aggregati delle società partecipate, 26 mila dipendenti (4.500 nuovi posti di lavoro creati negli ultimi tre anni).
Renaissance e Aurora hanno target di investimento contigui e complementari: Renaissance, attualmente 2,8 miliardi raccolti, 33 professionisti, è focalizzata su investimenti di maggioranza da 100 a 400 milioni per ogni singolo investimento; il focus di Aurora, circa 500 milioni di euro di masse gestite, 10 professionisti, è invece su investimenti in partnership con imprenditori e management teams, sia di maggioranza che di minoranza qualificata, da 30 a 50 milioni di euro. La nuova struttura ha consentito anche di mettere a fattor comune tutti i servizi (legale, compliance e gli aspetti regolatori).
«Per gli investitori», ha concluso Cané, «l’Italia è un’opportunità unica: seconda economia manifatturiera in Europa, sesta economia esportatrice nel mondo, posizione di leadership in diverse nicchie globali, aziende con produzioni ad alto valore aggiunto ed alta specializzazione. Le aziende italiane hanno una forte necessità di ricambio generazionale e di manager: delle circa 8 mila medie imprese italiane sul mercato, un terzo dovrà affrontare problemi di successione nei prossimi anni». (riproduzione riservata)