Dopo la Banca Centrale Europea e la svolta storica della Bank of Japan, i fari degli investitori sono tutti puntati sulla Federal Reserve. Un taglio ai tassi di interesse già a marzo o a maggio è escluso dagli scenari di proiezione di analisti e mercati ma molto diranno mercoledì gli indizi provenienti dal dot plot (il grafico a punti che sintetizza le previsioni dei banchieri centrali sulla traiettoria dei tassi d’interesse statunitensi) e le previsioni sulle stime macroeconomiche.
Gli analisti di Goldman Sachs si aspettano che il Fomc, il comitato di politica monetaria della Fed, continui a mostrare uno scenario di base di tre tagli dei tassi di interesse nel corso dell’anno. Rispetto alle proiezioni precedenti però gli esperti hanno abbassato la previsione di una riduzione dei Fed Funds da quattro a tre nel 2024.
Anche gli esperti di Pictet prevedono che il punto mediano per quest’anno rimanga invariato indicando tre tagli (-75 punti base) al 4,625%. Tuttavia, segnalano anche il rischio significativo che questo dato si sposti prevedendo solo due tagli (50 punti base). «Basterebbero due policymaker», fanno notare da Pictet, «per spostare la mediana da tre a due tagli». «Ci aspettiamo che i punti mediani per il 2025 e il 2026 mostrino un numero invariato di rispettivamente quattro e tre tagli. Per quanto riguarda le proiezioni sui tassi di interesse a più lungo termine, vediamo che i rischi tendono verso l’alto. La mediana potrebbe rimanere invariata al 2,5%, ma la media si sposterà molto probabilmente verso l’alto». Più in generale, gli esperti di Pictet ritengono che il Fomc manterrà i tassi invariati e non modificherà in maniera sostanziale la dichiarazione post riunione, pertanto la forward guidance sulla necessità di acquisire maggiore fiducia prima di tagliare i tassi dovrebbe mantenersi.
Il presidente della Fed, Jerome Powell, sarà interrogato sui tempi e sul ritmo dei tagli di quest’anno. «Il modo in cui contestualizzerà i recenti dati sull'inflazione sarà molto importante», spiegano da Pictet. L’aspettativa è, quindi, ancora di un Powell attendista che ribadirà che il percorso verso il 2% sarà accidentato, come hanno sottolineato altri funzionari della Fed.
L’aggiornamento del dot plot e delle proiezioni sull’inflazione dovrebbero essere il focus della riunione. Pictet prevede che le modifiche alla sintesi delle proiezioni economiche (Sep) mostreranno una crescita del prodotto interno lordo più elevata quest’anno e una previsione leggermente più alta per l’inflazione Pce di base dal 2,4% al 2,5%/2,6%. L’inflazione è stata inferiore a quanto previsto da molti funzionari della Fed a dicembre, ma si è poi rafforzata a gennaio e febbraio. Una domanda chiave per il Fomc quindi sarà quanto siano fiduciosi iche due mesi di fila di sorprese al rialzo dell’inflazione core si rivelino temporanei. «Se le proiezioni sull’inflazione core Pce per il 2024 dovessero aumentare significativamente più del previsto, ciò rivelerebbe che i funzionari sono diventati meno ottimisti riguardo alla tendenza disinflazionistica», aggiungono ancora da Pictet.
Questa settimana il Fomc discuterà anche del rallentamento del ritmo di riduzione del bilancio. «Powell fornirà alcune indicazioni di massima, ma i dettagli emergeranno probabilmente nei verbali di tre settimane dopo. La Fed è ancora sulla buona strada per ridurre il ritmo del QT e ci aspettiamo che faccia un annuncio a riguardo nella riunione di maggio».
Guardando il quadro complessivo, Pictet stima che il rallentamento dell’inflazione nel secondo trimestre, insieme con il rallentamento del mercato del lavoro e della crescita, consentiranno alla Fed di avviare il primo taglio a giugno con cinque tagli in totale per quest’anno. «Il rischio è chiaramente orientato verso un ciclo di allentamento più graduale e un inizio leggermente più tardivo, alla luce del rimbalzo delle letture sull'inflazione». (riproduzione riservata)