L’azionista di controllo di Campari, la famiglia Garavoglia tramite Lagfin (detiene il 52%), acquisisce una partecipazione di minoranza significativa nella società di private equity, Bluegem Capital Partners, focalizzata sul settore dei beni di consumo.
È stata Bloomberg ad anticipare la notizia che la holding di diritto lussemburghese, con cui la famiglia controlla il gruppo famoso per i marchi Aperol, Campari e Cinzano, ha finalizzato un accordo per acquisire il 20% di Bluegem. È anche diventato anchor investor nel prossimo nuovo fondo della società di private equity.
Fondata nel 2007, Bluegem si concentra su aziende di medie dimensioni nel settore dei beni di consumo, puntando su marchi alimentari e di bevande, oltre che su fornitori di vitamine, prodotti per l’infanzia e la cura personale. La società, con sede a Londra e circa 1 miliardo di euro di asset in gestione, possiede marchi come il produttore di articoli per neonati Mamas & Papas, la catena francese di hamburger gourmet, Big Fernand, e il marchio di alimenti per l’infanzia Béaba.
Uno dei deal più importanti è stato l’acquisto nel 2010 del grande magazzino britannico Liberty, poi venduto a un consorzio guidato da Glendower Capital. Mentre a ottobre dello scorso anno ha acquisito una partecipazione di maggioranza nel gruppo Pinard, produttore di soluzioni di packaging per il settore beauty, insieme a Arev Partners. Sempre nel 2024 ha venduto il produttore di profumi Dr. Vranjes Firenze a L’Occitane International e la quota di maggioranza nel marchio italiano di bellezza Beautynova a Pai Partners.
«L’operazione segna una tappa fondamentale nel percorso di sviluppo di Bluegem, avviando al contempo una transizione di leadership ben pianificata con Emilio Di Spiezio Sardo che assumerà il ruolo di amministratore delegato per guidare la società nella sua prossima fase di crescita», si legge nel comunicato. Mentre, dopo un lungo mandato come socio fondatore, Marco Capello si ritirerà dai futuri investimenti, pur mantenendo responsabilità esecutive e di gestione sull’attuale portafoglio di Bluegem.
Di Spiezio si è detto «lieto di dare il benvenuto a Lagfin come partner strategico di lungo termine. La loro profonda conoscenza delle dinamiche del settore dei beni di consumo essenziali e la loro rete globale sviluppata nel corso di generazioni rappresentano risorse di valore inestimabile mentre ci prepariamo a scalare ulteriormente la nostra piattaforma».
Infatti, investire nell’economia reale, in particolare nei beni di consumo B2B, una volta eliminata la parte discrezionale B2C, rappresenta un quarto pilastro di resilienza e crescita accanto a healthcare, servizi alle imprese e software/tecnologia, offrendo al contempo una naturale copertura contro le disruption causate dalle tecnologie emergenti. «La produzione e il consumo di beni alimentari e per la cura della persona (come ad esempio shampoo o dentifricio) possono essere accelerati dall’intelligenza artificiale, ma non sostituiti», ha sottolineato ancora Di Spiezio.
Lagfin ha aggiunto: «Bluegem è un leader paneuropeo in forte crescita, posizionato al crocevia tra il private equity e l’industria dei beni di consumo, con un chiaro focus strategico e un approccio operativo orientato alla creazione di valore nel lungo periodo. Riconoscendo le forti sinergie tra Lagfin e Bluegem, la nostra nuova partnership si fonda su una visione comune».
Dopo l’estate, Bluegem conta di iniziare l’attività di pre-marketing per il suo fondo IV, rivolgendosi a family office e investitori istituzionali in Europa e in Medio Oriente. L’obiettivo è raccogliere più fondi rispetto al precedente (340 milioni di euro nel 2022) entro il secondo trimestre del 2027. Gli investimenti del nuovo fondo saranno incentrati su aziende con modelli B2B e valori d’impresa compresi tra 70 milioni e 200 milioni di euro, mentre l’importo di capitale per ciascun investimento varierà tra 30 milioni e 70 milioni di euro. (riproduzione riservata)