Mercoledì le Borse Usa hanno chiuso contrastate ma rimangono nei pressi dei massimi storici: l’S&P 500 chiude sulla parità, il Dow Jones perde lo 0,2% e il Nasdaq guadagna lo 0,3%.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha mostrato un lieve rimbalzo, segnale che il sell-off delle ultime tre sedute potrebbe essere stato eccessivo. Il Wti guadagna un 1,3% e si porta a 65,22 dollari al barile, mentre il Brent guadagna uno 0,7% e si porta a 66,66 dollari. Il cambio euro dollaro si apprezza dello 0,45 e si porta a 1,1656. Il tasso decennale Usa scende al 4,287%.
Intanto, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha concluso la seconda giornata di audizione al Congresso. Le aspettative su un taglio dei tassi a luglio stanno crescendo dopo che due esponenti della Fed si sono detti aperti all’ipotesi. Powell ha sottolineato che i dati economici più recenti avrebbero potuto giustificare una riduzione del costo del denaro, se non fosse per il rischio che dazi più alti alimentino l’inflazione.
Donald Trump ha annunciato di essere al lavoro per individuare il successore di Powell alla guida della banca centrale, in vista della scadenza del mandato. La frizione tra i due è nota e ruota attorno a divergenze sulle scelte di politica monetaria.
La tregua tra Israele e Iran continua a reggere e i mercati finanziari ne beneficiano. Le Borse statunitensi aprono in territorio positivo e si approcciano ai massimi storici: l’S&P 500 guadagna uno 0,2%, il Nasdaq guadagna uno 0,4% , mentre il Dow Jones apre prossimo alla parità.
I prezzi del petrolio mostrano un lieve rimbalzo dopo tre sedute negative, segno che la recente ondata di vendite potrebbe essere stata eccessiva. Gli analisti, tuttavia, ritengono che le quotazioni resteranno sotto controllo, a meno di attacchi diretti alle infrastrutture energetiche o a rotte strategiche come lo Stretto di Hormuz. Il Wti sale dello 0,8% e si porta a 64,89 dollari al barile, mentre il Brent guadagna uno 0,5% e si porta a 66,52 dollari. Il cambio euro/dollaro perde uno 0,1% e si porta a 1,16. Il rendimento a 10 anni Usa sale a 4,32%.
Sul fronte macro, l’attenzione è rivolta alla seconda giornata di audizione del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, davanti al Congresso. Le aspettative di un possibile taglio dei tassi già a luglio stanno crescendo, complice l’apertura manifestata da alcuni esponenti della Fed nei giorni scorsi. Powell ha sottolineato che, in assenza dei timori legati a un possibile rialzo dell’inflazione per via dei dazi, i recenti dati economici avrebbero potuto giustificare un allentamento della politica monetaria.
Intanto, la diplomazia commerciale è in fermento. I governi stanno cercando di stringere accordi con Washington prima che entri in vigore la nuova ondata di aumenti tariffari. Il Canada, con la nuova negoziatrice capo Kirsten Hillman, ha previsto tre round di incontri con gli Stati Uniti nell’arco di questa settimana per trovare un’intesa. Ottawa punta a ottenere la rimozione dei dazi su acciaio, alluminio e auto.
Anche l’Unione Europea accelera sul dossier commerciale. Ma da Bruxelles arriva un monito chiaro: in caso di introduzione di tariffe, anche solo minime, sui beni europei, scatteranno contromisure. Lo ha ribadito il commissario europeo all’industria, secondo quanto riportato da Bloomberg.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della giornata.
Ancora un mese difficile per il colosso dei veicoli elettrici nell’Unione Europea. A maggio, le immatricolazioni di nuove auto del gruppo sono crollate di oltre il 40%, secondo i dati diffusi da un’associazione di categoria europea. Nonostante ciò, il titolo perde lo 0,4% all’apertura.
Il gruppo leader nel settore delle spedizioni ha annunciato un impatto negativo di circa 170 milioni di dollari nel trimestre in corso, a causa di modifiche normative sui dazi che hanno ridotto la domanda per i pacchi in arrivo dalla Cina. Il titolo apre a -5,3%.
Balzo del 32,7% in apertura per la startup specializzata in batterie allo stato solido, dopo aver annunciato un'importante svolta tecnologica nel processo produttivo.
Il produttore dei cereali Cheerios e di altri alimenti confezionati ha avvertito che le vendite potrebbero calare nell’anno in corso, penalizzate da consumi in rallentamento e da costi più elevati legati ai dazi. Il titolo apre a -2,1%.
Il produttore di camper ha rivisto al ribasso la guidance annuale, citando un contesto macroeconomico complesso. Anche se i risultati trimestrali hanno battuto le attese, il titolo che all’apertura scende del 4%.