Poiché non ci sono state vittime né feriti a seguito dell’attacco missilistico iraniano alla base militare americana di Al Udeid in Qatar, il prezzo del petrolio Wti è sceso del 6,8% a 68,85 dollari al barile mentre Wall Street ha chiuso in rialzo: Dow Jones +0,9%, S&P500 +1%, Nasdaq +0,9%. Tesla guadagna l’8,2% grazie al successo dei robotaxi.
Dopo che gli Stati Uniti hanno colpito impianti nucleari iraniani nel fine settimana, il dollaro si è rafforzato su scala globale, guadagnando terreno rispetto a euro, yen giapponese e sterlina britannica. Il cambio euro dollaro perde lo 0,4% e si porta 1,14. Il rendimento del decennale Usa scende al 4,34%.
I future sul petrolio hanno registrato un’impennata fino al +4% nelle contrattazioni notturne di domenica sull’onda dell’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, per poi perdere tutti i guadagni. All’apertura di Wall Street il Wti cede lo 0,4% e si porta a 73,56 dollari al barile, il Brent lo 0,1% a 75,40 dollari.
Il mercato, tuttavia, sembra aver già scontato in parte l’instabilità geopolitica della regione. Secondo Goldman Sachs, nonostante l’aumento del rischio geopolitico, non si prevedono al momento interruzioni significative nelle forniture di greggio. Resta però alta l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. L’area è già considerata ad alto rischio, con le navi commerciali esposte a possibili danni collaterali, secondo la società di sicurezza Vanguard.
«Bisognerà capire se il mercato interpreterà questa crisi come uno shock alla crescita, simile a quello della Guerra del Golfo», ha osservato Robert Dishner, portfolio manager di Neuberger Berman. L’effetto potrebbe essere negativo, per via della spinta inflazionistica dei prezzi energetici, ma non si esclude un risvolto positivo qualora emergesse un consenso politico finora mancato.
Nel frattempo, sullo sfondo restano le tensioni commerciali. Proseguono i negoziati tra Stati Uniti e Unione Europea su una serie di questioni non tariffarie, in particolare sul trattamento delle big tech americane. L’intesa sembra vicina, ma resta l’incognita delle nuove tariffe che entrambe le parti minacciano di introdurre. Intanto, a Washington continua il dibattito al Senato sul maxipiano fiscale voluto dal presidente Trump.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della giornata.
Il titolo dell’azienda dei veicoli elettrici (Ev), attiva anche nello sviluppo di tecnologie per la guida autonoma, produzione di batterie, energia solare e soluzioni per lo stoccaggio energetico apre a +3,7%. I guadagni sono legati agli sviluppi sul fronte della guida autonoma. Il servizio robotaxi di Tesla ha superato le aspettative nei test drive effettuati durante il lancio di domenica ad Austin, Texas, hanno affermato gli analisti di Wedbush Securities. Gli esperti hanno effettuato «diversi giri» su un robotaxi della società durante il lancio, con un operatore Tesla che supervisionava il percorso, ma a cui non era consentito influenzare in alcun modo l'auto. «Prima di provarlo, ci aspettavamo di essere impressionati, ma uscendo, tutto ciò che possiamo dire è che questo è il futuro», hanno affermato gli analisti, aggiungendo che «era indistinguibile che l'auto non avesse un conducente». L'esperienza sarebbe stata stata sicura e confortevole, segnando una pietra miliare per la guida autonoma e la strategia della società per quanto riguarda l'intelligenza artificiale. Wedbush ha confermato la raccomandazione outperform sul titolo (chiusura a 322,16 dollari) e l'obiettivo di prezzo di 500 dollari.
Apre a 1,6% il titolo di una delle principali aziende aerospaziali e della difesa degli Stati Uniti, attiva nella progettazione e produzione di sistemi avanzati per la sicurezza nazionale. Il forte rialzo è dovuto al fatto che la società è coinvolta nella produzione di bombardieri stealth B-2 Spirit dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti che sono stati usati per effettuare l’attacco aereo a sorpresa degli Usa contro i tre importanti impianti nucleari di Fordo, Natanz e Isfahan in Iran.
Il titolo del colosso tecnologico apre a -0,3%. Apple è impegnata in trattative «all’ultimo minuto» con la Commissione europea per modificare le regole dell’App Store, con l’obiettivo di evitare nuove multe previste entro il 26 giugno sotto il regime del Digital Markets Act . Dopo una multa di 500?milioni di euro per pratiche anti-steering, l’azienda potrebbe introdurre concessioni sull’uso di link esterni e rivedere la controversa «Core Technology Fee». In caso di fallimento della trattativa, Bruxelles può infliggere sanzioni fino al 5% dei ricavi giornalieri globali di Apple.
Le azioni del gigante dell’oil & gas salgono del 1,5 % all’apertura a seguito dll’escalation militare tra Usa e Iran.
Le azioni della compagnia farmaceutica specializzata in terapie per diabete, obesità e disturbi ormonali salgono del 4,9% nella sessione di lunedì. Il corso delle azioni ha risentito del fatto che i dati dettagliati di un trial clinico sul suo farmaco sperimentale contro l'obesità, CagriSema, hanno alimentato timori tra gli investitori sulla sua competitività rispetto alla pipeline del concorrente Eli Lilly.