Wall Street inizia l’anno all’insegna della debolezza: il Dow Jones chiude in rialzo dello 0,1%, l’S&P500 in calo dello 0,6%, il Nasdaq addirittura dell’1,6%, trascinato al ribasso da Apple (-3,6%), declassata da Barclays a underweight (sottopesare) a causa dei volumi deboli dei suoi prodotti, dall’iPhone 15 a Mac e iPad. Per la banca britannica, inoltre, l’ampliamento del multiplo price/earnings (p/e) di Apple non sembra «sostenibile». Su tutto pesano poi le tensioni in Medio Oriente, con Maersk che ha bloccato fino a nuovo ordine i transiti sul Mar Rosso e l’eliminazione a Beirut del numero due politico di Hamas, Saleh el-Arouri. Eliminazione attuata da Israele con l’utilizzo di un drone.
Le borse americane continuano come hanno aperto, con il Dow Jones poco mosso (+0,1%) e l’S&P 500 (-0,6%) e il Nasdaq (-1,6%) in perdita. Scende il prezzo del petrolio con il Brent che scambia a 76,3 dollari al barile (-0,9%) e il Wti a 70,8 dollari (-1,2%) dopo lo stop ai transiti nel Mar Rosso annunciato nel pomeriggio di martedì 2 gennaio dalla compagnia Maersk. Il rendimento dei Treasury a 10 anni si mantiene al 3,95%.
Il mercato aspetta con impazienza che la Fed inizi a tagliare i tassi di interesse: una prima riduzione a marzo è ritenuta probabile al 69,3%, secondo lo strumento FedWatch del Cme Group. Ma, secondo Adam Crisafulli, fondatore di Vital Knowledge, «il rischio più grande che corrono i titoli azionari non è che la Fed o la Banca centrale europea non taglino quanto previsto, ma che gli utili subiscano un calo maggiore del previsto in un contesto di rallentamento della crescita e di diminuzione del potere dei prezzi».
Wall Street rimane in territorio negativo. Con l’eccezione del Dow Jones, piatto alle 17 di martedì 2 gennaio, i listini americani viaggiano in calo ,con l’S&P 500 che perde lo 0,7% e il Nasdaq l’1,7%. Piatto, per il momento, il prezzo del petrolio, dopo che la compagnia di trasporto marittimo danese Maersk ha annunciato che sospenderà tutti i transiti nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, dopo che una delle sue navi è stata attaccata dai militanti Houthi. «Abbiamo deciso di sospendere tutti i transiti attraverso il Mar Rosso e il Golfo di Aden fino a nuovo avviso», ha dichiarato la compagnia in un aggiornamento inviato ai clienti.
Sul fronte macro, l'indice pmi stilato da Ihs Markit, che registra l'attività manifatturiera statunitense, a dicembre è sceso a 47,9 punti dai 49,4 di novembre. Il dato, inferiore a 50, indica una contrazione del settore ed è inferiore anche alle stime che si aspettavano un pmi di 48,4 punti.
Wall Street apre la prima seduta del 2024 in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,25%, l’S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq l’1,1%. Le borse Usa attendono con ansia i dati sull’occupazione dei prossimi giorni, che influenzeranno le prossime mosse della Fed: negli Stati Uniti l’inflazione è da domanda e un mercato del lavoro forte potrebbe continuare a spingere i consumi e quindi i prezzi. Qualche informazione in più sulle future mosse della banca centrale americana arriveranno dai verbali del Fomc, che saranno diffusi la sera di mercoledì 3 gennaio. Sono questi i dati macro che determineranno il successo della corsa dell’S&P 500: il listino più famoso al mondo è vicino ai nuovi massimi storici.
In questo contesto, comunque, i mercati continuano ad aspettarsi sei tagli dei tassi d’interesse per 150 punti base totali. Eppure il biglietto verde non risente della politica monetaria più accomodante della Fed, con il cambio euro-dollaro a quota 1,0954 (-0,81%). Anche il Treasury segue un percorso inverso a quello immaginato, con il rendimento del decennale che sale al 3,95% invece che ridursi per i tassi previsti in calo. Infine, le tensioni sul Mar Rosso (leggi sotto) aiutano il petrolio: il prezzo del Brent aumenta dello 0,9% e quello del Wti dello 0,5%. Ecco cinque titoli da monitorare martedì 2 gennaio.
Alle 15:30 il titolo Apple cede il 2,5%. Anche i primi della classe possono andare in difficoltà (l’azienda di Cupertino ha la capitalizzazione più alta al mondo, quasi 3 trilioni). Le azioni pagano il giudizio negativo di Barclays, che ha declassato il produttore di iPhone a underweight (sottopesare) a causa dei volumi deboli dei suoi prodotti, dall’iPhone 15 a Mac e iPad. Per la banca britannica, inoltre, l’ampliamento del multiplo price/earnings (p/e) di Apple non sembra «sostenibile».
Alle 15:30 le azioni Tesla perdono lo 0,6%. La casa di Elon Musk ha pubblicato i dati sulle consegne del quarto trimestre, arrivate a 485 mila unità, sopra le 477 mila previste. In questo modo le vendite del 2023 hanno superato 1,808 milioni, sopra le 1,6 milioni circa del rivale cinese Byd. Per Musk però c’è una grana all’orizzonte: il valore di X è sceso a circa un terzo dei 44 miliardi spesi dal miliardario per acquistarlo a fine 2022.
Alle 15:30 il titolo Coinbase cede lo 0,3%. La piattaforma di criptovalute non si gode l’ennesimo rally del bitcoin, che ha sfondato il muro dei 45 mila dollari, portandosi a quota 45.700 dollari, livello che non toccava dall’aprile del 2022. L’asset digitale ha messo a segno un rialzo di oltre il 7% perché il mercato ritiene che entro una settimana la Sec (l’equivalente della Consob italiana) prenderà una decisione sul primo Etf spot legato alla criptovaluta.
Alle 15:30 le azioni Chevron salgono dello 0,6% e quelle di Exxon Mobil dell’1,2%. I due giganti petroliferi beneficiano del balzo delle quotazioni del greggio dovute alle nuove tensioni sul Mar Rosso. Il 31 dicembre gli americani hanno respinto un attacco degli Houthi, appoggiati dall’Iran, contro una portacontainer Maersk, affondando tre navi dei ribelli. Il 2023 però non è stato un anno da ricordare per il petrolio: il Wti ha perso il 10%, il primo ribasso annuo dal 2020.
Alle 15:30 il titolo Walt Disney cede lo 0,6%. Da inizio 2024 Topolino non ha più un padrone. Dopo 95 anni è scaduto il copyright sul cortometraggio del 1928 con le prime versioni non parlanti di Topolino e Minnie, immagini che hanno fatto la storia del cinema mondiale. La Disney però ha subito avvertito che le versioni più moderne di Topolino sono ancora coperte da copyright. (riproduzione riservata)