Le borse Usa chiudono in rialzo alla vigilia dei dati sull'inflazione Usa e in attesa della riunione della Federal Reserve di mercoledì 12, da cui gli investitori si aspettano indicazioni sulle prossime decisioni di politica monetaria. L'indice Dow Jones è salito dello 0,43%, l'S&P500 dello 0,39% e il Nasdaq dello 0,2%.
Wall Street riprende tono e prosegue la seduta sopra la parità. Alle 20:00 il Dow Jones sale dello 0,36%, l’S&P 500 dello 0,3% mentre il Nasdaq dello 0,1%. Le borse Usa aspettano la riunione della Fed, che mercoledì 13 dicembre dovrebbe mantenere i tassi d’interesse invariati in una forchetta tra il 5,25 e il 5,5%. In attesa di scoprire quali saranno le prossime mosse di politica monetaria, Wall Street assiste a una seduta a due facce a seconda dei business delle diverse aziende che la popolano.
Le big tech, più sensibili ai tassi alti perché più bisognose di finanziamenti, scambiano in rosso: le peggiori sono Apple (-2%) e Microsoft (-1,5%). Giornata di borsa da dimenticare anche per Verizon (-1,3%) e UnitedHealth (-1,2%), mentre Intel è il miglior titolo di Wall Street con un +3,5%. Dopo la società dei chip seguono Nike (+2,8%), Honeyweel (+2,5%), Cisco (+1,5%) Home Depot (+1,3%) e McDonald’s (+1%).
Wall Street apre la seduta contrastata. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,1%, mentre l’S&P 500 è piatto e il Nasdaq cede lo 0,25%. Le borse Usa restano in attesa dei dati sull’inflazione americana del 12 dicembre, che precederanno di un giorno la riunione della Fed.
Mercoledì 13 la banca centrale degli Stati Uniti dovrebbe prendersi un’altra pausa (i tassi sono al 5,25-5,5%), ma i mercati sono più interessati alle parole del presidente Jerome Powell. Gli investitori vogliono scoprire quando la Fed inizierà ad ammorbidire la politica monetaria e credono che nel 2024 i tassi verranno tagliati almeno cinque volte per un totale di 150 punti base.
In questo contesto di incertezza il cambio euro-dollaro resta stabile a quota 1,0751 (-0,09%), mentre il rendimento del Treasury si muove di poco verso l’alto: quello del decennale sale al 4,26%. Soffrono invece petrolio (Brent -0,3% e Wti -0,45%) e bitcoin: il re delle criptovalute perde il 4% e torna a valere meno di 42 mila dollari. Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 11 dicembre.
Alle 15:30 il titolo Cigna balza del 14%. La compagnia di assicurazione sanitaria ha rinunciato all’acquisizione della rivale Humana (-1%): dall’unione delle due aziende sarebbe nato un gigante con un valore superiore ai 140 miliardi. Le trattative sono saltate perché le due società non sono riuscite ad accordarsi sul prezzo. Ora Cigna pianifica un buyback da 10 miliardi.
Alle 15:30 le azioni Macy’s guadagnano il 17%. La catena attiva nella grande distribuzione, da tempo in difficoltà per la concorrenza dell’e-commerce, ha ricevuto un’offerta di acquisizione. I potenziali compratori sono Arkhouse Management e Brigade Capital Management, due società di investimento che hanno messo sul piatto 5,8 miliardi, pari a 21 dollari per azione.
Alle 15:30 il titolo Tesla cede l’1%. Un gruppo di fondi pensione solleciterà la casa automobilistica di Elon Musk a rispettare i diritti dei dipendenti della regione scandinava. Tesla è in conflitto con i sindacati dei Paesi del Nord Europa perché ha rifiutato di inquadrare nella contrattazione collettiva i meccanici svedesi. Secondo la società di Musk, i lavoratori della Svezia hanno condizioni identiche o migliori di quelle pretese dal sindacato.
Alle 15:30 le azioni Nike salgono del 2,3%. Il produttore di articoli sportivi si gode la promozione di Citi, che ha alzato il rating sul titolo da neutral a buy. Secondo la banca di Wall Street, Nike riuscirà a proteggere i suoi profitti, nonostante l’instabile contesto macroeconomico. Ecco perché Citi ritiene che il prezzo delle azioni della società salirà del 16% dagli attuali 117 dollari.
Alle 15:30 il titolo Occidental Petroleum cresce dell’1%. La società petrolifera acquisirà per 12 miliardi CrownRock, società energetica attiva nel bacino del Permiano. L’accordo, dopo quelli miliardari di Exxon Mobil e di Chevron, è l’ultimo tassello di una serie di consolidamenti che ha coinvolto l’intero settore energetico statunitense. Occidental Petroleum ha anche deciso di aumentare il dividendo trimestrale distribuito ai soci: da 18 centesimi per azione lo porterà a 22 centesimi. (riproduzione riservata)