L’indice S&P tocca i massimi di tutti i tempi, chiudendo in rialzo dell’1,2% a 4.839 punti. Il record precedente risaliva al gennaio 2022. Il Dow Jones chiude in rialzo dell’1,1%, il Nasdaq dell’1,7%.
Dopo una perdita del 19% nel 2022, l’S&P 500 è tornato a crescere nel 2023, registrando un guadagno del 24% mentre l’economia ha evitato una recessione che molti si aspettavano e l’inflazione è scesa a livelli che hanno permesso alla Federal Reserve di sospendere i suoi aumenti dei tassi di interesse. Il benchmark si è avvicinato al raggiungimento di un record dopo un vigoroso rally nel quarto trimestre, ma alla fine non è stato all'altezza. Il rally del mercato si è fermato un po’ all’inizio del 2024 poiché gli investitori hanno preso parte ai profitti dai leader delle Big Tech come Apple.
Ma negli ultimi giorni sono tornati gli acquisti su questi leader tecnologici. Il traguardo di venerdì 19 conferma che il mercato azionario si trova ufficialmente in un mercato Toro iniziato nell’ottobre 2022, e non solo in un rimbalzo all’interno di un mercato ribassista. Da quel minimo, l’indice S&P 500 è infatti cresciuto di oltre il 34%.
A oltre metà seduta le borse Usa si mantengono positive. L’S&P 500, in particolare, ha sfondato la soglia dei 4.800 punti, superando i 4.796 punti che rappresentano la chiusura più alta per l’indice, raggiunta nel gennaio dello scorso anno, e alle 19:30 è a 4,827.11 punti, in rialzo dell’1%. Il Dow Jones sale dello 0,9% e il Nasdaq guadagna l’1,2%.
Dopo i dati macro comunicati oggi (leggi sotto) i mercati aspettano la lettura preliminare del pil statunitense del quarto trimestre 2023 che verrà pubblicata la prossima settimana. Gli economisti prevedono una crescita inferiore al 2%, a fronte di stime della Fed di Atlanta al 2,4%. Sempre per la prossima settimana si guarda anche al deflatore, ovvero la misura di inflazione preferita dalla Fed, con attese per un rallentamento del dato core, e alle letture preliminari degli indici pmi. Continuano, inoltre, le relazioni finanziarie trimestrali e annuali delle società quotate a Wall Street. Tra quelle che pubblicheranno i dati la settimana prossima ci sono numerose aziende del settore tech, come Intel, Tesla e Netflix.
Intanto alla Casa Bianca il presidente Joe Biden ha avuto un colloquio con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Alle 17:30 il Dow Jones guadagna lo 0,4%, l’S&P 500 cresce dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,6%. Di questo passo lo S&P 500, a 4.800 punti, potrebbe segnare un nuovo record di chiusura.
Cresce leggermente, intanto, il rendimento dei bond americani con i Treasury a 10 anni al 4,17% dopo la pubblicazione di alcuni dati macroeconomici. In particolare, l'indice di fiducia dei consumatori elaborato dall'Università del Michigan è stato pari a 78,8 punti a gennaio (lettura preliminare), al di sopra del consenso a 68,8 punti e anche del dato di dicembre a 69,7. Il risultato di gennaio è il più alto dal luglio del 2021.
Questi dati, insieme a quelli sui sussidi di disoccupazione pubblicati giovedì 18 gennaio, rendono sempre meno probabile un taglio dei tassi di interesse già a marzo. «Nel breve termine, la solidità dei dati ha fatto sì che gli investitori continuassero a ridimensionare la prospettiva di un taglio dei tassi nel primo trimestre. In effetti, la prospettiva di un taglio dei tassi da parte della Fed entro la riunione di marzo è scesa al 56% ieri e si è ulteriormente abbassata al 55% durante la notte, il minimo dall'ultima riunione della Fed a dicembre», sottolineano gli analisti di Deutsche Bank.
Alle 15:30 di venerdì 19 gennaio il Dow Jones guadagna lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,4%. Il rendimento dei Treasury a 10 anni sale al 4,1%. Il cambio euro-dollaro è a 1,09. Cresce il prezzo del petrolio, con il Brent che sfiora gli 80 dollari, scambiando a 79,6 dollari al barile (+0,6%), mentre il Wti viaggia sopra i 74 dollari (+0,6%).
Intanto al World Economic Forum, che si conclude oggi a Davos, in Svizzera, il ceo di OpenAI, Sam Altman, ha detto che l’Intelligenza Artificiale e l'America staranno bene, indipendentemente dall'esito delle elezioni presidenziali del 5 novembre. Recentemente la società ha annunciato che introdurrà alcune restrizioni sull’uso dei suoi strumenti per fare campagna elettorale. Ecco cinque titoli da monitorare nella seduta di venerdì 19 gennaio.
Alle 15:30 il titolo del produttore di aspirapolveri crolla, cedendo il 29%. iRobot sconta la notizia, data dal Wall Street Journal, che la Commissione europea sarebbe pronta a bloccare l’acquisizione della società da parte di Amazon. La big tech non ha risposto alle richieste della Commissione di apportare dei correttivi all’operazione. La decisione della Commissione Ue dovrà essere resa nota entro il 14 febbraio.
Alle 15:30 le azioni dei grandi magazzini è in calo dell’1,7%. La società taglierà il 3% dei posti di lavoro, licenziando 2.350 dipendenti.
Alle 15:30 la società di semiconduttori è in rialzo del 2,5%, dopo aver raggiunto il prezzo di chiusura più alto di sempre giovedì 18 gennaio. Amd è il secondo produttore indipendente di gpu, le unità di elaborazione grafica necessarie per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.
Alle 15:30 Apple guadagna lo 0,2%. Il gigante di Cupertino consentirà l'accesso a terze parti sia al portafoglio mobile che ai servizi di pagamento di Apple Pay. Gli utenti effettuare pagamenti contactless su dispositivi che utilizzano il sistema operativo iOS gratuitamente, senza la necessità di utilizzare Apple Pay o Apple Wallet. Così Apple risponde ai rilievi antitrust delle autorità europee.
Alle 15:30 il titolo della compagnia aerea recupera terreno con un rally del 22% in apertura. Spirit Airlines ha fatto sapere di aspettarsi un fatturato superiore alle previsioni per il quarto trimestre 2023, grazie all’andamento sostenuto delle prenotazioni. Anche le stime operative dovrebbero rivelarsi migliori del previsto. Nell’ultima settimana le azioni di Spirit Airlines sono però crollate del 62%, dopo che un giudice ha bloccato la fusione con JetBlue Airways. (riproduzione riservata)