Per la prima volta dall’inizio dell’anno il Nasdaq è riuscito a chiudere in territorio positivo, sebbene solo dello 0,1%. Rialzo dello 0,1% anche per il Dow Jones mentre l’S&P500 ha guadagnato lo 0,2%.
Apple ha ceduto solo lo 0,4% dopo che il New York Times ha riportato che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta preparando un'azione legale antitrust contro il produttore di iPhone, che potrebbe essere presentata già quest'anno.
L’azione legale potrebbe riguardare riguardare il funzionamento dell’Apple Watch in esclusiva con l'iPhone, dell’Apple Watch in esclusiva con l'iPhone, nonché il servizio iMessage dell'azienda, anch'esso disponibile solo sui dispositivi Apple. Secondo il rapporto, potrebbe anche riguardare Apple Pay, il sistema di pagamento dell'azienda. L'azione legale, se dovesse andare in porto, sarebbe il più grande rischio antitrust per Apple da anni a questa parte. Gli Stati Uniti sono il mercato più grande per Apple, che sostiene che il funzionamento di iMessage e dell'Apple Watch sono caratteristiche essenziali che distinguono gli iPhone dai telefoni Android.
Wall Street perde tono nel corso della seduta. Alle 19:30 il Dow Jones è piatto mentre l’S&P 500 sale dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,3%. La seconda settimana del 2024 sarà decisiva per le borse Usa con i dati sull’inflazione e l’apertura della stagione delle trimestrali. La prima non ha regalato soddisfazioni, anzi, potrebbe aver rappresentato la fine del rally di Natale.
Tra i migliori titoli di Wall Street si distingue Verizon (+2,1%), seguito da Boeing (+1,75%), Home Depot (+1,2%) e Caterpillar (+1,2%). Rimbalza Walgreens (+1,1%) dopo il tonfo del 4 gennaio provocato dal dimezzamento del dividendo. Poche le azioni in rosso, nell’ordine UnitedHealth (-1,5%), Procter&Gamble (-1,1%), Walmart (-1%), McDonald’s (-0,9%) e Ibm (-0,8%). Il cambio euro-dollaro resta invariato (1,095) e anche il rendimento del Treasury decennale rimane sopra il 4%. Il petrolio corre ancora più forte: Brent +1,6% e Wti +2,2%.
Wall Street prosegue la seduta in rialzo. Alle 17:30 il Dow Jones sale dello 0,3%, l’S&P 500 dello 0,45% e il Nasdaq dello 0,5%. Le borse Usa riprendono tono dopo un’apertura piatta e si dirigono verso la fine della prima settimana del 2024: quattro seduta complicate (lunedì 1 gennaio i mercati erano chiusi), soprattutto le prime due, che hanno indotto molti investitori a credere nella fine del rally di Natale. Bisognerà attendere la settimana dell’8-12 gennaio per capire se si è trattato solo di una breve pausa o se la benzina sui mercati è davvero finita. Saranno decisivi i dati macro, in particolare quelli sull’inflazione Usa di giovedì 11 gennaio.
Oggi, 5 gennaio, ai valori sul mercato del lavoro (leggi sotto) si affiancano quelli sull’Ism non maifatturiero, inferiore alle attese. A dicembre l’indice si è attestato a 50,6 punti, in calo dai 52,7 di novembre e sotto il consenso (52 punti). A novembre, invece, gli ordini alle imprese sono cresciuti del 2,6% su base mensile, meglio delle attese (+2,4% mensile) dopo la contrazione del 3,4% di ottobre. I nuovi ordini di beni durevoli non sono stati rivisti rispetto alla stima preliminare (+5,4%) mentre i nuovi ordini di beni non durevoli sono rimasti invariati (-1,8%). Infine le scorte di fabbrica sono aumentate dello 0,1%: ne consegue che le scorte delle imprese sono in calo dello 0,1% mensile.
Wall Street apre la seduta debole. Alle 15:30 il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq sono piatti. Il mercato del lavoro continua a confondere i mercati che si aspettano sei tagli dei tassi per 150 punti base nel 2024. Ma a dicembre i posti di lavoro nei settori non agricoli sono aumentati di 216 mila unità, ben sopra il consenso (+150 mila). Il tasso di disoccupazione è rimasto al 3,7%, al di sotto del consenso (3,8%), mentre la retribuzione media oraria è cresciuta dello 0,4% a livello mensile (+0,3% il consenso) e del 4,1% su base annua.
Sono segnali che riducono le possibilità di un taglio dei tassi così ampio perché con l’occupazione che resta tonica, e i salari in rialzo, potrebbero ripartire i consumi, prima causa della crescita dei prezzi negli Usa. ln questo contesto incerto il cambio euro-dollaro non si muove e resta fermo a quota 1,095. Il rendimento del Treasury decennale supera invece il 4%. Infine, le tensioni in Medio Oriente continuano a sostenere il petrolio: il prezzo del Brent sale dell’1,5% e quello del Wti del 2%. Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 5 gennaio.
Alle 15:30 il titolo Exxon Mobil sale dello 0,8%. Eppure nel quarto trimestre il colosso petrolifero registrerà una svalutazione di almeno 2,4 miliardi a causa dell’inattività degli asset upstream e delle infrastrutture correlate in California. «Le continue sfide nel contesto normativo statale hanno impedito il progresso nel ripristino delle operazioni» delle strutture di Santa Ynez, ha spiegato l’azienda in una nota.
Alle 15:30 le azioni Meta guadagnano lo 0,5%. Mark Zuckerberg si fa un ricco regalo di Natale da quasi mezzo miliardo grazie alle azioni della sua big tech. Tra novembre e dicembre 2023 il miliardario, fondatore e amministratore delegato della ex Facebook, ha venduto ogni giorno titoli per un totale di 1,28 milioni di azioni, incassando 428 milioni. Dopo un 2022 da incubo a Wall Street, Meta è tornata a crescere mettendo da parte il Metaverso e cavalcando l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale. Il titolo ne ha beneficiato e Zuckerberg è passato all’incasso.
Alle 15:30 il titolo Coca Cola perde lo 0,1%. Dopo Safilo anche il gigante del beverage ha sospeso la partnership con Chiara Ferragni. La società aveva scelto l’imprenditrice digitale come sua testimonial per uno spot da mandare in onda in concomitanza con l’inizio del Festival di Sanremo, di cui Ferragni era stata co-conduttrice. Tuttavia, la sanzione dell’Antitust «per pratiche commerciali scorrette» dopo la vicenda del pandoro Balocco ha spinto la multinazionale a mettere il progetto in pausa.
Alle 15:30 le azioni Tesla cedono lo 0,5%. Dopo aver perso lo scettro di primo produttore di veicoli elettrici a livello globale nel quarto trimestre a favore della cinese Byd, la casa automobilistica di Elon Musk si prepara all’ennesimo richiamo, questa volta proprio in Cina. Tesla ritirerà più di 1,6 milioni di veicoli elettrici nel Paese asiatico per problemi del software che potrebbero comportare rischi per la sicurezza durante la guida.
Alle 15:30 il titolo Costco Wholesale sale dell’1,5%. A dicembre il colosso della vendita al dettaglio ha registrato un incremento delle vendite del 9,9% su base annua, salite a 26,15 miliardi grazie al contributo dell’e-commerce. Per Cosco è una bella soddisfazione dopo i guai legati ai frullatori portatili BledJet, ritirati dagli scaffali dopo oltre 300 segnalazioni di rottura delle lame e altre decine per surriscaldamento anomalo, ustioni e incendi. (riproduzione riservata)