Wall Street chiude in rosso con il Dow Jones in calo dello 0,5%, l’S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq l’1%. L’attenzione degli investitori è già rivolta al prossimo meeting della Fed, in calendario martedì 19 e mercoledì 20 marzo. Nonostante il consenso preveda che i tassi restino fermi, gli operatori si aspettano comunque di avere qualche indicazione sulle prossime mosse della Fed dal tono che verrà adottato dal presidente Jerome Powell. Secondo Mark Dowding, fixed income cio di Rbc BlueBay Am, è probabile che «la riunione della prossima settimana trasmetta il messaggio che sarà necessaria una maggiore pazienza prima di iniziare l'allentamento delle politiche monetarie».
Sul fronte societario, il fatturato di TikTok – il social network cinese al centro di una discussa proposta di legge che lo bandirebbe dagli Stati Uniti – ha raggiunto la cifra record di 16 miliardi di dollari negli Usa nel 2023. La sua controllante, la cinese ByteDance, si appresta così a diventare il più grande social media al mondo con un giro d'affari di 120 miliardi di dollari.
Alle 17:30 il Dow Jones cede lo 0,6%, l’S&P 500 lo 0,8% e il Nasdaq l’1%.
Intanto Fitch Ratings ha alzato le previsioni di crescita del pil globale nel 2024 di 0,3 punti percentuali, portandole al 2,4%, nel suo ultimo Global Economic Outlook. Ciò riflette una forte revisione al rialzo delle stime sugli Stati Uniti, che passano al 2,1% dall’1,2% precedente. La revisione al rialzo sugli Stati Uniti più che compensa due piccoli tagli delle previsioni di crescita su Cina, che passa dal 4,6% dal 4,5%, ed Eurozona, dallo 0,7% dallo 0,6%. Gli esperti hanno poi rivisto al rialzo di 0,1 punti percentuali le proiezioni sui mercati emergenti, esclusa la Cina, portandole al 3,2% con un aumento per India, Russia e Brasile.
Alle 14:30 di venerdì 15 marzo il Dow Jones cede lo 0,1%, S&P 500 lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,8%. Per le borse Usa si profila un’altra seduta debole, l’ultima di una settimana che ha avuto un solo exploit martedì 12 dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione. I prezzi negli Usa hanno risollevato di nuovo il capo, anche se di poco, quindi non hanno fatto altro che confermare la convinzione che il taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed non comincerà prima di giugno (i fed fund sono al 5,25-5,5%).
Anche la Bce dovrebbe normalizzare la politica monetaria a partire da giugno, così il cambio euro-dollaro resta stabile a quota 1,089 (+0,08%). Stesso destino per il rendimento del Treasury decennale, fermo al 4,3%. Giornata invece da non archiviare per il petrolio: il prezzo del Brent scende dello 0,7% e quello del Wti dello 0,75%. Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 15 marzo.
Alle 14:30 il titolo McDonald’s sale dello 0,5%. La catena di fast food è andata in tilt dopo un guasto al sistema, che ha impedito ai clienti di diversi Paesi di ordinare cibo. I disservizi hanno colpito in particolare Giappone, Australia e Regno Unito. Il portavoce della società ha spiegato che l’incidente «non è legato a un evento di sicurezza informatica» e che «il problema è in via di risoluzione».
Alle 14:30 le azioni Nvidia cedono lo 0,9%. Dal 18 al 21 marzo a San José, California, si svolgerà la conferenza annuale sull’intelligenza artificiale di Nvidia e le aspettative sono molto alte. L’evento potrebbe aiutare il gigante dei chip per l’AI a interrompere l’attuale periodo di volatilità in borsa e a riprendere il rally che l’ha portata a diventare la terza società per capitalizzazione (2,16 trilioni) a Wall Street dietro Microsoft e Apple.
Alle 14:30 il titolo Coinbase perde lo 0,5%. Le società legate al mondo delle criptovalute soffrono dopo che il valore del bitcoin è sceso a 67.800 dollari (-6,5%). Nessun timore però: secondo la società di analisi degli asset digitali, Swissblock, il bitcoin scenderà fino a 58-59 mila dollari e, dopo un periodo di consolidamento, tornerà a toccare nuovi massimi.
Alle 14:30 le azioni Cardlytics salgono del 67%. La piattaforma che analizza i dati sugli acquisti è tornata all’utile per la prima volta dal 2019 e anche le sue previsioni sul primo trimestre del 2024 hanno superato le attese. Così Craig-Hallum ha alzato il rating da hold a buy e ha aumentato il target price a 18 dollari dai precedenti 10 dollari.
Alle 14:30 il titolo Adobe perde il 12%. Le previsioni sul secondo trimestre fornite dalla società hanno deluso le attese: gli investitori speravano in una maggiore spinta dall’integrazione dell’intelligenza artificiale generativa e ora temono che Adobe possa subire la forte concorrenza presente nel settore. La società aveva indicato ricavi netti annui ricorrenti di circa 440 milioni nel segmento dei media digitali, meno dei 470 milioni raggiunti nel 2023. (riproduzione riservata)