Wall Street chiude in rialzo: Dow Jones +0,8%, S&P 500 +0,6%, Nasdaq +0,4%. Nvidia sale dell’1,1% dopo che il fondatore e ceo, Jensen Huang, ha dichiarato che i nuovi chip AI Blackwell costeranno tra i 30 mila e i 40 mila dollari l’uno. Grasso che cola per il gigante dei semiconduttori per l’AI, che avrebbe speso 10 miliardi per la loro progettazione.
I mercati attendono comunque la decisione di domani sui tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. Di certo non sarà annunciato un taglio. Tuttavia, la forward guidance rimane incerta. A detta di David Mericle, capo economista per gli Stati Uniti di Goldman Sachs, il Fomc continuerà a mostrare uno scenario di base di tre tagli nel 2024 nella riunione di marzo, ma le stime sono state riviste a tre riduzioni contro le quattro precedenti.
Wall Street inverte la rotta e prosegue la seduta in rialzo. Alle 17:30 il Dow Jones sale dello 0,6% e S&P 500 dello 0,2%, mentre il Nasdaq è piatto. Sulle borse americane svetta il titolo McDonald’s (+1,85%), seguito da Home Depot (+1,6%), Goldman Sachs (+1,3%), Nike (+1%), Microsoft (+0,9%) e Apple (+0,9%). Il peggiore è Intel (-1,6%).
Fronte macro, a febbraio il numero di cantieri avviati per la costruzione di nuove case si è attestato a 1,521 milioni di unità, sopra gli 1,374 milioni di gennaio e meglio del consenso, pari a 1,42 milioni. I nuovi permessi per costruzioni si sono invece attestati a 1,518 milioni di unità, più delle 1,489 milioni di gennaio e delle 1,496 milioni attese.
Wall Street apre la seduta contrastata. Alle 14:30 il Dow Jones sale dello 0,1%, mentre S&P 500 cede lo 0,25% e il Nasdaq lo 0,6%. Manca un giorno al verdetto della Fed sui tassi d’interesse e sulle borse americane si avverte il nervosismo. Mercoledì 20 marzo la banca centrale Usa comunicherà se ridurrà o meno i fed funds, ora al 5,25-5,5%, ai massimi da oltre venti anni. I mercati si aspettano una pausa e sperano che il presidente Jerome Powell possa aprire a un primo taglio dei tassi a giugno.
In attesa della Fed il cambio euro-dollaro resta stabile a quota 1,085 (-0,15%). Stesso andamento per il rendimento del Treasury decennale, invariato al 4,3%, mentre il petrolio continua a guadagnare dopo aver toccato i massimi da quattro mesi: il prezzo del Brent sale dello 0,2% e quello del Wti dello 0,3% per via delle preoccupazioni sull’offerta. Ecco cinque titoli da monitorare martedì 19 marzo.
Alle 14:30 il titolo Nvidia cede il 2,6%. Al gigante dei semiconduttori, terza società per capitalizzazione dietro Microsoft e Apple, non basta il lancio della nuova piattaforma per i suoi chip e per i software di intelligenza artificiale. I prodotti che ne verranno fuori saranno quattro volte più veloci della generazione precedente e avranno un’efficienza energetica 25 volte superiore.
Alle 14:30 le azioni Walt Disney sono piatte. La faida per il controllo del gigante dell’intrattenimento non si placa, ma il ceo Bob Iger continua a trovare nuovi alleati. Dopo gli apprezzamenti ricevuti dall’ad di Jp Morgan, Jamie Dimon, anche il regista George Lucas si è schierato con l’ad contro l’investitore attivista Nelson Peltz, che chiede posti in cda e critica la gesione Iger. Lucas è il più grande azionista individuale della Disney.
Alle 14:30 il titolo Pfizer perde lo 0,1%. Il gigante farmaceutico venderà parte della sua quota in Haleon, società che fa prodotti per l’igiene orale, come i dentifrici Sensodyne, e medicine da banco come Voltaren e Multicentrum. Pfizer scenderà al 22,6% di Haleon dall’attuale 32%, incassando quasi 4 miliardi.
Alle 14:30 le azioni Coinbase cedono il 5,6%. In generale tutti i titoli delle criptovalute sono in sofferenza a causa delle nuove difficoltà del bitcoin. La regina degli asset digitali ha perso il 6% e ora vale 63.625 dollari, zavorrata dai deflussi dall’Etf di Grayscale.
Alle 14:30 il titolo Ferrari sale dell’1,2%. Eppure la casa di Maranello dovrà affrontare una class action negli Stati Uniti. La società è accusata di non aver riparato un difetto ai freni di alcuni modelli, tra cui la Ferrari 458 Italia, nonostante la lunga serie di richiami effettuati. (riproduzione riservata)