Le azioni statunitensi iniziano la settimana in ribasso, con cali più accentuati per i titoli tecnologici. A fine contrattazioni il Dow Jones segna -0,11%, l'S&P 500 -0,54% e il Nasdaq -0,84%.
I produttori di semiconduttori sono stati tra i maggiori perdenti con Intel, Nvidia e Advanced Micro Devices tutti in rosso. Fra gli altri titoli, Spotify Technology cresce del 7,5% dopo aver annunciato la terza tornata di licenziamenti nel 2023.
I rendimenti dei Treasury sono risaliti e il dollaro si è rafforzato. Per quanto riguarda il greggio, i prezzi del petrolio sono scesi a causa delle preoccupazioni sulla debolezza della domanda.
Nel corso della seduta l'oro ha segnato nuovi massimi storici, superando 2.100 dollari l’oncia. Rally del bitcoin, che ha trainato i titoli delle criptoasset come Marathon Digital.
Wall Street prosegue la seduta in rosso. Alle 19:30 il Dow Jones cede lo 0,2%, l’S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq l’1,1%. Mark Zuckerberg è tornato a vendere azioni Meta (-1,7%), così è partita una pioggia di vendite sui titoli delle big tech: Microsoft cede l’1,6%, Alphabet classe A il 2,4%, Amazon l’1,5% e Apple l’1,4%. Gli investitori provano a monettizzare i rialzi delle ultime settimane, per timore che il rally di Natale non vada a buon fine.
Maggiori indicazioni arriveranno in settimana con i decisivi dati sul mercato del lavoro. Quelli di oggi evidenziano un calo degli ordini alle imprese, scesi a ottobre del 3,6% su base mensile, valore inferiore al consenso (-3%). Quanto agli ordini di beni durevoli, sempre a ottobre, trova conferma la stima preliminare (-5,4%).
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,25%, l’S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq l’1%. Il calo del listino tecnologico è dovuto a Mark Zuckerberg. Dopo due anni il ceo di Meta (-2,6%) è tornato a vendere azioni della holding di Facebook, Instagram e WhatsApp. Zuckerberg ha sfruttato l’apprezzamento del titolo dopo un 2022 nero: nello specifico, il valore delle azioni cedute ammonta a 185 milioni.
Per le borse Usa si apre comunque una settimana decisiva. Quella precedente ha confermato la tenuta dell’economia americana (+5,25 il pil del terzo trimestre) e il calo dell’inflazione (+3% il deflatore pce a ottobre). I prossimi giorni aiuteranno a capire se i due trend proseguiranno,grazie ai dati sui pmi servizi e a quelli sul mercato del lavoro.
La frenata dell’inflazione ha spinto i mercati a immaginare un taglio anticipato dei tassi d’interesse. Questa possibilità sta spingendo l’oro, che ha superato i 2.100 dollari all’oncia, e il bitcon, salito sopra i 41 mila dollari (leggi sotto). Nonostante i possibili tagli anticipati l’euro perde terreno sul dollaro: il cambio è sceso a quota 1,0831 (-0,46%). Il rendimento del Treasury decennale è salito invece al 4,27% (comunque ben lontano dal 5% toccato a ottobre). Infine, seduta nera per il petrolio: il prezzo del Brent è sceso dello 0,7% e quello del Wti dello 0,9%. Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 4 dicembre.
Alle 15:30 il titolo Spotify balza dell’11%. Il servizio di streaming musicale taglierà il 17% della propria forza lavoro, cioè circa 1.500 dipendenti. La decisione servirà a ridurre i costi e migliorare l’efficienza in un contesto in cui la crescita dei profitti e dei clienti rallenta, e il costo del lavoro aumenta. Il round di licenziamenti si somma al taglio di 600 dipendenti effettuato a gennaio e di altri 200 a giugno.
Alle 15:30 le azioni Coinbase guadagnano il 6,8%. Il titolo della piattaforma di exchange è spinto dalla risalita vertiginosa del bitcoin. La criptovaluta ha superato i 40 mila dollari e ora vale 41.760 dollari, con un aumento di oltre il 150% da inizio 2023. Il merito è della previsione di un taglio anticipato dei tassi di interesse da parte della Fed e della possibile approvazione dell’etf ancorato al prezzo del bitcoin da parte della Sec.
Alle 15:30 il titolo Uber sale del 4,8%. La società di trasporto automobilistico privato è entrata nell’S&P 500 insieme a Jabil e Builders FirstSource. Le tre aziende sostituiranno Sealed Air, Alaska Air Group e SolarEdge Technologies. Le negoziazioni partiranno dal 18 dicembre, ma le azioni delle tre società beneficiano già del passaggio.
Alle 15:30 le azioni Alaska Air cedono il 16,5%. La compagnia aerea lascerà il posto a Uber nell’S&P 500 e acquisirà Hawaiian Airlines per 1,9 miliardi. Il ceo Ben Minicucci spera che l’operazione possa aiutare Alaska Air a competere con gli altri vettori che dominano il mercato statunitense. L’accordo, però, deve superare l’esame dell’autorità regolatrice, che in passato ha bocciato od ostacolato le fusioni nel settore, considerate anti-concorrenziali.
Alle 15:30 il titolo General Motors sale dell’1,9%. La casa automobilistica che possiede i marchi Cadillac e Chevrolet è stata promossa da Mizuho Securities. L’upgrade è dovuto alla fine dello scontro con i sindacati: per gli analisti General Motors ha toccato il fondo e ora è pronta a crescere. Lo dimostra anche il nuovo piano industriale della società, che prevede un aumento del dividendo e ha ripristinato le guidance abbassate dopo le proteste dei lavoratori. (riproduzione riservata)