Wall Street chiude poco mossa: Dow Jones invariato, S&P500 +0,1%, Nasdaq +0,1%. Ma la notizia del giorno sono le dimissioni del ceo di OpenAI, Sam Altman, che sarà sostituito dall’attuale cto della società, Mira Murati.
La società ha affermato di aver condotto «un processo di revisione deliberativa» e «ha concluso che non è stato coerentemente sincero nelle sue comunicazioni con il consiglio, ostacolando la sua capacità di esercitare le proprie responsabilità». «Il consiglio non ha più fiducia nella sua capacità di continuare a guidare OpenAI», si legge nella nota.
Il consiglio di amministrazione di OpenAI comprende il capo scienziato Ilya Sutskever e direttori indipendenti come il ceo di Quora Adam D’Angelo, l’imprenditrice tecnologica Tasha McCauley e Helen Toner del Georgetown Center for Security and Emerging Technology. Il consiglio ha anche affermato che Greg Brockman, presidente di OpenAI, «si dimetterà dalla carica di presidente del consiglio e rimarrà nel suo ruolo nella società, riferendo al ceo».
Wall Street torna sopra la parità, anche se di poco, dopo aver aperto la seduta in rosso. Alle 19:30 il Dow Jones è piatto mentre l’S&P 500 e il Nasdaq salgono dello 0,15%. L’ottimismo su una possibile fine anticipata della stretta monetaria dopo il dato sull’inflazione inferiore alle attese ha rinvigorito Wall Street, frenata il 16 novembre solo dal crollo del petrolio. Il giorno dopo le borse Usa ripartono con prudenza, ma possono comunque sorridere alla tenuta dell’economia americana anche in un settore complicato: quello immobiliare.
A ottobre il numero di cantieri avviati per la costruzione di nuove case è salito a 1,372 milioni di unità a livello mensile (+1,9%), sopra il consenso degli economisti (1,345 milioni). I nuovi permessi per costruzioni sono cresciuti invece dell’1,1% mensile, a 1,487 milioni (1,45 milioni il consenso).
Gli investitori assistono anche a un calo dei rendimenti dei titoli di Stato Usa, anche questa volta dovuto alle speranze su una Fed più colomba. Il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso sotto il 4,4%, al minimo da due mesi, anche se alle 15:30 è risalito al 4,47%. La narrazione di un allentamento della politica monetaria continua però a colpire il biglietto verde: il cambio euro-dollaro è a arrivato a quota 1,087 (+0,18%). Infine, il petrolio rimbalza dopo il rosso profondo del 16 novembre: il prezzo del Brent è salito del 2,1% e quello del Wti del 2%. Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 17 novembre.
Alle 15:30 il titolo Amazon è piatto. Hyundai sarà la prima casa automobilistica a mettere le sue auto in vendita sulla piattaforma di e-commerce a partire dal 2024. I potenziali clienti potranno visionare online i veicoli disponibili nelle concessionarie della loro zona e poi potranno ritirarli in negozio o farseli recapitare a casa. Amazon punta inoltre a portare le esportazioni di merci dall’India a 20 miliardi entro il 2025.
Alle 15:30 le azioni Drs salgono dello 0,2%. Leonardo ha annunciato il prezzo dell’offerta al pubblico delle azioni della controllata americana, specializzata in elettronica per la difesa e tra i fornitori del Pentagono. L’offerta è stata alzata da 16,5 milioni a 18 milioni di azioni ordinarie, pari al 6,9% del capitale, e il prezzo è stato fissato a 17,75 dollari per azione (18,46 dollari il prezzo di chiusura giovedì 15 novembre). All’ipo del 29 novembre 2022 l’azione era stata prezzata a 10,99 dollari.
Alle 15:30 il titolo Eli Lilly cede lo 0,2%. L’azienda farmaceutica statunitense costruirà il suo primo impianto di produzione in Germania con un investimento da 2,3 miliardi di euro (2,5 miliardi di dollari). La struttura verrà realizzata nella città occidentale di Alzey e permetterà ad Eli Lilly di entrare a pieno titolo nella corsa dell’industria farmaceutica per incrementare la produzione di nuove terapie per il diabete e l’obesità.
Alle 15:30 le azioni Gap salgono del 24%. ll rivenditore al dettaglio di abiti e accessori ha battuto le attese sui profitti e sui ricavi del terzo trimestre. L’utile per azione rettificato di 59 centesimi ha superato i 19 centesimi previsti, mentre i ricavi di 3,77 miliardi hanno oltrepassato i 3,6 miliardi attesi. Così tra gli investitori è tornato un po’ di ottimismo sul titolo nonostante le prospettive sullo shopping natalizio restino caute.
Alle 15:30 il titolo Boeing guadagna lo 0,8%. Al Dubai Air Show 2023 il produttore di aerei ha accumulato 295 ordini in quattro giorni, battendo il rivale francese Airbus (86 ordini). Il successo di Boeing dissolve definitivamente i timori sulla sicurezza dei suoi aerei, che per anni hanno messo in difficoltà il titolo. In particolare, nel 2023 gli acquirenti hanno mostrato un particolare appetito per gli aerei a fusoliera larga. (riproduzione riservata)