Alla vigilia del Giorno del Ringraziamento, Wall Street chiude positiva: Dow Jones +0,5%, S&P500 +0,4%, Nasdaq +0,5%. La notizia di un’esplosione al confine fra Stati Uniti e Canada non ha turbato le borse, ma ormai è molto probabile che si tratti di un attentato. La Casa Bianca ha detto che il presidente Joe Biden sta monitorando da vicino la situazione. L’esplosione avrebbe coinvolto un suv sul Rainbow Bridge, il ponte che collega la parte canadese delle Cascate del Niagara a quella americana. Fox News, citando fonti proprie, parla di attentato: ci sarebbero due morti e un ferito. Un passante sarebbe stato ricoverato in ospedale. Secondo il leader dell'opposizione canadese, Pierre Poilievre, si è trattato di un «attacco terroristico». L’aeroporto internazionale di Buffalo, negli Stati Uniti e distante pochi chilometri dal confine, è stato chiuso. Domani intanto comincerà una tregua di quattro giorni fra Israele e Hamas per consentire lo scambio di 50 ostaggi israeliani con 150 prigionieri palestinesi. In entrambi i casi si tratta di donne e bambini.
Wall Street prosegue la seduta in rialzo. Alle 19:40 il Dow Jones e l’S&P 500 salgono dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,7%. Tra i titoli migliori delle borse Usa spicca Microsoft (+1,5%) dopo la fine della telenovela su OpenAI, conclusa con il ritorno di Sam Altman. Seguono 3M (+1,4%), Cisco (+1%), Imb (+1%), American Express (+1%), Nike (+0,9%) e Goldman Sachs (+0,85%). Tra i peggiori ci sono invece Walgreens (-1,5%), Caterpillar (-1,2%), Walmart (-0,8%) e Merck (-0,7%).
Dopo perdite di circa il 4% il petrolio riesce a ridurre il rosso (Brent e Wti -1%) provocato dal rinvio della riunione dell’Opec+, quella in cui verrà deciso se tagliare ancora la produzione per sostenere i prezzi. La seduta segna anche un piccolo recupero del biglietto verde (cambio euro-dollaro a quota 1,0883, -0,24%), spinto dai verbali dell’ultima riunione della Fed, che non hanno accennato a futuri tagli dei tassi. Gli effetti delle minute non si sono riversate sul Treasury: anzi, il rendimento del decennale è rimasto intorno al 4,43%.
Wall Street prosegue la seduta in rialzo, ma riduce i guadagni. Alle 17:00 il Dow Jones sale dello 0,4%, l’S&P 500 dello 0,35% e il Nasdaq dello 0,5%. Le borse Usa scambiano in rialzo nella seduta che precede la Festa del Ringraziamento. I dati macro di giornata non hanno aiutato la corsa di Wall Street. La ripresa del mercato del lavoro preoccupa perché l’aumento del potere d’acquisto degli americani potrebbe alimentare ancora l’inflazione, mentre il calo delle richieste degli ordini di beni durevoli indica che l’economia americana sta rallentando la sua corsa (leggi sotto).
Anche la fiducia dei consumatori inizia a scricchiolare. A novembre l’indice elaborato dall’Università del Michigan si è attestato a 61,3 punti, sopra i 60,4 della lettura preliminare ma sotto i 63,8 punti di ottobre. Nello specifico, il sotto indice sulle aspettative ha toccato i 56,8 punti, mentre quello relativo alla situazione corrente è risultato pari a 68,3 punti.
L’altro dato macro di giornata riguarda il petrolio (che scambia in forte perdita dopo il rinvio della riunione dell’Opec+ sui nuovi tagli alla produzione). Le scorte settimanali di greggio negli Usa sono salite a 448,054 milioni di barili (+8,7 milioni di barili in una settimana), mentre quelle di benzina sono cresciute a 216,42 milioni di barili (+750 mila). Le scorte di carburante raffinato sono scese invece a 105,561 milioni di barili (-1,018 milioni) e le raffinerie americane hanno lavorato all’87% della propria capacità rispetto all’86,1% della settimana precedente.
Wall Street prosegue la seduta in rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,4%, l’S&P 500 dello 0,6% e il Nasdaq dell’1,1%. Dai verbali dell’ultima riunione della Fed, diffusi la sera del 21 novembre, è emerso che i banchieri centrali americani non hanno parlato di tagli anticipati dei tassi. Anzi, hanno sottolineato che la politica monetaria resterà restrittiva per tutto il tempo necessario a riportare l’inflazione al 2%. Si tratta però di un messaggio che i mercati hanno già scontato. Così gli investitori preferiscono guardare alla domanda di mutui, balzata ai massimi da sei settimane, segno che il settore immobiliare è in ripresa. Inoltre, domani 23 novembre è la Festa del Ringraziamento e le borse resteranno chiuse. Molti investitori stanno quindi prendendo posizione già oggi, anche in vista della seduta di venerdì, che terminerà alle 19:00 per via del Black Friday.
È questa la serie di fattori che aiuta a digerire i segnali di ripresa del mercato del lavoro. Nella settimana terminata il 18 novembre le richieste iniziali di disoccupazione sono scese a 209 mila (-24 mila rispetto alla settimana precedente), sotto il consenso degli economisti, pari a 228 mila unità. Anche i sussidi continuativi sono calati, di 22 mila unità, a quota 1,84 milioni. Se l’occupazione resta tonica, i nuovi ordini di beni durevoli arrancano. A ottobre i valori sono diminuiti del 5,4% su base mensile, più del consenso (-3,1%). La situazione è opposta a quella del mese di settembre, chiuso con un +4%. Si tratta del secondo calo più grande da aprile 2020, dovuto per lo più alla contrazione della domanda di mezzi di trasporto.
Gli investitori sono rimasti delusi dai verbali della Fed perché non si è parlato di tagli dei tassi. La valuta americana ha beneficiato di questa retorica e il cambio euro-dollaro è sceso a quota 1,0861 (-0,44%). Le minute escludono però anche nuovi rialzi (a meno di improvvisi balzi dell’inflazione), così la pressione sul Treasury è diminuita ancora: il rendimento del decennale si è ridotto al 4,41%. Ma il protagonista di giornata è il petrolio. L’Opec+ ha rinviato di quattro giorni la decisione sui prossimi tagli alla produzione. Di conseguenza il prezzo del Brent è crollato del 4,7% e quello del Wti del 5%. Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 22 novembre.
Alle 15:30 il titolo Microsoft sale dell’1,6%. Alla fine la mediazione del ceo Satya Nadella ha funzionato e il cda di OpenAI ha richiamato Sam Altman alla guida. Stretto in una morsa, tra i dipendenti che minacciavano le dimissioni e gli investitori pronti a fare causa per timore di perdere i propri soldi, il consiglio è tornato sui suoi passi ed è uscito rivoluzionato dopo quattro giorni ad alta tensione. L’unico a conservare il posto è Adam D’Angelo, co-fondatore e ceo di Quora. Le new entry sono invece Bret Taylor (l’ex co-ceo di SalesforceIl), che assumerà il ruolo di presidente, e soprattutto l’ex segretario al Tesoro Usa, Larry Summers.
Alle 15:30 le azioni Nvidia cedono l’1,8%. Il gigante dei chip chiude un altro trimestre con vendite record e fornisce delle solide prospettive sul futuro grazie alla forte domanda di chip per l’AI e al miglioramento dei problemi di fornitura. Ma Nvidia teme un calo delle vendite in Cina nel quarto trimestre a causa delle restrizioni imposte dagli Usa sui chip avanzati.
Alle 15:30 il titolo Hp balza del 4,5%. I conti del quarto trimestre del produttore di pc non hanno brillato. Hp ha raggiunto un utile di 90 centesimi per azione su un fatturato di 13,82 miliardi. I profitti sono in linea con quanto indicato dagli analisti mentre i ricavi si sono rivelati leggermente inferiori al consenso.
Alle 15:30 le azioni perdono il 5,1%. La società aerospaziale è stata declassata da Morgan Stanley a underweight. L’analista Kristine Liwag non ritiene plausibile un rialzo del valore del titolo nei prossimi mesi, una considerazione che giustifica con la sospensione dei voli spaziali imposta da Virgin per risparmiare fondi.
Alle 15:30 il titolo VinFast sale dell’8,7%. La casa automobilistica vietnamita, sbarcata a Wall Street con un’ipo record, festeggia l’avvio della copertura da parte di Wedbush Securities con un rating outperform e un target price di 12 dollari, valore doppio rispetto a quello attuale delle azioni. L’analista Dan Ives ritiene che VinFast sia «ben posizionata per generare un portafoglio di prodotti durevoli per il trasporto elettrico a livello globale e avrà una crescita redditizia nei prossimi anni». (riproduzione riservata)