Seduta brillante per Wall Street, che archivia rapidamente i dubbi sulle prossime mosse sui tassi d’interesse espressi alla vigilia dal presidente della Fed, Jerome Powell: il Dow Jones chiude in rialzo dell’1,1%, lo S&P500 dell’1,6%, il Nasdaq del 2%.
Salgono però anche i prezzi del petrolio: il Brent con consegna a gennaio è salito dell'1,7% a 81,43 dollari a Londra. Un rialzo dovuto ai timori degli investitori per l'escalation del conflitto in Medio Oriente, dopo che l'Iran ha dichiarato che l'espansione della guerra israelo-palestinese «è diventata inevitabile» data l'intensità degli attacchi israeliani contro i civili a Gaza. Gli investitori temono che il conflitto abbia un impatto sulle forniture di greggio a fronte di un possibile aumento della domanda nella stagione invernale.
Wall Street prosegue la seduta in deciso rialzo. Alle 19:30 il Dow Jones guadagna lo 0,85%, l’S&P 500 l’1,2% e il Nasdaq l’1,7%. Nella seduta di ieri (9 novembre) gli ultimi due listini hanno interrotto la serie di guadagni più lunga degli ultimi due anni. L’S&P 500 si è fermato dopo otto giorni di rialzi di fila, mentre il Nasdaq Composite, ad alto contenuto tecnologico, si è bloccato a nove sedute in positivo. Le borse Usa hanno pagato le parole del presidente della Fed, Jerome Powell, che ha dichiarato di non esser certo di aver fatto tutto il necessario per raffreddare l’inflazione. Nonostante abbia lasciato i tassi di interesse fermi tra il 5,25 e il 5,5%, Powell ritiene che «il processo per portare l’inflazione al 2% ha ancora molta strada da percorrere». Oggi, 10 novembre, sembra però prevalere la fiducia sulla fine prematura della stretta monetaria.
Le parole del presidente della Fed non riescono a spingere la moneta americana: così il cambio euro-dollaro sale a quota 1,0685 (+0,18%). I titoli di Stato Usa si riprendono invece dall’asta flop del 9 novembre, che ha fatto schizzare il rendimento dei Treasury in pochi secondi dal 4,56 al 4,65%: quello del decennale è sceso al 4,58%. Infine, seduta in rialzo del petrolio con il prezzo del Brent (tornato sopra 80 dollari al barile) e del Wti che sale dell’1%. Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 10 novembre.
Alle 15:30 il titolo Tesla cede lo 0,4% (qui l’aggiornamento in tempo reale). Il 9 novembre Hsbc ha ridotto il target price della casa automobilistica di Elon Musk a 145 dollari e le azioni hanno chiuso la seduta a 210 dollari, in calo del 5,5%. Gli altri guai per l’uomo più ricco del mondo arrivano dall’Ue, che accusa X (ex Twitter) di avere in organico solo un numero di moderatori di contenuti molto ridotto rispetto agli altri social netwok.
Alle 15:30 le azioni Illumina cedono il 12,6%. La società di biotecnologia ha tagliato le previsioni sugli utili rettificati del 2023 a un intervallo compreso tra 60 e 70 centesimi per azione. Le attese degli analisti erano di 80 centesimi per azione. Anche i ricavi di Illumina del terzo trimestre si sono rivelati inferiori alle stime ma la società ha battuto le previsioni sugli utili per azione rettificati.
Alle 15:30 il titolo Groupon crollano del 31%. La società che raggruppa i buoni sconto emessi da diverse aziende paga l’annuncio di un aumento di capitale da 80 milioni, già coperti. Come se non bastasse, i conti trimestrali hanno deluso di poco le attese, con la perdita per azione di 12 centesimi che è risultata maggiore degli 11 centesimi stimati. La società ha anche comunicato che uno dei fondatori, Eric Lefkosky, si dimetterà dal cda.
Alle 15:30 le azioni Nvidia salgono dell’1,5% (qui l’aggiornamento in tempo reale). Il gigante dei semiconduttori starebbe lavorando a tre nuovi chip da vendere in Cina che avrebbero delle caratteristiche tali da non farli rientrare nelle sanzioni imposte dagli Usa. La mossa di Nvidia è quindi una reazione al ban di Washington, che a ottobre ha aggiunto all’elenco dei prodotti proibiti anche le serie A800 e H800 creati dalla società di semiconduttori per evitare le prime sanzioni del 2022.
Alle 15:30 il titolo Wynn Resort affonda del 9,4%. Il colosso dei casinò ha battuto le attese sui profitti del terzo trimestre. L’utile rettificato di Wynn Resort ha raggiunto i 99 centesimi per azione su un fatturato di 1,67 miliardi. Gli analisti, invece, si aspettavo 75 centesimi per azione su 1,59 miliardi di ricavi. (riproduzione riservata)