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Opening Bell - 12 gennaio 2024

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La diretta da Wall Street | Borse Usa incerte dopo le trimestrali delle grandi banche, Dow Jones -0,3%

12 gennaio 2024, 14:23 Ultimo aggiornamento: 22:05

Utili 2023 di Jp Morgan da record grazie a First Republic, BofA paga il calo dei profitti, Wells Fargo teme un minor contributo dagli interessi nel 2024, Citigroup taglia 20 mila dipendenti dopo il rosso di 1,8 miliardi e BlackRock supera i 10 mila miliardi di masse gestite | IL VIDEO | Criptovalute, ecco come funzionano i nuovi Etf sul bitcoin | Tre motivi per cui i mercati ignorano Fed, petrolio, inflazione e scommettono su un taglio dei tassi già a marzo

Wall Street chiude incerta dopo le trimestrali delle grandi banche Usa: Dow Jones -0,3%, S&P500 +0,1%, Nasdaq -0,02%. Incertezza diffusasi già il giorno precedente, giovedì 11, dopo che l’inflazione Usa è tornata a salite oltre le attese. Così gli investitori vedono i primi tagli della Fed allontanarsi nel tempo: per ora i fed fund sono ancora al 5,25-5,5%, ma se la banca centrale americana ha pronosticato tre tagli nel 2024 da 75 punti base totali, i mercati sono più ottimisti e ne prevedono sei da 150 punti base complessivi. Servirà ancora tempo per capire cosa deciderà di fare la Fed (un’eventuale recessione negli Usa potrebbe accelerare la normalizzazione monetaria). Anche perché le crescenti tensioni in Medio Oriente dopo i bombardamenti Usa e Uk contro i ribelli Houthi dello Yemen rischiano di aumentare le pressioni inflazionistiche.

Ore 17:45. Borse Usa in rosso dopo le trimestrali delle grandi banche. Soffrono Tesla e Boeing

Wall Street prosegue la seduta in rosso. Alle 17:45 il Dow Jones cede lo 0,6% mentre l’S&P 500 e il Nasdaq perdono lo 0,1%. Tra i titoli scambiati sulle borse americane svetta Verizon (+1,9%). Seguono Walt Disney (+1,1%), Ibm (+0,9%), Chevron (+0,9%) e Coca Cola (+0,5%). I più in difficoltà invece sono UnitedHealth (-3,9%), Walgreens (-2,25%), Intel (-1,8%), American Express (-1,4%) e Nike (-1,1%).

Boeing (-2%) paga l’indagine aperta dalla Federal Aviation Administration dopo il distacco del portello sull’aereo 737 Max-9 della Alaska Airlines. Ancora sotto shock, i passeggeri a bordo del volo hanno intentato una class action contro Boeing. Anche Tesla è in difficoltà (-4%): la casa automobilistica di Elon Musk sospenderà gran parte della produzione nello stabilimento vicino a Berlino dal 29 gennaio all’11 febbraio. A Tesla mancano i componenti perché gli attacchi dei ribelli Houthi sul Mar Rosso hanno allungato le rotte ritardando le consegne. Continua infine il testa a testa tra Apple (piatto) e Microsoft (+0,4%) per il titolo di società con la maggiore capitalizzazione al mondo.

Ore 15:30. Borse Usa in rialzo dopo le trimestrali delle grandi banche

Wall Street apre la seduta in leggero rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,2% mentre l’S&P 500 e il Nasdaq dello 0,4%. Le borse Usa dimenticano l’aumento sopra le attese dell’inflazione emerso l’11 gennaio, che ha allontanato nel tempo i primi tagli dei tassi da parte della Fed. Il buon umore ritorna grazie ai dati di dicembre sui prezzi alla produzione, scesi dello 0,1% a livello mensile, una sorpresa positiva visto che il consenso prevedeva un aumento dello 0,1%. Su base annua invece è emersa una crescita dell’1%. Anche i prezzi alla produzione core sono andati meglio delle attese (+0,2%) e sono rimasti invariati, mentre su base annua l’aumento è dell’1,8%.

Prezzi alla produzione in rallentamento fanno ben sperare sull’episodicità del rialzo dell’inflazione di dicembre. Così il cambio euro-dollaro resta stabile a quota 1,0976 (+0,05%). Il sentiment positivo degli investitori emerge anche dagli acquisiti di Treasury, che riportano il rendimento del decennale sotto il 4% (al 3,93%). Infine, in giornata si infiamma il petrolio (Brent e Wti +3,25%) dopo i raid di Usa e Regno Unito contro i ribelli in Yemen. Negli Usa è anche il giorno dell’apertura della stagione delle trimestrali, inaugurata dalle grandi banche (leggi sotto). Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 12 gennaio.

1. Utili di Jp Morgan da «record» grazie a First Republic

Alle 15:30 il titolo Jp Morgan sale del 2,3%. L’utile della più grande banca americana si è ridotto per via della commissione da 2,9 miliardi sborsata per il salvataggio delle banche regionali Usa in crisi nella prima metà del 2023. I profitti trimestrali sono scesi su base annua del 15% a 9,31 miliardi (3,04 dollari per azione) mentre i ricavi sono saliti a 39,94 miliardi (+12%), sopra i 39,78 miliardi previsti. L’intero 2023, invece, è stato da «record» (parole del ceo Jamie Dimon) grazie ai quasi 50 miliardi di utili generati, di cui 4,1 miliardi frutto dell’acquisizione di First Republic

2. BofA paga il calo dei profitti

Alle 15:30 le azioni Bank of America cedono lo 0,65%. Anche la BofA assiste a una discesa dei profitti del quarto trimestre per gli oneri normativi legati al salvataggio delle banche regionali americane. Bank of America ha registrato un utile netto di 3,1 miliardi (35 centesimi per azione), in calo di oltre il 50% dai 7,1 miliardi del quarto trimestre 2022. Escludendo la commissione governativa i profitti avrebbero raggiunto i 70 centesimi per azione, comunque meno degli 85 centesimi per azione dell’ultimo trimestre 2022.

3. Wells Fargo teme un minor contributo dagli interessi nel 2024

Alle 15:30 il titolo Wells Fargo perde il 2%. Nel quarto trimestre gli utili della banca americana sono aumentati grazie al contributo dei tassi di interesse e al taglio dei costi. Così Well Fargo ha registrato 3,45 miliardi di profitti netti (86 centesimi per azione), più dei 3,16 miliardi (75 centesimi per azione) del quarto trimestre del 2022. I ricavi invece sono saliti a 20,48 miliardi (+2%), sopra i 20,3 miliardi attesi. Wells Fargo però teme che il contributo dei tassi sarà «sensibilmente inferiore» nel 2024, quindi il titolo soffre. Anche perché gli accantonamenti per eventuali perdite sono aumentati del 34% a 1,28 miliardi.

4. Citigroup taglia 20 mila dipendenti dopo il rosso di 1,8 miliardi

Alle 15:30 le azioni Citigroup salgono del 3%. La banca americana ha registrato una perdita di 1,8 miliardi nel quarto trimestre dovuta alle spese legate ai rischi esteri (svalutazione del peso Argentino ad esempio), alla crisi bancaria regionale e alla riorganizzazione aziendale imposta dal ceo Jane Fraser. L’impatto complessivo sugli utili trimestrali è stato di 4,66 miliardi: in assenza di tutto ciò i profitti avrebbero raggiunto gli 84 centesimi per azione. Dopo il pesante rosso Citigroup ha annunciato un taglio di 20 mila dipendenti, così il titolo si è ripreso e ha dimenticato anche i ricavi trimestrali scesi del 3% a 17,44 miliardi, meno dei 18,74 miliardi previsti.

5. BlackRock supera i 10 mila miliardi di masse gestite

Alle 15:30 il titolo BlackRock guadagna lo 0,5%. Il più grande asset manager al mondo ha chiuso il 2023 con più di 10 mila miliardi di masse gestite (+16%). I ricavi sono rimasti stabili a 17,859 miliardi, mentre l’utile netto è salito a 5,502 miliardi (+6%). BlackRock ha annunciato anche l’acquisizione di Global Infrastructure Partners per 12,5 miliardi. Si tratta della più grande operazione dal 2009, che aiuterà il colosso gestito dal ceo Larry Fink a rafforzarsi nel settore delle infrastrutture. (riproduzione riservata)



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