Nuovo record di tutti i tempi per l’S&P500: gli è bastato salire dello 0,1% per raggiungerlo a 4.868 punti. Negativo invece il Dow Jones (-0,3%) mentre sale il Nasdaq (+0,4%). Microsoft (+0,9%) supera per la prima volta i 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione ma in chiusura ridiscende sotto questa soglia, mentre Meta (+1,4%) torna a oltre passare i 1.000 miliardi, vetta persa nel 2021.
Ma a stupire è il balzo di Netflix (+10,7%) dopo i conti e il record di abbonati. «Una base di utenti in crescita esponenziale significa maggiori profitti derivanti dalla loro graduale monetizzazione», spiega Walid Koudmani, chief market analyst di XTB. «Non sorprende che il mercato abbia chiuso un occhio di fronte a profitti inferiori alle previsioni. I risultati del quarto trimestre del 2023 di Netflix hanno rassicurato tutta Wall Street sul fatto che la società ha acquisito una serie di vantaggi competitivi e che sarà estremamente difficile per i contendenti farla cadere dal trono».
Le borse Usa continuano a scambiare sopra la parità. Alle 19:30 il Dow Jones sale dello 0,2%, l’S&P 500 va verso un nuovo massimo storico e cresce dello 0,6%, mentre il Nasdaq guadagna l’1,1%.
Sul fronte macro l’indice che misura il volume delle richieste di mutui è cresciuto del 3,7% nella settimana finita il 19 gennaio. Il rialzo segue quello del 10,4% della settimana precedente. L’indice di rifinanziamento invece è salito del 10,8%, mentre quello di acquisto del 7,5%. I dati che tutti aspettano arriveranno però giovedì 25 gennaio (il pil del quarto trimestre) e venerdì 26 (il deflatore pce). I valori che emergeranno avranno un peso decisivo sulle scelte della Fed (leggi sotto).
Wall Street prosegue la seduta in rialzo. Alle 17:30 il Dow Jones sale dello 0,35%, l’S&P 500 dello 0,6% e il Nasdaq dello 0,9%. Le borse americane attendono con ottimismo i dati sul pil del quarto trimestre e sul deflatore pce di giovedì 25 e di venerdì 26. Una spinta è arrivata intanto dai pmi oltre le attese (leggi sotto).
Tra i migliori titoli di Wall Street spicca Microsoft, che sale dell’1% e supera i tre trilioni di capitalizzazione: è la seconda società a riuscirci dopo Apple (+0,2%). La Mela così torna a essere tallonata dal produttore di Windows, distante circa 200 miliardi. La seduta sorride anche a Chevron (+2,1%), American Express (+2,5%) e Jp Morgan (+1,9%). I titoli più in difficoltà sono invece Cisco (-0,9%), Merck (-0,8%) e 3M (-0,6%).
Fronte macro le scorte settimanali di petrolio sono scese di 9,23 milioni di barili, mentre gli analisti avevano previsto una contrazione di 2,15 milioni. La settimana precedente il calo era stato più contenuto (-2,49 milioni). Le scorte di benzina invece sono aumentate di 4,9 milioni di barili, oltre le attese: la settimana prima era emerso un incremento di 3,083 milioni di barili. La riduzione maggiore delle previsioni delle scorte di petrolio, sintomo di una domanda di greggio ancora robusta, ha spinto il Brent sopra gli 80 dollari.
Wall Street apre la seduta in rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,3%, l’S&P 500 dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,8%. Le borse Usa aspettano con ottimismo i dati sul pil del quarto trimestre del 2023 e quelli sul deflatore pce di giovedì 25 e venerdì 26 gennaio. I valori che emergeranno influenzeranno le scelte della Fed, che prevede di tagliare i tassi solo tre volte nel 2024, anche se i mercati sperano in almeno una riduzione in più. Dai dati dipenderà inoltre la data di avvio della normalizzazione monetaria, che oscilla tra la primavera e l’estate.
Il buon umore dei mercati deriva anche dagli indici pmi. A gennaio quello manifatturiero è tornato sopra i 50 punti, soglia che separa le fasi di espansione economica da quelle di contrazione. Nello specifico l’indicatore si è collocato a 50,3 punti, oltre le previsioni degli analisti che avevano indicato un valore invariato rispetto a dicembre (47,9 punti). Anche il dato dei servizi ha battuto le attese ed è salito a 52,9 punti dai 51,4 punti di dicembre. Il consenso era fermo a 51 punti. Così l’indice composito è arrivato a 52,3 punti dai 50,9 punti di dicembre.
L’ottimismo dei mercati sui tagli ha portato invece il cambio euro-dollaro a quota 1,0926 (+0,7%), mentre il rendimento del Treasury decennale è rimasto stabile al 4,09%. Il petrolio si è mosso in rialzo (Brent +0,4 e Wti +0,5%) ma meno del bitcoin, che con uno scatto è tornato sopra i 40 mila dollari (+3,7%). Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 24 gennaio 2024.
Alle 15:30 il titolo Netflix sale del 13%. Tra ottobre e dicembre la piattaforma di streaming ha battuto ogni record e ha registrato 13,1 milioni di nuovi abbonati, oltre le attese (+8,7 milioni), portando il totale delle sottoscrizioni a livello globale a 260,3 milioni. Inoltre, Netflix ha realizzato un fatturato di 8,8 miliardi (+12,5%, consenso 8,7 miliardi), mentre l’utile ha raggiunto 2,11 dollari per azione (12 centesimi del quarto trimestre 2022), 4 centesimi sotto le previsioni.
Alle 15:30 le azioni Tesla crescono dello 0,9%. La casa di Elon Musk pensa al lancio di un modello elettrico a basso prezzo: 25 mila dollari. Il nuovo veicolo di massa si chiamerà «Redwood» e sarà prodotto dalla metà del 2025. Così Tesla spera di poter competere con le auto a benzina, più economiche di quelle elettriche, e di battere la cinese Byd, che nel quarto trimestre l’ha superata come numero di consegne. Intanto sale l’attesa per i conti, che verranno diffusi dopo la chiusura di Wall Street.
Alle 15:30 il titolo Ferrari sale dell’1%. La casa di Maranello pubblicherà i conti del quarto trimestre del 2023 il prossimo 1° febbraio. Banca Akros si aspetta che le consegne raggiungano 3.400 unità nell’ultimo trimestre del 2023, dato stabile su base annua. I ricavi dovrebbero crescere dell’11,5% a 1,52 miliardi di euro (5,97 miliardi nell’intero 2023, +17,2%) e l’utile netto dovrebbe salire a 275,8 milioni (1,23 miliardi nel 2023 dai precedenti 939 milioni). Sia le stime di Banca Akros che del consenso sul 2023 superano la guidance della società.
Alle 15:30 le azioni Apple guadagnano lo 0,15%. In Europa la big tech aggiungerà delle nuove commissioni e delle restrizioni per compensare l’apertura ai download di app fuori del suo Store. Apple si è dovuta adeguare al Digital Markets Act (Dma) dell’Ue, che intende colpire il potere di mercato delle grandi aziende tecnologiche e facilitare il passaggio da un servizio all’altro per i cittadini. Dopo una lunga battaglia legale l’azienda di Cupertino dovrebbe liberalizzare i download anche negli Usa.
Alle 15:30 il titolo AT&T cede quasi il 2%. Il colosso delle telecomunicazioni ha deluso le attese sugli utili del quarto trimestre. La società inoltre ha comunicato che nel 2024 i profitti rettificati dovrebbero essere inferiori alle previsioni. Magra consolazione, AT&T ha superato le aspettative sui ricavi del quarto trimestre e ritiene che nel 2025 l’eps rettificato registrerà una crescita. (riproduzione riservata)