Il Dow Jones chiude in rialzo di oltre 500 punti, mentre i rendimenti dei Treasury scendono (4,67%). Nel dettaglio l’indice Dow Jones ha guadagnato 564 punti (+1,7%) per attestarsi a 33.839, nella seduta migliore da giugno. Lo S&P 500 ha registrato invece un progresso dell'1,9% a 4.318 punti. È stata anche la prima volta che l’indice S&P 500 ha realizzato un incremento superiore all’1% da febbraio. Infine il Nasdaq è salito dell’1,8% fino a quota 13.294.
Wall Street continua a correre. Alle 20:00 il Dow Jones sale dell’1,5%, l’S&P 500 dell’1,75% e il Nasdaq dell’1,7%. Le borse Usa vedono la fine della stretta dopo che la Fed, l’1 novembre, ha mantenuto i tassi invariati tra il 5,25 e il 5,5%.
Tra i titoli si segnala il +4% di Nike, il +3,5% di Walgreens, il +3% di Caterpillar, il +2,4 di Walt Disney e il +2,1% di Goldman Sachs. Anche Apple scambia in rialzo del 2%: a mercati chiusi Cupertino diffonderà i conti trimestrali, ultima delle big tech. Gli occhi sono puntati sulle consegne del nuovo iPhone 15.
Wall Street prosegue la seduta in deciso rialzo. Alle ore 17:00 gli effetti del nuovo stop della Fed sui tassi spingono il Dow Jones in rialzo dell’1,2%, l’S&P 500 dell’1,5% e il Nasdaq dell’1,4%. A spingere le borse Usa sono anche i nuovi dati sul mercato del lavoro. Nella settimana conclusasi il 28 ottobre il numero di americani che hanno richiesto il sussidio di disoccupazione è salito di 5 mila unità a 217 mila. Il dato supera le attese, ferme a quota 210 mila, e segna il valore più alto di richieste in quasi due mesi. Un rallentamento dell’occupazione, che comunque resta molto forte, fa gioire i mercati perché l’inflazione americana è spinta dai consumi, che diminuiscono con l’aumentare dei disoccupati.
Altri dati macro di giornata, nel terzo trimestre la produttività del lavoro del settore non agricolo è salita del 4,7%, accelerando dal +3,6% del trimestre precedente e superando le aspettative (+3,1%). Si tratta della crescita della produttività del lavoro più alta dal terzo trimestre del 2020. Nel dettaglio la produzione è aumentata del 5,9% mentre le ore lavorate sono aumentate dell’1,1%.
Il costo unitario del lavoro nel settore delle imprese non agricole è diminuito invece dello 0,8% dopo il +3,2% dei tre mesi precedenti. Le attese erano per un rialzo dello 0,7%. Si tratta del primo calo trimestrale del costo del lavoro dal quarto trimestre del 2022. Al contrario, su base annua il costo unitario del lavoro è salito dell’1,9%, comunque il ritmo di crescita più debole dal secondo trimestre del 2021.
Wall Street apre in forte rialzo la seduta successiva alla riunione della Fed, che ha lasciato i tassi d’interesse invariati tra il 5,25 e il 5,5%. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,8%, l’S&P 500 dell’1,1% e il Nasdaq dell’1,3%. Il nuovo stop della Fed ha fatto volare le borse Usa ma ha colpito il dollaro: alle 14:30 il cambio euro-dollaro è arrivato a quota 1,0657 (+0,84%).
L’altro effetto della decisione della banca centrale americana si nota sul rendimento dei Treasury: quello del decennale è sceso al 4,64%. Insomma, con questi valori in gioco sembra che i mercati inizino a sperare in un taglio dei tassi d’interesse prima del previsto. Infine, la seduta sorride anche al petrolio: il prezzo del Brent è cresciuto dell’1,1% e quello del Wti dell’1%. Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 2 novembre.
Alle 14:30 il titolo Ferrari sale del 5%. La società di Maranello ha chiuso il terzo trimestre con ricavi netti pari a 1,544 miliardi di euro (+23,5%), con consegne totali sopra le attese e pari a 3.459 unità (+8,5%). L’utile netto è anch’esso sopra le stime ed è di 332 milioni (+46%). Ferrari ha alzato tutte le stime per il 2023 e prevede ricavi a 5,9 miliardi (da 5,8 miliardi) ed ebit adjusted a 1,57 miliardi (era tra 1,51 e 1,54 miliardi).
Alle 14:30 le azioni Starbucks balzano del 10%. Il colosso del caffè ha superato le aspettative: l’utile per azione di 1,06 dollari ha superato i 97 centesimi previsti mentre i 9,37 miliardi di fatturato hanno oltrepassato i 9,29 miliardi stimati. Le sedi nazionali hanno sovraperformato anche grazie al successo del menù autunnale, famoso per la birra fredda alla crema di zucca e il latte speziato alla zucca.
Alle 14:30 il titolo Amazon sale dell’1%. Il colosso dell’e-commerce estenderà la sua opzione buy now pay later (in partnership con Affirmsi) ad Amazon Business, la piattaforma che si rivolge alle aziende. Il servizio offre prestiti che vanno da 100 a 20 mila dollari e sarà disponibile entro il Black Friday (24 novembre): sarà specifico per gli imprenditori individuali e le piccole imprese.
Alle 14:30 le azioni Moderna cedono il 12%. Nel terzo trimestre la multinazionale farmaceutica ha riportato un forte rosso a causa della svalutazione dei vaccini Covid inutilizzati. La perdita per azione ha raggiunto i 9,53 dollari mentre i ricavi di 1,83 miliardi hanno superato gli 1,40 miliardi previsti dagli analisti. Il fatturato, comunque, è crollato rispetto ai 3,36 miliardi registrati nel terzo trimestre del 2022, quando i casi di Covid negli Usa erano in aumento.
Alle 14:30 il titolo Uber guadagna il 4,5%. La società di rideshare e Lift hanno accettato di pagare 328 milioni per archiviare l’accusa di aver trattenuto illegalmente gli stipendi agli autisti dello Stato di New York e di non aver concesso loro il congedo di malattia retribuito obbligatorio. L’ufficio del procuratore generale ha affermato che si tratta del più grande risarcimento mai ottenuto per questo tipo di accuse. (riproduzione riservata)