Wall Street chiude positiva grazie al dato sul pil Usa del quarto trimestre cresciuto oltre le attese (+3,3% invece del 2%): Dow Jones +0,6%, S&P500 +0,5%, Nasdaq +0,2%. Crolla invece Tesla, che perde il 12,1%, segnando così il peggior ribasso giornaliero dal 2020.
Wall Street perde tono durante la seduta. Alle 19:30 il Dow Jones sale solo dello 0,1%, l’S&P 500 dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,05%. Tra i titoli migliori svetta Ibm (+10,3%), ai massimi da 10 anni dopo i conti (leggi sotto). Seguono, ben distanziati, Caterpillar (+2,5%), 3M (+2,5%) e Dow (+2,4%). In terza fila si piazzano Cisco (+2%), Verizon (+1,4%), Walgreen (+1,4%) e Chevron (+1,4%). I peggiori titoli sono invece UnitedHealth (-6,4%) e Boeing (-6,4%), ma anche McDonald’s è in difficoltà (-1,3%).
Nonostante la presidente della Bce, Christin Lagarde, non abbia dato indicazione precise sul taglio dei tassi, i mercati hanno considerato le sue parole (leggi sotto) più morbide del previsto. Così il cambio euro-dollaro è sceso a quota 1,083 (-0,4%). Il rendimento del Treasury decennale è rimasto invariato al 4,13%, segno di un’inversione di prospettiva da parte degli investitori, che rispetto a fine 2023 considerano la normalizzazione monetaria sempre più lontana e meno sostanziosa. La seduta sorride al petrolio: il prezzo del Brent e del Wti è salito del 2,4% spinto dalle persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Wall Street prosegue la seduta sopra la parità. Alle 18:00 il Dow Jones sale dello 0,1%, l’S&P 500 dello 0,3% e il Nasdaq dello 0,4%. Le borse Usa restano a un passo da nuovi record e anche diversi titoli scambiano ai massimi di sempre: come Microsoft (+0,7%), che nei giorni scorsi ha superato i tre trilioni di capitalizzazione.
La big tech si è unita alle suo omologhe e ha licenziato 1.900 dipendenti della divisione giochi, quasi il 9% dell’unità. La mossa è arrivata a pochi mesi dall’acquisizione da circa 70 miliardi del colosso del gaming Activision Blizzard e rientra nel piano diretto a ridurrebbe le aree di sovrapposizione.
Le borse Usa non hanno preso il volo nonostante la crescita oltre le attese del pil nel quarto trimestre (leggi sotto). Le ha spente la presidente della Bce, Christine Lagarde, che non ha dato indicazioni sul taglio dei tassi (la Banca li ha lasciati invariati) e ha preferito rimandare a un approccio basato sui dati. Così ha raffreddato le aspettative su un taglio dei tassi già in primavera e i mercati ora scontano meno dei sei tagli da 150 punti base totali attesi in passato.
Ai dati macro di giornata si è aggiunto l’indice Cfnai (misura l’andamento dell’economia nel distretto della Fed di Chicago), che a dicembre è sceso a -0,15 punti dagli 0,01 punti di novembre. Le scorte all’ingrosso invece sono aumentate dello 0,4% su base mensile, ribaltando il calo dello 0,4% di novembre in quello che rappresenta il primo aumento dal novembre 2022. Su base annua però le scorte sono diminuite del 2,7%. Infine, sempre a dicembre le vendite di nuove case sono salite a 664 mila unità, oltre il consenso (650 mila).
Wall Street apre la seduta in rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,3%, l’S&P 500 e il Nasdaq dello 0,4%. Le borse Usa assistono a un’economia americana che resta tonica, nonostante abbia fatto i conti con una delle strette monetarie più aggressive della storia. Nel 2023 il pil è cresciuto del 2,5% dall’1,9% del 2022. Il dato però è poco più basso delle stime della Fed (+2,6%). L’aumento dei tassi d’interesse (i fed fund sono al 5,25-5,5%) ha avuto comunque un forte impatto e infatti il pil del quarto trimestre è frenato al +3,3% dal +4,9% dei tre mesi precedenti, in ogni caso sopra le attese degli analisti (+2%). Venerdì 26 arriveranno i dati sull’inflazione pce: i mercati attendono, pronti a lanciarsi in nuove previsioni sulla data di inizio e sull’entità del taglio dei tassi nel 2024.
Anche il mercato del lavoro inizia a mostrare segnali di rallentamento. Nella settimana conclusasi il 20 gennaio le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono salite a 214 mila unità (+25 mila). Il dato ha superato le attese (200 mila unità). Le buone notizie sono arrivate dal disavanzo della bilancia commerciale, sceso a dicembre a 88,46 miliardi dagli 89,33 miliardi di novembre. I nuovi ordini di beni durevoli manifatturieri sono rimasti invece invariati dopo il +5,5% di novembre e hanno deluso le attese (+1,1%). Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 25 gennaio.
Alle 15:30 il titolo Tesla cede il 9,5%. I conti della casa di Elon Musk hanno deluso le attese su tutti i fronti: profitti, margini e prospettive. L’utile netto di Tesla è più che raddoppiato nel quarto trimestre del 2023 a 7,93 miliardi, ma il dato è drogato da un bonus fiscale eccezionale di 5,9 miliardi: senza sarebbe diminuito del 39% annuo. Inoltre, il gruppo ha spiegato che la sua redditività ha risentito di un prezzo medio di vendita più basso: in particolare il margine operativo del 2023 è sceso al 9,2% dal 16,8% del 2023. Infine, Tesla ha comunicato che la crescita dei volumi nel 2024 potrebbe essere «sensibilmente inferiore» a quella del 2023.
Alle 15:30 le azioni IBM salgono del 9,2%. Nel quarto trimestre la multinazionale informatica americana ha superato le stime di Wall Street. IBM ha riportato un utile per azione rettificato di 3,87 dollari su un fatturato di 17,38 miliardi. I due valori hanno superato i 3,78 dollari di utile per azione e i 17,30 miliardi di ricavi attesi dagli analisti.
Alle 15:30 le azioni di Nokia quotate a Wall Street aumentano del 9,2%. Il gigante finlandese delle telecomunicazioni ha annunciato un programma di riacquisto di azioni biennale da 600 milioni di euro. È l’antidoto conto la riduzione annua del 23% delle vendite nette (5,7 miliardi) registrato nel quarto trimestre, un calo che si associa alla diminuzione del 27% dell’utile operativo comparabile (846 milioni).
Alle 15:30 le azioni Comcast sale del 3,7%. Nel quarto trimestre il più grande operatore via cavo Usa ha superato le attese sui ricavi (31,25 miliardi, +2,3%) e sui profitti (3,26 miliardi, +7,8%), e ha perso meno abbonati (34 mila) rispetto alle previsioni (62 mila). Comcast inoltre ha aumentato il dividendo per il 16° anno di fila, portandolo a 1,24 dollari per azione (+7%).
Alle 15:30 il titolo Apple cresce dello 0,3%. Nel quarto trimestre le spedizioni di iPhone in Cina sono diminuite del 2% su base annua, anche se la big tech ha conquistato per la prima volta il primo posto nel mercato cinese. Il calo è dovuto all’incremento della concorrenza dei rivali locali, capitanati da Huawei, che ha aumentato la sua quota di mercato al 13,9%. Apple paga anche lo scontro Usa-Cina: per rispondere alle restrizioni sulle esportazioni di chip decise da Washington, Pechino ha limitato l’uso di iPhone per i dipendenti pubblici. Prosegue intanto la sfida con Microsoft per il trono di Wall Street: entrambe le big tech hanno superato i 3 trilioni di capitalizzazione. (riproduzione riservata)