Wall Street chiude con gli indici quasi invariati nel giorno in cui le minute della Fed segnalano un raffreddamento dell’economia, cosa che rende più vicino un taglio dei tassi d’interesse: Dow Jones +0,04%, S&P500 -0,1%, Nasdaq -0,2%. Il rendimento del Treasury decennale crolla al 4,271%.
«Gli aumenti dei prezzi si sono in gran parte attenuati in tutti i distretti, anche se i prezzi sono rimasti elevati», rileva la Fed, sottolineando che «la maggior parte dei distretti prevede che gli aumenti moderati dei prezzi continueranno anche l'anno prossimo». «Nel complesso», proseguono le minute, «l'attività economica ha rallentato rispetto al rapporto precedente: quattro distretti hanno segnalato una modesta crescita, due hanno indicato condizioni di stabilità o di leggera flessione e sei hanno rilevato un leggero calo dell'attività». «Le prospettive economiche», conclude la Fed, «per i prossimi sei-dodici mesi sono diminuite nel periodo di riferimento». Rivisto al rialzo il pil del terzo trimestre, che nella seconda lettura è salito dal +4,9% al +5,2%.
Wall Street riprende un po’ di tono e torna a scambiare sopra la parità. Alle 19:20 il Dow Jones sale dello 0,35%, l’S&P 500 dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,1%. In una giornata che ha visto il pil del terzo trimestre salire sopra le attese (leggi sotto), ma che assiste al nervosismo dei mercati in attesa dell’inlfazione pce core di ottobre (il dato più osservato dalla Fed arriverà il 30 novembre), il cambio euro-dollaro scende a quota 1,0974 (-0,15%). Il dato più significativo però è il crollo del rendimento del Treasury a 10 anni, calato al 4,278%. La seduta sorride invece al petrolio, con il prezzo del Brent che sale dell’1,4% e quello del Wti dell’1,6%.
Tra i titoli migliori di Wall Street vanno segnalati Intel (+2,3%), Goldman Sachs (+2,1%), Nike (+2%), American Express (+1,7%), Visa (+1,2%), Boeing (+1,1%) e Jp Morgan (+0,9%). Tra i peggiori emerge Farfetch (-50%), che crolla in borsa sull’ipotesi di delisting. Scambiano in rosso anche Walmart (-1,76%), Microsoft (-1%), Coca Cola (-0,6%), Mc Donald’s (-0,6%) ed Apple (-0,6%).
Wall Street prosegue la seduta piatta. Alle 17:00 il Dow Jones sale dello 0,03%, l’S&P 500 dello 0,06% mentre il Nasdaq cede lo 0,01%. Le borse Usa hanno festeggiato la revisione al rialzo del pil del terzo trimestre, che nella seconda lettura è salito dal +4,9% al +5,2%. Oltre al Beige Book, il report della Federal Reserve sullo stato di salute dell’economia Usa, gli occhi sono puntati sul 30 novembre. Domani arriverà il deflatore pce di ottobre, uno dei dati più osservati dalla Fed, che determinerà le prossime mosse della banca centrale americana.
Oltre al pil sorride anche l’immobiliare. Nella settimana al 24 novembre l’indice che misura il volume delle richieste di mutui si è attestato a 176,1 punti (+0,3% sulla settimana precedente). Nello specifico l’indice di rifinanziamento è sceso a 327,8 punti (-8,9%), mentre quello di acquisto è aumentato a 144,9 punti (+4,7%). Infine, l’ultimo dato macro di giornata riguarda le scorte settimanali di greggio, salite a 449,664 milioni di barili (+1,61 milioni di barili sulla settimana precedente). Le scorte di benzina, invece, sono cresciute a 218,184 milioni di barili (+1,764 milioni), mentre quelle di carburante raffinato sono aumentate a 110,778 milioni di barili (+5,217 milioni).
Wall Street apre la seduta in rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,2%, l’S&P 500 dello 0,6% e il Nasdaq dello 0,9%. Le borse Usa festeggiano il dato sul pil americano del terzo trimestre, rivisto al rialzo al +5,2% su base annua dal +4,9%, dato oltre le attese (+5%) e molto al di sopra del +2,1% registrato nel secondo trimestre.
I mercati gioiscono anche per l’inflazione pce, aumentata nel terzo trimestre del 2,8%, meno del 2,9% della prima lettura. Migliora inoltre l’inflazione pce core, quella che esclude dal calcolo i prezzi energetici e alimentari: il valore più osservato dalla Fed è salito del 2,3%, meglio del +2,4% della prima lettura. Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 29 novembre.
Alle 15:30 il titolo Apple guadagna lo 0,7%. Cupertino vuole ritirarsi dall’accordo con Goldman Sachs (+0,8%) sui pagamenti entro 12-15 mesi, una mossa che mette fine ai tentativi del colosso di Wall Street di espandersi nel credito al consumo. Un dietrofront che sembra improvviso e riguarda sia le carte di credito che il conto deposito. Il feeling tra i due partner non mai è sbocciato, soprattutto dopo alcune iniziative di marketing della big tech, che avrebbero potuto esporre Goldman a conseguenze regolamentari. Così, già a gennaio la banca americana aveva ventilato a Cupertino una ritirata dall’accordo, visti i costi sopra le attese della sua incursione nel credito al consumo.
Alle 15:30 le azioni Berkshire Hathaway salgono dello 0,1%. Il miliardario Charlie Munger, braccio destro di Warren Buffett, è morto a 99 anni. «La Berkshire Hathaway non avrebbe potuto essere costruita senza l’ispirazione, la saggezza e la partecipazione di Charlie», ha dichiarato Buffett. Munger aveva un patrimonio di 2,3 miliardi e aveva incontrato il ceo di Berkshire Hathaway nel 1959. «Charlie mi ha reso una persona migliore di quanto sarei stato altrimenti», aveva dichiarato Buffett nel 2018 a Cnbc. «Mi ha dato molti buoni consigli nel tempo. Ho vissuto una vita migliore grazie a Charlie».
Alle 15:30 il titolo Walt Disney cede lo 0,3%. Il ceo Bob Iger ha spiegato le sue tre priorità ai dipendenti. Dopo aver rimesso in pista la società con una drastica cura dimagrante tra spese e licenziamenti, nel 2024 l’ad punterà sull’espansione dei parchi a tema (la spesa prevista è di 60 miliardi in 10 anni), sullo sviluppo del servizio di streaming Espn e sul rafforzamento del business degli studi cinematografici.
Alle 15:30 le azioni General Motors balzano del 10%. La casa automobilistica di Detroit ha presentato il nuovo piano strategico, che prevede l’aumento del dividendo a 12 centesimi per azioni (+33%) e un buyback da 10 miliardi. General Motors ha anche ripristinato le sue stime sul 2023, abbassate per i timori provocati dallo sciopero di sei settimane dei dipendenti. General Motors, però, dovrà far fronte ai costi più alti della manodopera e alla debole domanda di veicoli elettrici, per questo motivo prevede di ridurre la spesa in conto capitale.
Alle 15:30 il titolo Micron guadagna il 3,5%. Il produttore di chip ha alzato le previsioni sui ricavi del primo trimestre fiscale, passate da 4,4 miliardi a circa 4,7 miliardi. Di contraltare, le spese operative rettificate dovrebbero essere più elevate di quanto inizialmente stimato: saliranno a quasi 990 milioni dai 900 milioni attesi. (riproduzione riservata)