Wall Street chiude poco mossa: Dow Jones -0,1%, S&P500 +0,1%, Nasdaq +0,1%. A caratterizzare la seduta il forte ribasso del petrolio, che al Nymex di New York perde il 5%, a causa dei segnali di un aumento dell'offerta negli Stati Uniti e delle aspettative di una debole domanda di energia in Cina. Al termine delle contrattazioni i contratti sul Brent vengono ceduti a 77,6 dollari, in calo del 4,4%, quelli sul Wti a 72,7 dollari, in discesa del 5%.
Wall Street prosegue la seduta in rosso. Alle 19:00 il Dow Jones cede lo 0,4%, l’S&P 500 lo 0,15% e il Nasdaq lo 0,2%. Il petrolio continua a scambiare in forte ribasso (il Brent cede il 5,1% e il Wti il 5,3%) trascinato giù dai segnali di un aumento dell’offerta negli Usa e dalle aspettative di una debole domanda di energia in Cina.
Tra i titoli di Wall Street i più in difficoltà sono Cisco (-12%), Walmart (-8%), Walgreens (-4,1%), Chevron (-2%), Caterpillar (-1,5%) e Boeing (-1%). I migliori di giornata sono invece Intel (+5,8%), McDonald’s (+1,8%), Microsoft (+1,6%), The Travelers (+1,24%) e Apple (+0,6%).
Wall Street prosegue la seduta in leggero calo. Alle 18:00 il Dow Jones cede lo 0,4%, l’S&P 500 e il Nasdaq lo 0,13%. Sulle borse americane pesa il tonfo del petrolio (Brent -4,4% e Wti -4,7%). Ai dati macro di giornata si aggiungono quelli sulla produzione industriale, che a ottobre è scesa dello 0,6%, oltre le aspettative del mercato (-0,3%).
Invece, l’indice sull’attività manifatturiera regionale della Fed di Filadelfia si è attestato a novembre a -5,9 punti dai -9 punti di ottobre, battendo il consenso (-11 punti). Fronte immobiliare, l’indice Nahb sull’andamento del mercato delle abitazioni a novembre si è attestato a 34 punti, in calo dai 40 punti di ottobre (consenso sempre a 40 punti).
Il calo dell’inflazione emerge anche dai prezzi all’esportazione, che a ottobre sono scesi dell’1,1% mese su mese, oltre le aspettative del mercato (-0,5%) dopo l’aumento dello 0,5% di settembre. Si è trattato del calo mensile più consistente dal 2,1% di maggio 2023. Su base annua, invece, i prezzi delle esportazioni sono diminuiti del 4,9%.
Quelli delle importazioni sono scesi dello 0,8% su base mensile dopo un aumento dello 0,4% a settembre e sopra le aspettative del mercato (-0,3%). Si è trattato del maggior calo da marzo, guidato principalmente dal -6,3% dei prezzi delle importazioni di carburante. Su base annua la diminuzione è del 2%.
Wall Street prosegue la seduta in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,2%, l’S&P 500 lo 0,1% e il Nasdaq lo 0,2%. Negli Usa si è tenuto l’incontro tra Joe Biden e Xi Jinping: dopo le aperture del 15 novembre, però, il presidente americano ha di nuovo definito l’omologo cinese un dittatore.
Fronte macro, nella settimana conclusasi l’11 novembre le richieste di sussidi di disoccupazione sono salite di 13 mila unità a 231 mila, il valore più alto in quasi tre mesi e ben al di sopra delle aspettative del mercato (220 mila unità). I dati evidenziano un ammorbidimento del mercato del lavoro statunitense che dovrebbe spingere la Fed a una politica monetaria più cauta.
Così il dollaro perde terreno sull’euro (il cambio euro-dollaro è a quota 1,0867, +0,19%), mentre il rendimento del Treasury decennale scende al 4,469% (-0,068%). Giornata nera per il petrolio: il prezzo del Brent e del Wti scende del 3%. Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 16 novembre.
Alle 15:30 il titolo Walmart perde il 7%. La catena al dettaglio ha superato le stime sugli utili e sui ricavi del terzo trimestre fiscale grazie alla forza delle attività dei generi alimentari e dell’e-commerce. Walmart però si è mantenuta cauta per quanto riguarda la spesa futura dei consumatori.
Alle 15:30 le azioni Microsoft salgono dell’1%. La big tech ha annunciato il suo primo chip realizzato per l’Intelligenza Artificiale, che potrebbe competere con le unità di elaborazione grafica di Nvidia (-0,9%). Microsoft, inoltre, migliorerà il Copilot AI di Office.
Alle 15:30 il titolo Cisco perde l’11%. Il più grande produttore di apparecchiature per reti informatiche ha lanciato un profit warning e ha fornito un outlook deludente, alimentando così il timore che le aziende stiano limitando la spesa nei prodotti tecnologici.
Alle 15:30 le azioni Starbucks guadagnano l’1,3%. La catena di caffetterie sta subendo il più grande sciopero che il sindacato abbia mai organizzato. I lavoratori dello Starbucks Worker United dicono di protestare contro la cronica carenza di personale, mentre i dipendenti di New York hanno presentato delle nuove denunce accusando la catena di aver violato le leggi sulla programmazione del lavoro.
Alle 15:30 il titolo Alibaba cede l’8,5%. Il gigante tecnologico cinese paga la marcia indietro sullo spin-off della divisione cloud, progetto accantonato per via delle restrizioni sui chip statunitensi. (riproduzione riservata)