Wall Street chiude con gli indici vicini alla parità una seduta caratterizzata dal rallentamento superiore alle attese dell’indice pce dell’inflazione, relativo ai consumi personali e molto seguito da dalla Federal Reserve. Nel mese di novembre il pce è cresciuto su base annua del 2,6% anziché del 2,8% atteso. Su base mensile si è invece registrato un calo dello 0,1% (il consensus prevedeva un tasso invariato). Così il Dow Jones chiude in ribasso dello 0,1%, lo S&P00 in rialzo dello 0,2%, il Nasdaq dello 0,2%. In particolare, lo S&P500 ha messo a segno l’ottavo rialzo consecutivo su base settimanale, cosa che non succedeva dal 2017.
Wall Street prende un po’ più di tono dopo metà seduta. Alle 19:30 il Dow Jones sale dello 0,2%, l’S&P 500 dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,4%. Le borse Usa beneficiano del rallentamento oltre le attese del deflatore pce (leggi sotto). Il miglior titolo di giornata è Intel, che sale del 2,2%. Seguono 3M (+1,4%), Walmart (+1,4%), Cisco (+1,2%) e Ibm (+0,9%). Il peggiore è Nike, che cede l’11,2%, ma la seduta non sorride nemmeno a Walt Disney (-0,9%), Boeing (-0,7%) e Apple (-0,2%).
Sui mercati americani il contesto non cambia. Anzi, il nuovo rallentamento dell’inflazione rafforza le speranze degli investitori di almeno sei tagli dei tassi d’interesse nel 2024 per complessivi 150 punti base. In questo scenario il cambio euro-dollaro continua a salire e supera quota 1,1 (la valuta americana è sensibile al taglio dei tassi). La pressione sui Treasury resta bassa (una politica monetaria accomodante rende i debiti pubblici più sostenibili): il rendimento del decennale resta così fermo al 3,9%. Infine, seduta senza scosse per il petrolio: il prezzo del Brent e del Wti è invariato.
Wall Street prosegue la seduta in leggero rialzo. Alle 17:30 il Dow Jones sale dello 0,1%, l’S&P 500 e il Nasdaq dello 0,3%. Le borse Usa non corrono nonostante il rallentamento oltre le attese del defaltore pce (leggi sotto). Wall Street viene confusa dalla serie di dati macro di giornata, che forniscono indicazioni contrastanti. I dati negativi arrivano dall’immobiliare: a novembre le vendite di nuove case sono scivolate al livello più basso dell’ultimo anno.
Gli indizi neutri giungono dalle spese per i consumi personali, che a novembre sono salite dello 0,2% mensile, e dai redditi personali, cresciuti dello 0,4% mensile: entrambi i dati sono in linea al consenso. Le buone notizie, infine, arrivano dagli ordini di beni durevoli, balzati del 5,4% a novembre rispetto al +2,3% previsto. Altra nota positiva, a dicembre l’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan si è attestato a 69,7 punti, al di sopra dei 69,4 della lettura preliminare e dei 61,3 di novembre.
Wall Street apre la seduta in leggero rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,1%, l’S&P 500 dello 0,35% e il Nasdaq dello 0,3%. Le borse Usa non sembrano festeggiare i nuovi dati sull’inflazione. A novembre il deflatore pce, il più osservato dalla Fed perché monitora le spese personali, è cresciuto su base annua del 2,6% anziché del 2,8% atteso. Su base mensile emerge invece un calo dello 0,1% (il consensus prevedeva un tasso invariato).
Il rallentamento coinvolge anche la componente core, che esclude i beni volatili come alimentari ed energia: in questo caso l’aumento annuo è del 3,2% contro attese di +3,3%, mentre l’incremento mensile è dello 0,1% contro stime di un +0,2%. Le borse Usa però non corrono, e questo nonostante il 21 dicembre il pil del terzo trimestre abbia mostrato un rallentamento dal +5,2% al +4,9% nella seconda lettura. In America, quindi, i prezzi frenano e la crescita economica inizia a vacillare, due fattori che dovrebbero spingere la Fed a tagliare i tassi nel 2024 più delle tre volte indicate nell’ultima riunione (i fed fund sono al 5,25-5,5%). Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 22 dicembre.
Alle 15:30 il titolo Tesla sale dell’1%. La casa automobilistica di Elon Musk ha comprato un terreno a Shanghai su cui costruirà un nuovo stabilimento di batterie Megapack. L’impianto avrà una capacità di produzione di 10 mila unità all’anno. Tesla prevede di avviare la costruzione di batterie nel quarto trimestre del 2024. La società ha pagato 222,42 milioni di yuan (31,13 milioni di dollari) per i diritti d’uso sul terreno, vicino a uno stabilimento già esistente che produce auto Model 3 e Model Y.
Alle 15:30 le azioni Boeing crescono dello 0,3%. Il costruttore di aerei riprende le consegne in Cina del 787 Dreamliner e ottiene l’autorizzazione dall’Amministrazione dell’Aviazione Civile cinese anche per far ripartire quelle del 737 Max. Pechino aveva sospeso la maggior parte degli ordini del produttore statunitense nel 2019 dopo che il 737 Max fu fermato in tutto il mondo per due incidenti fatali.
Alle 15:30 il titolo Nike cede il 10%. Il colosso delle sneaker ha tagliato le previsioni sui ricavi dell’anno fiscale, stimando ora una crescita di circa l’1%. Nike inoltre ridurrà i costi di 2 miliardi in tre anni semplificando l’assortimento di prodotti, aumentando l’automazione, riducendo i livelli di gestione e promuovendo una maggiore efficienza.
Alle 15:30 le azioni Bristol Myers Squibb salgono dell’1,1%. Il gigante farmaceutico ha trovato l’accordo per acquisire Karuna Therapeutics (+47%) per 14 miliardi, cioè 330 dollari per azione. La preda di Bristol Myers Squibb ha sviluppato un farmaco sperimentale contro la schizofrenia in fase di revisione dalla Fda.
Alle 15:30 il titolo Apple è piatto. Gli Apple Watch Series 9 e Ultra 2 non sono più acquistabili sul sito web statunitense dell’azienda di Cupertino. La big tech è stata costretta a sospendere la vendita negli Stati Uniti degli ultimi due modelli dalla Commissione americana del commercio internazionale. Secondo l’autorità Apple avrebbe inserito illegalmente nei due orologi la tecnologia che misura l’ossigeno nel sangue brevettata da Masimo, società di dispositivi medici. (riproduzione riservata)