Indici Usa chiudono in territorio nettamente negativo: l’S&P500 perde l’1,1%, il Nasdaq scende dell’1,3%, mentre il Dow Jones chiude a -1,8%.
Giovedì sera Israele ha lanciato un «attacco preventivo» contro l’Iran, citando preoccupazioni legate allo sviluppo di armi nucleari da parte di Teheran. L’offensiva ha colpito uno dei principali produttori dell’Opec, facendo impennare il prezzo del petrolio fino a un massimo di 13%.
In chiusura il Wti guadagna il 7,8% a 73,33 dollari al barile, mentre il Brent sale del 7,4% a 74,5 dollari. Anche l’oro, bene rifugio per eccellenza, beneficia della turbolenza geopolitica e guadagna l’1,3% a 3434 dollari l’oncia. Il biglietto verde recupera terreno, con il cambio euro dollaro che perde lo 0,33% a 1,15. Il decennale Usa sale al 4,41%.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’operazione contro i siti nucleari e militari iraniani andrà avanti «finché sarà necessario», facendo crescere i timori di un’escalation. Ha aggiunto di attendersi «diverse ondate» di rappresaglie da parte dell’Iran.
Il presidente Trump ha invitato l’Iran a trovare un accordo sul nucleare per evitare un’escalation del conflitto. In un messaggio sui social ha scritto: «Fatelo, prima che sia troppo tardi».
L’Iran ha minacciato di colpire asset americani in Medio Oriente come parte della sua «risposta severa». In precedenza, il Segretario di Stato Marco Rubio aveva dichiarato che Israele ha agito «in modo unilaterale» senza il coinvolgimento degli Stati Uniti, avvertendo Teheran di non prendere di mira interessi o personale americano.
Trump ha ribadito la richiesta di un forte taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, aggiungendo che «potrebbe dover forzare la mano» in un contesto di inflazione in rallentamento. Gli analisti prevedono però che la banca centrale manterrà i tassi fermi la prossima settimana.
S&P500 e Nasdaq perdono lo 0,6%, mentre il Dow Jones è in calo dell’1,2%.
I prezzi del petrolio sono balzati e le borse sono scese dopo che Israele ha attaccato siti nucleari e leader militari iraniani, provocando una risposta di Teheran con attacchi tramite droni. Il Wti sale del 6% a 72,04 dollari al barile, mentre il Brent guadagna lo 5,8% e si porta a 73,34 dollari.
Gli investitori si sono rifugiati in asset considerati più sicuri: l’oro sale dell’1,3% a 3430 dollari all’oncia. Il dollaro si rafforza con il cambio euro/dollaro a 1,15.
Nel frattempo, la fiducia dei consumatori mostra segnali di ripresa: secondo un sondaggio dell’Università del Michigan, l’indice preliminare di giugno è salito a 60,5, meglio delle attese, dopo il crollo registrato a causa dei dazi e dei rapidi cambiamenti nella politica commerciale.
Il Dow Jones perde l'1%, l'S&P 500 cede lo 0,66% e il Nasdaq arretra dello 0,74%.
«I mercati finanziari globali sono stati fortemente condizionati dall'attacco di Israele ai siti nucleari iraniani (ufficialmente senza il coinvolgimento Usa), una mossa che potrebbe portare ad un'escalation nell'area», affermano gli strategist di Mps, sottolineando che Israele ha promesso che l'azione durerà diversi giorni e la risposta iraniana, finora limitata a lanci di droni, probabilmente coinvolgerà l'utilizzo di missili balistici.
L'attacco arriva dopo che l'agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) aveva pubblicato un report che accusava l'Iran di aver violato gli obblighi di non proliferazione nucleare. «I movimenti maggiori sui mercati coinvolgono ovviamente il petrolio e suoi derivati, ma sono presenti anche prese di profitto sulle borse ed un parziale recupero del dollaro», osservano gli esperti, aggiungendo che molti strategist di case d'investimento commentavano la necessità di andare sulla difensiva a causa dell'incertezza, dato che l'andamento del petrolio potrebbe condizionare le mosse delle banche centrali avendo un impatto sull'inflazione.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito l'Iran di accettare un accordo sul nucleare «prima che sia troppo tardi, suggerendo che i successivi attacchi israeliani contro il Paese saranno «ancora più brutali». In un post su Truth Social, Trump ha scritto che i leader iraniani «non sapevano cosa stesse per succedere. Ora sono tutti morti, e la situazione non potrà che peggiorare!». L'inquilino della Casa Bianca ha dichiarato alla Cnn che gli Stati Uniti sostengono Israele e ha definito gli attacchi contro l'Iran di ieri sera come un grande successo.
«Noi ovviamente sosteniamo Israele, e lo sosteniamo come nessuno lo ha mai sostenuto», ha detto Trump in una breve telefonata. «L'Iran avrebbe dovuto ascoltarmi quando gli ho dato un ultimatum di 60 giorni, oggi è il 61esimo giorno», ha aggiunto. Il portavoce dell'Idf, Effie Defrin, ha detto che Israele «non ha avuto altra scelta se non quella di agire» contro l'Iran, aggiungendo che l'esercito continua a prepararsi per ulteriori attacchi e ha dato un «allarme tempestivo» a tutti gli israeliani perché «abbiamo capito che potrebbe esserci un attacco in Israele»
Sul fronte societario, le Big Oil trattano in rialzo, in scia all'impennata dei prezzi del petrolio innescata dall'attacco di Israele all'Iran e dalla conseguente risposta di Teheran.
Ecco cinque titoli da monitorare a Wall Street.
Alle 19:00 ore italiana il titolo guadagna un 3,6% e recupera le perdite delle prime ore di contrattazione che si erano verificate dopo che il presidente Donald Trump ha firmato una risoluzione congiunta del Congresso per eliminare la possibilità della California di regolamentare le proprie emissioni inquinanti, un’autorità che deteneva dalla fine degli anni ’60. Questo cambiamento di politica ha implicazioni significative per le case automobilistiche, inclusa Tesla.
Alle 19:00 ore italiana il titolo scende dell’1,2% , seguendo l’andamento negativo del mercato in generale. Tuttavia l’interesse verso i titoli legati all’intelligenza artificiale resta ancora molto forte. Nemmeno le novità di Advanced Micro Devices, che ha presentato un nuovo chip per l’intelligenza artificiale nel tentativo di sfidare Nvidia, sembrano avere un grande impatto. Anche se Amd potrebbe avere alcuni vantaggi rispetto a Nvidia, l’analista di Citi Christopher Danely continua a ritenere che Nvidia detenga il 90% del mercato delle Gpu per l’AI.
Adobe alle 19:00 ore italiana perde il 5,8% nonostante abbia superato le aspettative degli analisti con i risultati del secondo trimestre fiscale,perché gli investitori temono l’intensificarsi della concorrenza nel settore dell’intelligenza artificiale. La società ha alzato l’outlook sugli utili rettificati annuali, portandolo in una fascia compresa tra 20,50 e 20,70 dollari per azione, in aumento di 20 centesimi rispetto alla stima precedente. Anche le previsioni sui ricavi sono state riviste leggermente al rialzo, tra 23,5 e 23,6 miliardi di dollari, rispetto al range iniziale di 23,3–23,55 miliardi.
Alle 19:00 ore italiana il titolo della società di analisi dati basata sull’intelligenza artificiale sale dello 2,9%. Mercoledì l’azione aveva chiuso a un nuovo massimo storico di 136,35 dollari. Nonostante le azioni siano aumentate dell’80% quest’anno, Citi Research ha messo in dubbio la capacità di Palantir di «giustificare la propria valutazione». Oggi il titolo sembra in una fase di consolidamento o lieve presa di profitto.
Alle 19:00 ore italiana il titolo perde l’1,6% nelle contrattazioni pre-market. Il produttore di semiconduttori ha presentato i suoi nuovi chip per l’intelligenza artificiale, nel tentativo di sfidare Nvidia, leader del settore. La nuova serie Amd Instinct MI350 promette prestazioni fino a quattro volte superiori rispetto al precedente modello MI300X.