Gli indici principali di Wall Street chiudono in ribasso dopo aver perso slancio nelle contrattazioni pomeridiane. Il Dow Jones Industrial segna -0,2%, mentre l'S&P 500 cede lo 0,6% e il Nasdaq lo 0,7%.
La politica commerciale continua a pesare sui mercati. Nel corso del fine settimana, la guerra commerciale del presidente Usa si è estesa dai beni fisici a Hollywood. Nel dettaglio, Trump ha dichiarato di aver autorizzato una tariffa del 100% sui film prodotti all’estero, affermando che stava rispondendo agli incentivi fiscali che hanno attirato alcune produzioni all’estero. L’impatto sui titoli del settore si è fatto sentire, con Netflix che ha lasciato sul terreno l’1,9% e Paramount più dell’1%.
In un’intervista andata in onda domenica 4, il presidente Usa ha poi minimizzato le preoccupazioni per ulteriori turbolenze economiche dovute alle sue politiche commerciali, e ha affermato che prevede di abbassare le tariffe sulla Cina «ad un certo punto».
Sempre nel fine settimana, Warren Buffett è intervenuto sui dazi, affermando che il commercio «non dovrebbe essere un’arma». L’investitore 94enne ha partecipato all’assemblea degli azionisti di Berkshire Hathaway, dove ha detto ai partecipanti che si dimetterà dalla carica di amministratore delegato alla fine dell’anno.
Un evento chiave per i mercati questa settimana è la decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve, prevista per mercoledì 7. Il mercato si aspetta che la Fed mantenga costanti i costi di finanziamento. Trump ha ripetutamente invitato il presidente della Fed Jerome Powell a tagliare i tassi, anche nell’intervista andata in onda domenica 4, ma ha fatto marcia indietro su una precedente minaccia implicita di licenziarlo.
Wall Street riduce i ribassi. Alle 17.30 il Dow Jones guadagna lo 0,1%, lo S&P 500 perde lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,56%.
Solo 14 dei 30 titoli del Dow Jones sono saliti, ma l’indice ha dimostrato una buona tenuta; i primi cinque titoli del Dow Jones sono stati American Express, UnitedHealth Group, Sherwin-Williams, International Business Machines e Visa.
Questi titoli hanno tutti prezzi superiori a 200 dollari, il che significa che singolarmente hanno un peso maggiore rispetto ai peggiori: Apple, Chevron, Amazon.com, Nike e Nvidia. D’altro canto, Apple, Amazon e Nvidia stanno frenando l’S&P 500, poiché l'indice è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato, trascinando al ribasso il benchmark in una giornata in cui quasi la metà dei suoi titoli è in rialzo.
Ponderare in base ai prezzi delle azioni che alla capitalizzazione di mercato rende il Dow Jones un barometro meno efficace dell’andamento del mercato. Naturalmente, l’aumento delle capitalizzazioni di mercato multimiliardarie tra le aziende big tech significa che anche l’S&P non è perfetto.
Il cambio euro/dollaro cresce dello 0,3% mentre il rendimento del Treasury decennale sale al 4,34%. Bene l’oro che progredisce del 2,07% mentre il petrolio scende, con il Wti che segna -1,51% e il Brent a -1,35%.
Alle 15.30 Wall Street apre in calo. Il Dow Jones perde lo 0,5% e lo S&P 500 lo 0,8% e così come il Nasdaq.
Gli investitori che speravano in notizie positive sugli accordi commerciali hanno dovuto fare i conti con la decisione del presidente Donald Trump che ha annunciato dazi a sorpresa sui film realizzati al di fuori degli Stati Uniti.
Alcuni economisti ipotizzano una recessione prolungata per l’economia Usa, mentre l’amministratore delegato di Ark Invest Cathie Wood sostiene che potremmo essere già vicini alla fine della recessione rolling iniziata tre anni fa e che, una volta chiarito lo scenario dazi, potrebbe finalmente partire un rialzo più ampio e solido.
Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 5 maggio.
Il titolo Berkshire Hathaway scende di oltre il 4%, dopo che Warren Buffett ha annunciato che intende dimettersi dalla carica di amministratore delegato a fine anno. Gli succederà Greg Abel.
Gli utili e il fatturato del primo trimestre hanno superato le aspettative degli analisti, ma il titolo è in calo.
Il produttore di chip con sede a Scottsdale, in Arizona, ha registrato un utile rettificato di 55 centesimi per azione, battendo le previsioni degli analisti che si attestavano a 50 centesimi, secondo FactSet. Anche il fatturato di 1,45 miliardi di dollari ha superato le previsioni di 1,40 miliardi di dollari di Wall Street.
L’azienda ha inoltre fornito le stime per il secondo trimestre, prevedendo utili rettificati compresi tra 48 e 58 centesimi per azione e un fatturato tra 1,4 e 1,5 miliardi di dollari.
La notizia dei dazi imposti da Trump sulle produzioni cinematografiche non statunitensi ha influito negativamente sui titoli delle principali case di distribuzione. Alle 15.30 Warner Bros perde il 3,98%, Netflix il 4,8%, Walt Disney il 3,11% e Paramount il 2,8%.
Alle 15.30 il titolo perde il 2,2%. Il produttore di motori ha segnalato un calo del 3% nelle vendite trimestrali, attestandosi a 8,2 miliardi di dollari, e ha ritirato le sue previsioni per l’intero anno, attribuendo la causa alla «crescente incertezza economica causata dai dazi».
Alle 15:30 le azioni perdono il 2,7%. L’analista di Cantor Fitzgerald, Brett Knoblauch, ha rivisto il target price per MicroStrategy Incorporated a 614 dollari dai precedenti 619 dollari, mantenendo però il rating overweight (sovrappesare) sul titolo. (riproduzione riservata)