Nemmeno oggi il Nasdaq è riuscito a chiudere con il segno positivo. La serie negativa da inizio 2024 non è stata interrotta e l’indice ha accusato un calo dello 0,5%. In lieve ribasso anche l’S&P500 (-0,3%) mentre il Dow Jones ha segnato un rialzo dello 0,03%.
I solidi dati sul lavoro diffusi oggi hanno aumentato l'incertezza sui tempi e sull'entità dei tagli dei tassi da parte della Federal Reserve quest'anno. Il rapporto dell'Adp ha mostrato che l'economia statunitense ha aggiunto 164.000 posti di lavoro a dicembre, ben al di sopra degli attesi 115.000, mentre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese a un minimo di oltre due mesi. Incertezza che ieri non è stata fugata dai verbali della Fed, anzi.
Le borse Usa procedono la seduta contrastate. Alle 19:30 il Dow Jones sale dello 0,4% e l’S&P 500 dello 0,1%, mentre il Nasdaq cede lo 0,1%. In una Wall Street fiacca si mette in mostra Merck, che guadagna il 2,3%. Seguono Jp Morgan (+1,2%), Boeing (+1,2%), Caterpillar (+1,1%), American Express (+1,1%) e Verizon (+1%). Il peggiore della seduta è Walgreens, che cede il 6,8% dopo aver quasi dimezzato il dividendo (leggi sotto). Gli altri titoli in difficoltà sono Walt Disney (-1,5%), Nike (-1%), Apple (-0,8%) e Chevron (-0,6%).
Fronte macro, le scorte di petrolio settimanali degli Stati Uniti sono diminuite di 5,503 milioni di barili a 431,1 milioni, oltre le aspettative del mercato (-3,725 milioni). Quelle di benzina sono invece aumentate di 10,9 milioni di barili (consenso -215 mila), mentre gli stock di distillati sono saliti di 10,09 milioni di barili (consenso +588 mila). In questo contesto il Brent e il Wti riescono a ridurre le perdite fino al -0,5%.
Wall Street prende tono e prosegue la seduta in rialzo. Alle 17:30 il Dow Jones sale dello 0,7%, l’S&P 500 dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,2%. Oltre al mercato del lavoro, anche l’economia americana continua a mostrare tonicità. A dicembre il pmi composito è salito a 50,9 punti dai 50,7 punti di novembre.
Il dato però è leggermente inferiore alle attese di 51 punti e secondo S&P Global indica «una ripresa dell’attività commerciale, che nonostante il nuovo calo della manifattura, segna l’espansione più rapida da luglio spinta dalla continua crescita del terziario». Il pmi servizi infatti è salito a 51,4 punti da 50,8 punti, bel oltre le attese (51,3 punti).
Nelle minute la Fed ha definito «probabili» i tagli dei tassi nel 2024. Sono bastate queste parole a far rinvigorire il cambio euro-dollaro, risalito a quota 1,0958 (+0,34%). Da inizio anno, poi, gli investitori hanno iniziato a temere di aver esagerato con le aspettative sui tassi (hanno previsto sei tagli, più dei tre indicati dalla Fed). Così i rendimenti sono tornati a salire e il Treasury decennale rende il 3,99%. Infine, dopo i rialzi del 3 gennaio il prezzo del petrolio torna a scendere (Brent e Wti -1,8%), ancora in balia delle tensioni sul Mar Rosso.
Wall Street apre la seduta contrastata. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,2%, l’S&P 500 è piatto e il Nasdaq cede lo 0,3%. Sono gli effetti delle minute della Fed, che la sera del 3 gennaio hanno definito i tagli dei tassi solo «probabili» senza precisare quando partiranno. Una vaghezza che ha accresciuto l’incertezza sui mercati, reduci da un avvio anno non proprio dei migliori.
Le borse Usa temono una risalita dell’inflazione perché il mercato del lavoro resta tonico. A dicembre le imprese private hanno assunto 164 mila lavoratori, ben più dei 115 mila previsti. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione invece sono inferiori alle attese: sono scese a 202 mila (-18 mila), sotto le 216 mila indicate dal consenso, mentre il numero di sussidi continuativi è diminuito a 1,855 milioni (-31 mila). E se l’occupazione resta forte, lo rimarranno anche i consumi, prima causa dell’aumento dei prezzi in America. Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 4 gennaio.
Alle 15:30 il titolo Amazon cede il 2%. Il fondatore del gigante dell’e-commerce, Jeff Bezos, ha investito in Perplexity, startup che con il suo motore di «risposta» è pronta a sfidare Google e Bing. La startup ha chiuso un nuovo round di finanziamenti da 74 milioni, la somma più alta raccolta negli ultimi anni da una realtà attiva nella ricerca su internet, e ora vale 520 milioni.
Alle 15:30 le azioni Tesla salgono dello 0,4%. Il patron della casa automobilistica, Elon Musk, è accusato dalla National Labour Relations Board (agenzia per il lavoro Usa) di aver licenziato in modo illecito otto dipendenti di SpaceX che non condividevano le sue idee. Se la società aerospaziale non troverà un accordo con i lavoratori licenziati, il caso finirà davanti alla Nlrb e poi a una corte d’appello federale.
Alle 15:30 il titolo General Motors cresce dello 0,15%. La casa automobilistica americana ha registrato il suo anno migliore a livello di vendite dal 2019. General Motors ha ceduto 2,6 milioni di veicoli nel 2023 (+14,1%), in linea con le attese, ma ha deluso sul fronte delle auto elettriche, che hanno rappresentato solo il 2,9% delle vendite totali. Nel 2024 la società cercherà di aumentare gli acquisti offrendo 7.500 dollari di incentivi sui modelli che non soddisfano più i requisiti per i crediti d’imposta federali.
Alle 15:30 le azioni Xerox guadagnano l’1,7%. La società di tecnologia di stampa digitale e gestione dei documenti taglierà il 15% della sua forza lavoro. Xerox ha 20.500 dipendenti, quindi ne licenzierà circa 3.075. L’azienda, che lavora a una nuova struttura organizzativa e a un nuovo modello operativo, intende riprogettare il suo team esecutivo e semplificare i prodotti.
Alle 15:30 il titolo Walgreens perde il 7,3%. Nel primo trimestre fiscale la catena farmaceutica ha superato le attese sugli utili (66 centesimi per azione) e sui ricavi rettificati (36,71 miliardi), ma ha quasi dimezzato il dividendo da 48 a 25 centesimi per azione per «rafforzare il suo bilancio a lungo termine e la sua posizione di cassa». Walgreens inoltre ha confermato la guidance di 3,2-3,5 dollari per azione sui profitti rettificati per l’anno fiscale 2024. (riproduzione riservata)