L’S&P500 non ce l’ha fatta ha superare il record di tutti i tempi toccato nel gennaio 2022 a 4.796 punti. Ha infatti chiuso a quota 4.783, in rialzo dello 0,04%%. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,1%, il Nasdaq in calo dello 0,03%. E secondo Scott Wren, senior strategist per il mercato globale di Wells Fargo, l’S&P 500 farà fatica a registrare guadagni significativi nella prima parte del 2024 perché l’economia continuerà a rallentare prima di toccare il fondo. Wren ritiene che il consenso del mercato su cinque o sei tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve a partire da marzo sia troppo ottimistico.
Wall Street continua gli scambi poco mossa. Alle 19:30 il Dow Jones sale dello 0,2%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq guadagnano lo 0,15%. Le borse americane restano comunque sui massimi anche se si avviano a chiudere la penultima seduta del 2023 senza grande slancio. Tra i migliori titoli di Wall Street si distingue Nike (+1,7%), in ripresa dopo il taglio delle stime annuali. Seguono Goldman Sachs (+0,7%), Visa (+0,7%), Merck (+0,65%) e Jp Morgan (+0,5%).
Il peggiore di giornata invece è Boeing (-1,2%), che ha dovuto esortare le compagnie aeree a ispezionare gli aerei 737 Max per cercare un possibile bullone allentato nel sistema di controllo del timone. Male anche Chevron (-1%), Intel (-0,7%), e Walgreens (-0,4%). Verso fine seduta si riprende il biglietto verde: il cambio euro-dollaro è sceso a quota 1,1058 (-0,41%). Il rendimento del Treasury decennale si muove di poco verso l’alto, fino al 3,85%, mentre il petrolio crolla per via delle tensioni sul Mar Rosso: il prezzo del Brent scende del 2,8% e quello del Wti del 3%.
Wall Steer prosegue la seduta debole. Alle 17:30 il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq salgono dello 0,1%. Nemmeno la crescita oltre le attese dei sussidi di disoccupazione (leggi sotto) è riuscita a dare tono alle borse americane, che restano comunque sopra i massimi (tranne l’S&P 500 che c’è molto vicino). La scossa di certo non può arrivare dall’indice pending home sale, rimasto invariato a novembre a quota 71,6 punti e sceso del 5,2% su base annua: il dato ha deluso il consenso (+0,9% mensile). L’indice tiene traccia delle vendite di case ed è considerato un proxy della salute finanziaria delle famiglie americane.
L’altro dato macro di giornata che si aggiunge è quello sulle scorte settimanali di greggio, scese a 436,568 milioni di barili (-7,114 milioni). Anche le scorte settimanali di benzina sono diminuite, a 226,054 milioni di barili (-669 mila), mentre le scorte di carburante raffinato sono aumentate a 115,765 milioni di barili (+741 mila). Infine, le raffinerie americane hanno lavorato al 93,3% della capacità dal 92,4% della settimana precedente.
Wall Street apre la seduta in leggero rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,1%, l’S&P 500 dello 0,15% e il Nasdaq dello 0,2%. Le borse Usa sono ai massimi e la penultima seduta del 2023 si apre con una sorpresa positiva per gli investitori: la frenata del mercato del lavoro Usa. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 218 mila (+12 mila unità), più delle 210 mila unità indicate dal consenso. I mercati festeggiano se l’occupazione rallenta perché lo faranno anche i consumi, prima causa dell’inflazione negli Usa.
E con i prezzi ancora in calo la Fed potrà tagliare i tassi d’interesse nel 2024 più delle tre volte indicate. In questo contesto il dollaro resta debole: dopo che il 27 dicembre la valuta americana è scesa ai minimi da cinque mesi, il 28 dicembre il cambio euro-dollaro resta poco mosso a quota 1,109 (-0,12%). Anche la pressione sui Treasury rimane debole (tassi più bassi rendono il debito più sostenibile): così il rendimento del decennale viaggia intorno al 3,82%. Infine, le rinnovate tensioni sul Mar Rosso - rotta di petroliere - per il conflitto in Israele colpiscono ancora il greggio: il prezzo del Brent e del Wti scende dell’1,2%. Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 28 dicembre.
Alle 15:30 il titolo New York Times Company sale dell’1,6%. Il giornale di New York ha fatto causa a Microsoft (+0,3%) e OpenAI per violazione del copyright. Secondo il Nyt le due società si sarebbero servite dei suoi articoli per addestrare ChatGpt, così il giornale ha chiesto «miliardi di dollari di danni legali ed effettivi per la copia e l’uso illegali delle opere di valore unico del Times».
Alle 15:30 le azioni Apple guadagnano lo 0,6%. Una corte d’appello ha interrotto temporaneamente il divieto di importazione su due smartwatch dell’azienda di Cupertino, la Serie 9 e l’Ultra 2. Apple potrà tornare a vendere i due modelli nonostante la controversia con la società di tecnologia medica Masimo, che accusa la big tech di aver inserito dentro gli orologi la sua tecnologia per misurare l’ossigeno nel sangue.
Alle 15:30 il titolo Tesla sale dello 0,7%. La casa automobilistica di Elon Musk rinnoverà la Model Y. La versione aggiornata verrà prodotta nello stabilimento di Shanghai a partire dalla metà del 2024. Tesla, però, deve fare i conti con due senatori americani, che hanno scritto a Musk per chiedergli di richiamare tutte le vetture che secondo le autorità Usa potrebbero avere un difetto genetico alle sospensioni.
Alle 15:30 le azioni Coherus BioSciences guadagnano del 5,2%. La società biofarmaceutica prosegue il balzo di oltre il 23% del 27 dicembre dopo che la Food and Drug Administration ha approvato Udenyca Onbody, un’iniezione che i pazienti chemioterapici possono utilizzare per prevenire le infezioni.
Alle 15:30 il titolo JD.com sale del 5%. La società cinese di e-commerce sta pianificando un aumento salariale per i dipendenti di prima linea, che potrebbe vedere il proprio stipendio quasi raddoppiare dal 1° gennaio. Si tratta di una prova di forza per una società alle prese con una forte concorrenza e con l’incertezza dei consumatori cinesi . (riproduzione riservata)