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La diretta da Wall Street | Borse Usa poco mosse, nuovo record dell’S&P500 (+0,3%). In corso le primarie repubblicane del New Hampshire

23 gennaio 2024, 14:43 Ultimo aggiornamento: 22:10

Nikki Haley promette che continuerà la campagna elettorale anche se Donald Trump la sconfiggerà in New Hampshire. J&J batte le attese e paga 700 milioni per chiudere il caso del talco per bambini. Verizon supera le stime sugli utili. General Electric prevede una crescita dei ricavi a una sola cifra | IL VIDEO

Wall Street contrastata: il Dow Jones chiude in calo dello 0,2%, tornando sotto quota 38.000 punti dopo il record di tutti i tempi segnato il giorno precedente, lunedì 22. L’S&P500 segna invece un nuovo massimo a 4.864 punti grazie a un rialzo dello 0,3%. Nasdaq +0,4%. In New Hampshire sono in corso le primarie del partito repubblicano e Nikki Haley ha detto che, anche se in questa occasione verrà sconfitta da Donald Trump, proseguirà la corsa alla Casa Bianca.

Le borse Usa restano deboli. Alle 19:00 il Dow Jones cede lo 0,4%, mentre l’S&P 500 sale dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,2%. Il miglior titolo di Wall Street è Verizon (+5,5%), che balza dopo i conti. Seguono Procter&Gamble (+4,35%) e Nike (+1,1%). I risultati del quarto trimestre pesano invece sul titolo 3M (-12%), che comunque ha registrato un utile adjusted di 2,42 dollari per azione, sopra i 2,18 dollari di fine 2022 e oltre le previsioni degli analisti (2,31 dollari).

Il tonfo in borsa è legato alle previsioni per il 2024: 3M si aspetta un eps adjusted tra 9,35 e 9,75 dollari, sotto le attese (9,82 dollari). Anche Walt Disney (-1,6%) scambia in calo, accompagnato da Goldman Sachs (-1,6%) e J&J (-1,5%), che paga i conti solo poco sopra le attese e i 700 milioni spesi per chiudere il caso del talco per bambini.

Ore 17:30. Le borse Usa prendono fiato dopo aver aggiornato i massimi

Wall Street prosegue la seduta in rosso. Alle 17:30 il Dow Jones cede lo 0,5% mentre l’S&P 500 e il Nasdaq scambiano appena sotto la parità (-0,06% e -0,02%). Le borse Usa riprendono fiato dopo due sedute da record. Il 22 gennaio è stato il turno del Dow Jones, che ha oltrepassato per la prima volta quota 38 mila punti, mentre l’S&P 500 ha aggiornato ancora il record raggiunto il 19 gennaio e ha superato i 4.850 punti.

«Gli Stati Uniti potrebbero riuscire a evitare la recessione più annunciata della storia», commenta Julie Dickson, investment director per l’azionario di Capital Group. «Grazie a un mercato del lavoro robusto e a una spesa al consumo resiliente, nel 2024 l’economia statunitense potrebbe crescere a un tasso annualizzato di circa il 2%. È stata la recessione di Godot: la aspettavamo tutti, ma a nostro avviso la probabilità che si verifichi una flessione pesante è ben al di sotto del 50%». I dati macro di giornata sembrano confermarlo: il Redbook Research Index segnala che nella settimana al 20 gennaio le vendite al dettaglio delle catene nazionali statunitensi sono salite del 5,2% annuo.

Ore 15:30. Borse Usa deboli. La stagione delle trimestrali entra nel vivo

Wall Street apre la seduta debole. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,25%, mentre l’S&P 500 sale dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,2%. Le borse Usa hanno aggiornato i massimi per due sedute di fila e ora aspettano con ansia i dati sul pil del quarto trimestre (giovedì 25 gennaio) e sul deflatore pce (venerdì 26). L’evoluzione della politica monetaria della Fed dipenderà dai numeri che verranno diffusi: i mercati si domandano se i primi tagli partiranno in primavera o in estate e se i tassi saranno ridotti di 150 punti base (sei volte) nel 2024 o meno. 

In questo scenario il cambio euro-dollaro resta poco mosso a quota 1,0861 (-0,2%), mentre il rendimento del Treasury decennale torna a salire al 4,13%. Il petrolio invece scambia in rosso: il prezzo del Brent scende dello 0,7%, di nuovo sotto gli 80 dollari al barile, e quello del Wti dello 0,5%. Il calo è legato sempre alle tensioni geopolitiche nel Mar Rosso, a cui si aggiunge il ritorno della produzione in Libia nel giacimento di Sharara, con una capacità di 300 mila barili al giorno. E con la stagione delle trimestrali sempre più nel vivo, ecco cinque titoli da monitorare martedì 23 gennaio.

1. J&J batte le attese e paga 700 milioni per chiudere un caso del talco per bambini

Alle 15:30 il titolo Johnson & Johnson cede il 2,5%. La multinazionale farmaceutica ha chiuso il quarto trimestre con 21,4 miliardi di ricavi (+7,3% annuo), appena sopra i 21,01 miliardi indicati dal consenso. L’utile per azione rettificato invece ha raggiunto 2,29 dollari, di nuovo solo un passo sopra i 2,28 dollari stimati dagli analisti. I risultati di J&J sono figli dell’acquisizione da oltre 16 miliardi di Abiomed, società di tecnologia medica cardiovascolare, e della crescita delle vendite nel settore farmaceutico e in quello dei dispositivi medici. J&J è riuscito a chiudere una causa promossa da oltre 40 Stati contro il suo talco per bambini, che potrebbe aver favorito lo sviluppo di alcune forme di cancro: pagherà 700 milioni.

2. Verizon supera le stime sugli utili

Alle 15:30 le azioni Verizon balzano del 4,6%. Nel quarto trimestre il colosso delle telecomunicazioni ha battuto le attese, ma solo sul fronte dei profitti e anche per un soffio. Verizon ha raggiunto un utile per azione di 1,08 dollari su un fatturato di 35,13 miliardi, mentre gli analisti si aspettavano un profitto di 1,07 dollari per azione su 34,64 miliardi di ricavi.

3. Nel primo trimestre 2024 i ricavi di General Electric cresceranno a una cifra

Alle 15:30 il titolo General Electric cede l’1,4%. La multinazionale attiva nella tecnologia, nell’energia e nei servizi ha chiuso il 2023 con un fatturato di 68 miliardi (+17%) mentre nel quarto trimestre ha generato 19,42 miliardi di ricavi, oltre i 16,83 miliardi dello stesso periodo del 2022. Cresce anche l’utile per azione rettificato del 2023, che arriva a 2,81 dollari dai 77 centesimi del 2022. Nel quarto trimestre invece l’eps è salito a 1,03 dollari dai precedenti 66 centesimi. Per gennaio-marzo General Electric prevede una crescita del fatturato a una sola cifra, con un utile per azione rettificato di 60-65 centesimi.

4. Amazon e Apple multate in Francia e Russia

Alle 15:30 le azioni Amazon perdono lo 0,35% e quelle Apple salgono sopra lo 0,6%. Le due big tech devono affrontare nuovi guai lontano dagli Stati Uniti. Il gigante dell’e-commerce è stato punito con una sanzione da 32 milioni di euro in Francia per eccessivo controllo dei dipendenti, mentre l’azienda di Cupertino ha ricevuto una multa in Russia da 13,6 milioni di dollari per abuso di posizione dominante nel mercato delle app mobili. Si tratta di sanzioni milionarie, ma che non scalfiscono i bilanci miliardari delle due big tech. Va ricordato, inoltre, che Apple è tornata sopra i 3 trilioni di capitalizzazione.

5. Netflix pagherà 5 miliardi per trasmettere il wrestling

Alle 15:30 il titolo Netflix cresce dello 0,6%. Dal 2025 il gigante dello streaming trasmetterà il programma di punta della Wwe, Raw. L’accordo, di durata decennale, costerà a Netflix oltre 5 miliardi e rappresenta la prima grande incursione della piattaforma nello sport dal vivo. Si tratta dell’ultimo tassello del piano per aumentare ancora le entrate (a borse chiuse Netflix diffonderà i conti), già spinte dalla fine della politica di condivisione degli account e dagli abbonamenti con la pubblicità. (riproduzione riservata)



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