Wall Street poco mossa: Dow Jones -0,1%, mentre S&P500 e Nasdaq riescono per un soffio a chiudere in rialzo per l’ottava seduta consecutiva mettendo a segno entrambi un +0,1%.
Scendono ancora i prezzi del petrolio: il Wti chiude in calo del 2,6% a 75,33 dollari al barile al Nymex. Il prezzo del Brent con consegna a gennaio è invece sceso sul mercato dei future di Londra sotto la soglia psicologica degli 80 dollari a 79,54 dollari (-2,5%). Il greggio è quindi sceso ai minimi da metà luglio, riflettendo le preoccupazioni degli investitori per il rallentamento della domanda negli Stati Uniti e in Cina. A influire anche le nuove previsioni dell'Eia secondo cui la produzione di greggio negli Stati Uniti quest'anno aumenterà leggermente meno di quanto previsto in precedenza, ma la domanda diminuirà. In particolare, il consumo totale di petrolio negli Stati Uniti scenderà di 300.000 barili al giorno quest'anno.
Intanto una società gestita dall'ex presidente della Borsa di New York (Nyse) Tom Farley è fra i tre pretendenti in lizza per acquistare Ftx, la borsa di criptovalute fondato da Sam Bankman-Fried e finita in bancarotta. Secondo il Wall Street Journal, l'exchange di criptovalute gestito da Farley, la startup fintech Figure Technologies e la società di venture capital Proof Group sono in corsa per acquistare Ftx.
Wall Street inverte la rotta e scende sotto la parità. Alle 19:30 il Dow Jones cede lo 0,25%, l’S&P 500 e il Nasdaq lo 0,05%. Gli Stati Uniti hanno collocato altri 40 miliardi di Bill a 10 anni al 4,519% con una domanda che si è rivelata 2,45 volte più alta dell’offerta. Una richiesta così elevata sta spingendo al ribasso i rendimenti dei Treasury: quello del decennale è al 4,51%, lontano dal 5% toccato a ottobre. Il mercato dei bond riparte, così come l’immobiliare.
Nella settimana al 3 novembre l’indice che misura il volume delle richieste di mutui si è attestato a 165,9 punti, in aumento del 2,5% rispetto ai 161,8 della settimana precedente. L’indice di rifinanziamento è salito dell’1,6% a 347,3 punti (341,7 punti la settimana precedente), mentre quello di acquisto è cresciuto a 129 punti (+3%) rispetto ai 125,2 dei sette giorni prima. Tra i titoli va sottolineato il +0,6% di Microsoft, il +0,45% di Apple e Caterpillar e il +0,3% di Goldman Sachs. La seduta non sorride invece a Wallgreens (-2,7%), Intel (-1,8%), 3M (-1,4%) e Chevron (-1,2%).
Wall Street prosegue la seduta contrastata. Alle 17:00 il Dow Jones cede lo 0,05%, l’S&P 500 è piatto mentre il Nasdaq cede lo 0,15%. Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha deluso le borse Usa evitando di parlare di politica monetaria (leggi sotto). Il banchiere centrale interverrà di nuovo domani 9 novembre a un vertice del Fmi e i mercati cercheranno ancora di capire quali saranno le prossime mosse della Federal Reserve. In assenza di indicazioni Wall Street resta debole e rischia di chiudere la serie di sedute in rialzo (la settimana passata è stata la migliore del 2023).
In questo contesto il cambio euro-dollaro si assesta a quota 1,0707 (+0,07%), mentre il rendimento del Treasury decennale continua a scendere: è al 4,54% nonostante il Tesoro continui a emettere titoli di Stato (oggi 8 novembre saranno almeno altri 40 miliardi). La seduta non sorride invece al petrolio: il prezzo del Brent scende dell’1,9% e rischia di scendere sotto gli 80 dollari al barile, quello del Wti diminuisce del 2,2%. Il rally innescato dalla guerra in Israele oramai è un ricordo.
Wall Street apre la seduta in leggero rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq salgono di quasi lo 0,2%. L’attesa degli investitori è tutta sulle parole di Jerome Powell, per capire se la banca centrale americana ha raggiunto il picco e se taglierà i tassi prima del previsto. Al Consiglio dei governatori della Federal Reserve System a Washington, però, il presidente della Fed non ha parlato di politica monetaria ma del valore della ricerca e della statistica.
Nei mercati c’è speranza per un allentamento della stretta, come testimonia la serie di sedute di fila chiuse da Wall Street sopra la parità dopo i dati sull’inflazione in calo e il rallentamento del mercato del lavoro, che comunque resta forte come tutta l’economia Usa. Ecco cinque titoli da monitorare.
Alle 15:30 il titolo Microsoft sale dello 0,6%. La big tech sfrutta le novità annunciate da OpenAI per portare il titolo ai massimi storici e far schizzare la capitalizzazione a 2,68 trilioni di dollari. La startup di Sam Altman ha permesso agli utenti di creare una versione personalizzata del chatbot, chiamata Gpt, che si adatta alle esigenze della vita quotidiana. Entro fine novembre i bot degli utenti verificati saranno caricati in uno store: qui i Gpt saranno ricercabili e i più scaricati diventeranno una fonte di guadagno per i loro ideatori, che verranno pagati in proporzione ai download.
Alle 15:30 le azioni Amazon cedono lo 0,25%. Il nuovo modello di Intelligenza Artificiale del gigante dell’e-commerce si chiama Olympus: è ancora in fase di addestramento ma avrebbe 2 mila miliardi di parametri che gli consentirebbero di avvicinare i modelli linguistici più grandi in circolazione. Non è la prima volta che Amazon addestra un modello linguistico, ma non ne ha mai sviluppato uno così grande e così costoso: Bezos starebbe spendendo miliardi per addestrare Olympus.
Alle 15:30 il titolo Warner Bros perde il 15%. Nel trimestre la casa di produzione e distribuzione cinematografica ha riportato una perdita più ampia del previsto, mentre i ricavi hanno superato solo di poco le aspettative. Nello specifico, le perdite nette si sono ridotte a 417 milioni di dollari, o 17 centesimi per azione, dato comunque inferiore ai 9 centesimi stimati. I ricavi sono cresciuti a 9,98 miliardi (+1,6%), poco sopra i 9,97 miliardi attesi.
Alle 15:30 le azioni Disney cedono lo 0,1%. Il gigante dell’intrattenimento diffonderà i conti trimestrali a borsa chiusa: il mercato si concentrerà sul numero di abbonati a Disney+ e sull’andamento dei parchi a tema. Quanto ai numeri, gli analisti prevedono che il fatturato salirà a 21,4 miliardi (+6%) e indicano un utile netto di 1,04 miliardi. ll ceo Bob Iger è tornato da circa un anno e gli investitori sono curiosi di scoprire se la sua ristrutturazione ha dato frutti.
Alle 15:30 il titolo Rivian Automotive sale del 2,8%. Il produttore di veicoli elettrici ha aumentato di 2 mila unità le previsioni di produzione per il 2023, portandole a 54 mila. Inoltre, la perdita trimestrale si è rivelata inferiore alle attese. (riproduzione riservata)