Settimo rialzo consecutivo (cosa mai successa prima quest’anno) per lo S&P500, che chiude con un guadagno dello 0,3%. Brilla il Nasdaq con un +0,9%,mentre il Dow Jones sale solo dello 0,2%. Chiusura in forte calo per il petrolio al Nymex, dove il prezzo del contratto future con scadenza a dicembre è stato fissato a 77,37 dollari, in ribasso del 4,3% sui minimi da quasi tre mesi. Il mercato, che non dà più per scontata l'estensione dei tagli alla produzione decisa da Arabia Saudita e Russia, ha pagato anche le aspettative di una riduzione dei consumi di greggio da parte delle raffinerie cinesi tra novembre e dicembre e il rafforzamento del dollaro.
Intanto il Tesoro americano ha collocato 48 miliardi di Note a 3 anni con un rendimento del 4,701% e altri 75 miliardi di Bill a 42 giorni al 5,29%. Il rendimento del T-bond decennale Usa è sceso al 4,568%. «Mentre i rendimenti diminuiscono, tendiamo a ottenere un rimbalzo maggiore nei titoli Growth del mercato», ha detto a Cnbc Mona Mahajan, senior investment strategist presso Edward Jones, aggiungendo che un raffreddamento dei prezzi del petrolio potrebbe anche contribuire al miglioramento del sentiment sull’inflazione.
Wall Street prosegue la seduta in rialzo. Alle 17:30 il Dow Jones sale dello 0,2%, l’S&P 500 dello 0,4% e il Nasdaq dell’1%. Sulle borse Usa continua a regnare la fiducia sulla fine della stretta monetaria dopo che la Fed ha lasciato i tassi d’interesse ancora fermi tra il 5,25 e il 5,5%. Nel pomeriggio il Tesoro porterà avanti la serie di emissioni di titoli di Stato, aperta lunedì 7 novembre con 140 miliardi di bond.
La pressione sui Treasury sembra in via di alleggerimento, come indica il rendimento del decennale giù al 4,59% dopo aver toccato il 5% nelle settimane passate. Gli acquisti in massa di titoli Usa sostengono la valuta americana e portano il cambio euro-dollaro a quota 1,069 (-0,23%). Così si rafforza il biglietto verde mentre il petrolio soffre: il prezzo del Brent diminuisce del 2,9% e quello del Wti del 3%.
Wall Street apre la seduta contrastata. Alle 15:30 il Dow Jones e l’S&P 500 cedono lo 0,15% ma il Nasdaq sale dello 0,05%. Dopo la settimana migliore da inizio 2023 Wall Street si fa più attendista e cerca conferme sulle prossime mosse della Fed. L’idea che circola sui mercati, dopo l’ultima pausa nei rialzi, è che il picco sia stato raggiunto e che i tassi verranno tagliati prima del previsto.
In attesa di una possibile conferma dal presidente Jerome Powell, che parlerà a un panel del Fmi giovedì 9 novembre, le borse Usa guardano ai dati macro. Il deficit commerciale negli Stati Uniti è salito oltre le attese. A settembre è arrivato a 61,5 miliardi, sopra i 58,7 miliardi di agosto e i 59,9 miliardi attesi. Le importazioni sono aumentate del 2,7%, trainate da cellulari, auto e greggio, mentre le esportazioni sono cresciute più lentamente (+2,2%), guidate da prodotti petroliferi, soia, greggio e mais. Ecco cinque titoli da monitorare.
Alle 15:30 il titolo Kkr sale dell’1,6%. In attesa di conquistare la rete Tim il fondo americano di private equity ha pubblicato i risultati del terzo trimestre. Gli utili distribuibili dopo le tasse sono calati a 779,7 milioni (-7%), meno delle attese degli analisti. L’utile distribuibile dopo le tasse per azione è quindi pari a 88 centesimi, migliore della stima di 82 centesimi. I ricavi invece sono aumentati a 3,3 miliardi.
Alle 15:30 le azioni Cnh cedono il 10%. Oltre ad annunciare il delisting da Piazza Affari, nel terzo trimestre Cnh Industrial ha registrato un utile netto di 570 milioni e un risultato diluito per azione di 42 centesimi, sopra le stime degli analisti (41 centesimi). I ricavi consolidati sono cresciuti a 5,99 miliardi (+2%) ma hanno mancato il consenso (6,06 miliardi). Cnh ha tagliato le stime sui ricavi del 2023 delle attività industriali, attese ora in aumento del 3/6% rispetto al precedente +8/11% a causa «dell’indebolimento delle condizioni del mercato finale, soprattutto in Sud America».
Alle 15:30 il titolo WeWork è sospeso. Il gigante degli uffici per il coworking ha presentato istanza di fallimento ai sensi del Chapter 11 presso la corte federale del New Jersey per cercare di negoziare un percorso di riduzione del proprio debito, che va dai 10 ai 50 miliardi. La dichiarazione di fallimento è limitata però alle sole sedi di WeWork negli Stati Uniti e in Canada.
Alle 15:30 le azioni Uber perdono il 2,2%. Nel terzo trimestre le prenotazioni lorde della società di ridesharing hanno toccato i 35,3 miliardi, cifra che ha superato la previsione fornita da Uber, che era compresa tra 29 e 30 miliardi. L’utile per azione di 10 centesimi è però inferiore ai 12 centesimi previsti e anche il fatturato di 9,29 miliardi si è rivelato sotto i 9,52 miliardi attesi.
Alle 15:30 il titolo TripAdvisor balza del 5,8%. I risultati trimestrali della società di recensioni che hanno superato le previsioni degli analisti. Tripadvisor ha riportato un utile di 52 centesimi per azione su 533 milioni di ricavi. Le attese erano invece per 47 centesimi per azione su 505 milioni di fatturato. (riproduzione riservata)