Finalmente torna il denaro sul Nasdaq, dopo i primi giorni dell’anno davvero deprimenti: l’indice ha chiuso con un rialzo del 2,2%, mentre il Dow Jones ha messo a segno un +0,6% e l’S&P500 un +1,4%. Intanto il Bitcoin si è spinto al rialzo fino a 47.000 dollari nella speranza che mercoledì 10 la Sec dia il via libera all’attesissimo Etf sulla criptovaluta ideata da Satoshi Nakamoto.
A riportare l’ottimismo sui mercati ha contribuito anche Goldman Sachs: per Peter Oppenheimer, responsabile della ricerca macro in Europa di Goldman Sachs, l'economia globale sta entrando in un nuovo «superciclo», con l'intelligenza artificiale e la decarbonizzazione come fattori trainanti. «Stiamo chiaramente entrando in un altro superciclo», ha puntualizzato l'esperto ai microfoni della Cnbc. I supercicli sono comunemente definiti come lunghi periodi di espansione economica, spesso accompagnati da un pil in crescita, da una forte domanda di beni che porta a prezzi più alti e da alti livelli di occupazione.
Wall Street prende slancio dopo metà seduta. A parte il Dow Jones, che scambia piatto, l’S&P 500 sale dello 0,75% e il Nasdaq dell’1,6%. Negli Usa c’è fiducia su un nuovo rallentamento dell’inflazione (giovedì 11 usciranno i dati di dicembre), come testimonia il calo del rendimento del Treasury decennale, sceso sotto la soglia psicologica del 4%, al 3,97% (-1,8%). Ecco perché Wall Street preferisce concentrarsi sugli utili delle banche, che venerdì avvieranno la stagione delle trimestrali.
Del resto, a dicembre le aspettative di inflazione dei consumatori statunitensi per l’anno successivo sono scese al 3% dal 3,4% di novembre, terzo calo consecutivo e livello più basso dal gennaio 2021. Il sondaggio sulle attese dei consumatori della Fed di New York rivela anche che le aspettative di inflazione sono diminuite sia per l’orizzonte a tre anni (2,6% contro 3%) che a cinque anni (2,5% contro 2,7%). Anche le attese sulla crescita degli utili e della spesa sono diminuite, ma di poco, e hanno raggiunto i livelli più bassi dal 2021. Infine le aspettative sull’accesso al credito e sulla situazione finanziaria delle famiglie sono diventate meno pessimistiche.
Wall Street prosegue la seduta contrastata. Alle 17:15 il Dow Jones cede lo 0,3% mentre l’S&P 500 guadagna lo 0,5% e il Nasdaq mette l’acceleratore con un +1,1%. Il listino tecnologico sfrutta la performance positiva di Intel (+3,2%) e di Apple (+1,1%), che dopo le cattive notizie sul calo delle vendite di iPhone in Cina (leggi sotto) si riprende grazie all’annuncio del lancio del nuovo visore Vision Pro, acquistabile dal 2 febbraio.
Continuano invece le difficoltà di Boeing (-6,2%), che prova a far ripartire i suoi aerei dopo i problemi al portellone del 737 Max 9 (leggi sotto). Il gigante americano dei voli ha dato istruzioni alle compagnie aeree su come ispezionare gli aerei di linea dello stesso modello, un primo passo verso il ritorno in volo.
In attesa dei dati di giovedì 11 gennaio sull’inflazione il cambio euro-dollaro sale a quota 1,0974 (+0,30%). Il rendimento del Treasury decennale invece si muove leggermente verso il basso e si assesta poco sotto il 4% (3,97%). Per il petrolio, infine, il bilancio diventa sempre più rosso (Brent -3,9% e Wti -4,5%) dopo i tagli dei prezzi decisi dal principale esportatore mondiale, l'Arabia Saudita, a cui si è aggiunto l’aumento della produzione approvato dall’Opec per compensare le preoccupazioni sull’offerta legate alle tensioni in Medio Oriente.
Wall Street apre la seduta contrastata. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,3% mentre l’S&P 500 sale dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,5%. Per le borse Usa inizia una settimana decisiva sia sul fronte macro che corporate. Giovedì 11 gennaio arriveranno i dati sull’inflazione, attesi dai mercati per capire se la Fed potrà davvero ridurre i tassi già dalla primavera: la banca centrale americana ha annunciato tre tagli mentre gli investitori se ne aspettano sei, per complessivi 150 punti base. Sotto il versante corporate, venerdì 12 gennaio partirà la stagione delle trimestrali: apriranno le danze Bank of America, BlackRock, Citigroup, Jp Morgan e Wells Fargo.
In attesa dei dati sull’inflazione il cambio euro-dollaro resta poco mosso a quota 1,0958 (+0,16%). Il rendimento del Treasury decennale non si smuove dal 4% mentre il petrolio va in difficoltà: il Brent cede il 3,8% e il Wti il 4,2% dopo l’annuncio dei forti tagli dei prezzi da parte dell’Arabia Saudita e dell’aumento della produzione Opec. Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 8 gennaio.
Alle 15:30 il titolo Apple sale dello 0,3% nonostante le nuove difficoltà in CIna. Jefferies ha rivelato che nella prima settimana del 2024 le vendite di iPhone nel Dragone hanno registrato un calo del 30% anche a causa della crescente concorrenza dei rivali locali come Huawei. Un altro segnale negativo per Apple dopo i due downgrade di inizio 2024, quello di Barclays e di Piper Sandler. E ora l’azienda di Cupertino rischia il sorpasso da parte di Microsoft come capitalizzazione sul Nasdaq.
Alle 15:30 le azioni Tesla perdono lo 0,1%. Il Wall Street Journal ha rivelato che Elon Musk, patron della casa automobilistica più preziosa al mondo, fa uso di sostanze stupefacenti come ketamina, funghetti allucinogeni, lsd e cocaina. La notizia ha agitato i vertici delle aziende di Musk, come X e SpaceX, che temono per la lucidità del miliardario e quindi per la sorte delle società che dirigono: i contratti con la Nasa sarebbero già a rischio.
Alle 15:30 il titolo Boeing cede il 9%. La Federal aviation administration statunitense ha ordinato il fermo temporaneo di 171 jet Boeing 737 Max 9, aerei dotati dello stesso pannello che si è staccato da un jet dell’Alaska Airlines dopo il decollo. Il nuovo incidente al portellone ha portato le compagnie aeree di tutto il mondo a lasciare a terra i loro Boeing 737 Max. La Turkish Airlines ha fermato i suoi cinque aerei e lo stesso hanno fatto Aeromexico, la panamense Copa Airlines e l’Agenzia nazionale per l'aviazione civile brasiliana.
Alle 15:30 le azioni Johnson & Johnson perde lo 0,1%. La multinazionale farmaceutica acquisirà lo Ambrx Biopharma a 2 miliardi per mettere le mani sulle sue terapie antitumorali mirate. Si tratta di farmaci anticorpali descritti come dei «missili guidati» perché colpiscono solo le cellule tumorali e riducono al minimo i danni ai tessuti sani. Ecco perché J&J spenderà 28 dollari per azione per Ambrx, con un premio di circa il 105% rispetto all’ultima chiusura del titolo.
Alle 15:30 il titolo Dell sale del 3%. Il produttore di personal computer e di sistemi informatici si gode i giudizi positivi degli analisti. Ubs ha definito Dell una delle scelte migliori tra le società attive nel settore degli hardware tecnologici, mentre Jp Morgan ha alzato il rating del titolo a overweight da neutral. (riproduzione riservata)