A fine seduta il Dow Jones chiude in rialzo dello 0,25%, l’S&P 500 dello 0,55% e il Nasdaq, a forte composizione tecnologica, dello 0,66%.Il cambio euro/dollaro torna in territorio positivo, mentre il rendimento del decennale Usa è al 4,47%.
Si interrompe il rally del petrolio a seguito dell’annuncio della proposta del diciottesimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia da parte della von der Layen. La presidente della Commissione Europea ha proposto di abbassare il tetto al prezzo del petrolio russo, portandolo da 60 a 45 dollari al barile. Di tutta risposta la materia prima perde i guadagni conseguiti in giornata e chiude in negativo: -0,6% per il Wti e -0,45% per il Brent.
L’attenzione degli investitori resta alta, in un contesto in cui la ripresa dei colloqui a Londra punta soprattutto a trovare un’intesa sull’accesso alle preziose terre rare cinesi. Tuttavia, permangono temi complessi che continuano a rappresentare un nodo cruciale nelle relazioni commerciali tra le due superpotenze.
Qualsiasi segnale di progresso nei negoziati sarà probabilmente accolto con sollievo dai mercati, considerato che i continui cambi di rotta nella politica tariffaria del presidente Trump e nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina hanno alimentato incertezza sui rischi per la crescita economica globale.
Gli investitori ora guardano con attenzione all’uscita, prevista per mercoledì 11, dell’indice dei prezzi al consumo (Cpi) di maggio, che fornirà nuovi elementi sullo stato dell’inflazione nel contesto della politica commerciale in evoluzione di Trump.
Il Dow Jones perde lo 0,11% e il Nasdaq lo 0,25%, mentre lo S&P 500 è sulla parità.
Il cambio euro/dollaro scende dello 0,1% mentre il rendimento del Treasury decennale si attesta al 4,47%. Bene il petrolio con il Wti in crescita dell’1,29% e il Brent dell’1,16%.
Alle 15.30 Wall Street apre contrastata. Il Dow Jones segna -0,02%, il Nasdaq sale dello 0,2% e lo S&P 500 dello 0,15%.
I colloqui tra funzionari statunitensi e cinesi a Londra proseguono per il secondo giorno. Il Segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick ha dichiarato che le discussioni stanno «procedendo bene e stiamo trascorrendo molto tempo insieme» e prevede che i colloqui proseguiranno per tutto il giorno.
Ecco cinque titoli da monitorare martedì 10 giugno.
Alle 15.30 il titolo cresce del 2%. Il produttore di veicoli elettrici ha chiuso lunedì in rialzo del 4,6% dopo aver trascorso gran parte della giornata di contrattazioni in rosso. Il presidente Donald Trump ha detto ai giornalisti di augurare «tutto il bene» al ceo di Tesla, Elon Musk, dopo il litigio pubblico tra i due la scorsa settimana. Trump ha anche affermato che non avrebbe venduto la Tesla rossa che aveva acquistato a marzo, quando i due erano in rapporti migliori. Il presidente ha definito Starlink, prodotto da SpaceX, la società di Elon Musk, un buon servizio.
Alle 15.30 le azioni perdono lo 0,3% dopo il crollo dell’1,2% di lunedì, in seguito al primo giorno della sua annuale Worldwide Developers Conference, in cui l’azienda ha decantato le funzionalità di intelligenza artificiale già implementate, ma ha affermato che un assistente vocale Siri aggiornato non era ancora disponibile. Apple ha bisogno di «più tempo per raggiungere il nostro standard di alta qualità e non vediamo l’ora di condividere maggiori dettagli al riguardo nel prossimo anno», ha affermato Craig Federighi, vicepresidente senior del settore software engineering.
Alle 15.30 il titolo perde l’8,5% dopo che il produttore del burro di arachidi Jif e del caffè Folger's ha riportato utili rettificati per il quarto trimestre fiscale superiori alle stime degli analisti, ma ha pubblicato una previsione per l’anno fiscale 2026 inferiore alle aspettative. Smucker ha dichiarato di prevedere un utile rettificato compreso tra 8,50 e 9,50 dollari per azione nell’attuale anno fiscale, al di sotto delle aspettative di 10,27 dollari.
Alle 15.30 le azioni scendono dell’1,4% a 300,50 dollari dopo aver ricevuto il terzo declassamento da Wall Street negli ultimi giorni. Chris Luyckx di Redburn Atlantic ha declassato McDonald’s da buy a sell e ha ridotto il target price sul titolo da 319 a 260 dollari. L’analista ritiene che i farmaci dimagranti GLP-1 stiano sopprimendo l’appetito dei clienti e rappresentino una minaccia a lungo termine sottovalutata per la catena di fast food. Lunedì gli analisti di Morgan Stanley hanno declassato McDonald’s da Overweight a Equal Weight.
Alle 15.30 il titolo perde il 14% dopo che il distributore di avocado ha riportato un utile rettificato per il secondo trimestre fiscale di 40 centesimi per azione, ben al di sotto delle stime degli analisti di 53 centesimi. Anche il fatturato netto di 190,5 milioni di dollari, in aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente, è risultato inferiore alle aspettative di consenso di 192,8 milioni di dollari. (riproduzione riservata)