Gli indici statunitensi chiudono vicini alla parità, mentre gli investitori guardavano con attenzione alla ripresa dei colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina.
L’indice S&P 500 segna +0,09%, superando quota 6.000 e registrando la chiusura più alta da febbraio. Il Dow Jones Industrial Average è sulla pari, mentre il Nasdaq Composite, a forte componente tecnologica, guadagna lo 0,31%.
Il cambio euro/dollaro aumenta dello 0,28%, mentre il decennale scende al 4,48%. Il petrolio Wti e il Brent chiudono la giornata in positivo guadagnando rispettivamente l’1,21% e lo 0,92%.
Riprendono a Londra i colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina, segnando un tentativo di riavvicinamento dopo settimane di tensioni crescenti. L’incontro fa seguito a una telefonata tra il presidente Trump e il leader cinese Xi Jinping avvenuta la scorsa settimana. Sul tavolo, il rischio concreto che le barriere tariffarie continuino a pesare sull’economia globale, in particolare su quella americana.
Gli investitori sperano in un ritorno al clima costruttivo che aveva caratterizzato l’accordo siglato a Ginevra a metà maggio. Tuttavia, da allora i rapporti bilaterali sono tornati a irrigidirsi, con scambi di accuse reciproche sulla violazione della tregua commerciale e crescenti pressioni su più fronti.
Per ora, i mercati sembrano aver archiviato la fase di volatilità innescata dagli annunci tariffari di inizio aprile. Wall Street ha chiuso la scorsa settimana con segni positivi, sostenuta da dati occupazionali superiori alle attese, che hanno allentato i timori di una recessione innescata dalla stretta di Washington.
L’attenzione si sposta ora sui dati macro in uscita nei prossimi giorni, in particolare sull’inflazione statunitense di maggio, attesa venerdì, anticipata giovedì dal dato sui prezzi alla produzione.
Sul fronte corporate, Apple ha catalizzato l’attenzione con il lancio di una nuova interfaccia, Liquid Glass, nell’ambito della sua conferenza annuale per sviluppatori. Il restyling del sistema operativo iOS punta a migliorare l’esperienza d’uso su tutta la linea hardware dell’azienda di Cupertino.
Nel frattempo, Tesla recupera parzialmente le perdite della settimana passata registrando un aumento del 4,5%, legato alle aspettative di successo sul lancio dei robotaxi, che avverrà il 12 giugno.
Il Dow Jones perde il 0,3%, il Nasdaq guadagna lo 0,2% e lo S&P 500 lo 0,1%.
Il cambio euro/dollaro cresce dello 0,2% mentre il rendimento del Treasury decennale scende al 4,48%. Bene il petrolio con il Wti in aumento dello 0,67% e il Brent dello 0,61%.
Alle 15.30 Wall Street apre in leggero rialzo, in vista dei colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina previsti per il 9 giugno. L’S&P 500 guadagna lo 0,10%, il Nasdaq cresce dello 0,20%, mentre il Dow Jones segna +0,06%.
Si prevede che i dati sull’inflazione saranno un argomento chiave nel corso della settimana. L’indice dei prezzi al consumo è previsto per mercoledì, seguito da quello dei prezzi alla produzione venerdì. Gli operatori economici cercheranno indizi su come le attuali tariffe doganali abbiano impatto sull’economia. Un nuovo dato sul sentiment dei consumatori dell’Università del Michigan, che include dati sulle aspettative di inflazione, è previsto per venerdì.
Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 9 settembre.
Alle 15.30 il titolo perde il 2,3% a 288,24 dollari, dopo aver chiuso in rialzo del 3,8% venerdì. Le azioni della società di veicoli elettrici hanno terminato la settimana con una perdita di quasi il 15%, il peggior calo settimanale del titolo dalla settimana conclusasi il 20 ottobre 2023, incluso un crollo del 14% giovedì, dopo l’escalation della faida tra l’amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, e il presidente Donald Trump. Il conflitto è avvenuto poco prima del lancio del servizio di robotaxi di Tesla ad Austin, in Texas.
Alle 15.30 le azioni salgono dello 0,44% . Il colosso della tecnologia ha promesso di svelare una serie di «aggiornamenti rivoluzionari» durante il suo evento annuale, ma tra gli annunci di questa settimana mancherà l’attesissimo aggiornamento dell’intelligenza artificiale di Siri.
Alle 15.30 il titolo scende del 3,5% dopo che venerdì il titolo non è stato inserito nell'indice S&P 500, come molti sospettavano.
Alle 15.30 le azioni salgono del 7%. Warner Bros. Discovery si è divisa in due società entrambe quotate, separando le sue attività di streaming.
Alle 15.30 il titolo scende dell’8,5% dopo che il Wall Street Journal ha riportato che la società di servizi satellitari e wireless stava valutando la possibilità di presentare istanza di fallimento ai sensi del Chapter 11, nel tentativo di proteggere le sue licenze dalla minaccia di revoca da parte delle autorità di regolamentazione federali. (riproduzione riservata)