I listini statunitensi chiudono contrastati mercoledì,dopo che l’occupazione nel settore privato ha registrato il livello più basso degli ultimi due anni, alimentando i timori che l’incertezza legata alla politica commerciale possa pesare sull’economia americana.
Il Dow Jones perde lo 0,22%, il Nasdaq guadagna lo 0,27%, mentre lo S&P 500 chiude in parità.
Il cambio euro/dollaro sale dello 0,4% a 1,14 dollari mentre il rendimento del treasury decennale scende al 4,35%. Male il petrolio con il Wti a -1,03% e il Brent a -1,19%.
L’ultima lettura del mercato del lavoro statunitense diffusa da Adp ha deluso le attese: a maggio, le buste paga nel settore privato sono cresciute di appena 37.000 unità, in netto calo rispetto alle 60.000 di aprile (riviste al ribasso) e ben al di sotto delle stime degli analisti, che si attendevano un incremento di 110.000 occupati.
Il dato alimenta nuove incertezze sull’andamento dell’economia a stelle e strisce, già zavorrata dalle tensioni commerciali e da una politica monetaria ritenuta da alcuni osservatori ancora troppo restrittiva.
L’attenzione si sposta ora sul report ufficiale del Dipartimento del Lavoro atteso per venerdì, che secondo il consensus Dow Jones dovrebbe segnalare un aumento di 125.000 posti di lavoro non agricoli a maggio. Tuttavia, il rischio di una lettura al ribasso si fa concreto dopo la pubblicazione dei dati Adp.
Non si è fatta attendere la reazione del presidente Donald Trump, che ha colto l’occasione per un nuovo attacco diretto al presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. In un commento al vetriolo, Trump ha affermato che Powell «arriva troppo tardi» e ha rinnovato l’invito a un taglio dei tassi, considerato urgente per stimolare la crescita e sostenere i mercati.
Il Dow Jones guadagna lo 0,02%, il Nasdaq lo 0,2% e lo S&P 500 lo 0,12%.
Il cambio euro/dollaro cresce dello 0,47% mentre il rendimento del treasury decennale scende al 4,4%. Male il petrolio con il Wti a -1,26% e il Brent a -1,49%.
Alle 15.30 Wall Street apre debole. Il Dow Jones perde lo 0,08%, il Nasdaq lo 0,06% e lo S&P 500 lo 0,05%.
I titoli statunitensi riducono i guadagni mercoledì, dopo che le assunzioni nel settore privato hanno raggiunto il livello più basso in più di due anni, sollevando preoccupazioni sul fatto che l’incertezza sulla politica commerciale potrebbe pesare sull’economia.
Il Dow Jones sembrava sulla buona strada per il suo quinto giorno di guadagni, finché i deboli dati sull’occupazione non hanno fatto scendere i futures in territorio negativo. Un rapporto della società di elaborazione paghe Adp ha mostrato che le buste paga sono aumentate solo di 37.000 unità nel mese, meno delle 60.000 unità di aprile, riviste al ribasso, e al di sotto delle 110.000 unità previste dagli economisti intervistati dal Dow Jones.
Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 4 giugno.
Alle 15.30 il titolo balza di oltre il 7% dopo che vendite e utili del fornitore di servizi di storage e networking hanno superato le stime degli analisti e l’azienda ha alzato le sue previsioni di profitto, prevedendo di subire un impatto minore sui dazi rispetto a quanto precedentemente previsto e affermando che la maggior parte dei suoi prodotti è conforme all’accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Messico e Canada.
Alle 15.30 le azioni crescono di quasi il 3% dopo che la Federal Reserve ha rimosso il limite massimo di attività, risalente al 2018, sulla banca Wells Fargo con sede a San Francisco. La restrizione normativa aveva limitato la crescita della banca, che al contempo aveva rinnovato la sua governance e la gestione del rischio a seguito di diverse controversie.
Alle 15.30 il titolo perde il 12%. Gli utili del primo trimestre di 5 centesimi per azione, escluse le voci di costo, su un fatturato di 187 milioni di dollari, hanno superato le stime degli analisti di 2 centesimi e 186 milioni di dollari, secondo Lseg. Il titolo era salito del 17% nell’ultimo mese.
Alle 15.30 le azioni registrano un balzo di circa il 12% dopo aver pubblicato utili superiori alle aspettative per il terzo trimestre fiscale e aver riconfermato le previsioni per l’intero anno. Thor ha guadagnato 2,53 dollari per azione su un fatturato di 2,89 miliardi di dollari, mentre gli analisti intervistati da FactSet prevedevano rispettivamente 1,79 e 2,61 miliardi di dollari.
Alle 15.30 il titolo perde circa il 4% dopo aver annunciato che l’utile per azione potrebbe scendere fino al 50% nel trimestre in corso, in parte a causa delle pressioni sui costi derivanti dai dazi. Gli analisti intervistati da FactSet prevedevano un calo dell’utile per azione solo del 2%. (riproduzione riservata)