Secondo i verbali della riunione Federal Reserve del 20-21 dicembre scorso, quasi tutti gli esponenti del Comitato di politica monetaria hanno anticipato che i tassi di interesse saranno tagliati quest'anno, ma qualcuno di loro ha tenuto in considerazione anche la prospettiva di un aumento dei tassi. Insomma, gli esponenti della Fed non sanno cosa fare perché dalla riunione non è uscita nessuna indicazione sulla tempistica sui futuri tagli. Così Wall Street ha chiuso in ribasso: Dow Jones -0,8%, S&P500 -0,8%, Nasdaq -1,2%.
Il petrolio ha chiuso in forte rialzo al Nymex. Il prezzo del contratto future con scadenza febbraio è stato fissato a 72,70 dollari, in aumento del 3,3% rispetto al giorno precedente. A spingere le quotazioni, la chiusura di un campo di produzione in Libia e le crescenti tensioni in Medio Oriente.
Ancora perdite per Wall Street. Alle 20:00 il Dow Jones cede lo 0,4%, l’S&P 500 lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,8%. Sulle borse Usa sono pochi i titoli che riescono a scambiare sopra la parità: tra di loro si distinguono Merck (+2,1%), Chevron (+2%), Verizon (+1,5%) e Walt Disney (+0,9%). Il peggiore di giornata invece è Wallgreens (-2,65%), seguito da Boeing (-2,5%), Caterpillar (-2%) e Nike (-1,6%).
Con gli investitori che si chiedono se le aspettative sui tassi siano eccessive, il rendimento del Treasury decennale supera il 4%, per poi chiudere al 3,92%. Un contesto del genere, al contrario, fa scendere il cambio euro-dollaro a quota 1,0904 (-0,39%). La parte del leone la fa il petrolio, con il Brent e il Wti in rialzo del 3% sempre per i timori sulla domanda dovuti agli attacchi dei ribelli Houthi nel Mar Rosso, rafforzati dall’attentato in Iran alla tomba del generale Soleimani.
Wall Street prosegue la seduta in rosso. Alle 17:30 il Dow Jones cede lo 0,65%, l’S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq lo 0,8%. I mercati attendono con nervosismo i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve per cercare di capire se le aspettative di sei tagli dei tassi nel 2024 sono giustificate o meno.
Eppure i dati macro di giornata offrono degli spunti positivi agli investitori. A novembre le offerte di lavoro sono diminuite a 8,79 milioni (-62 mila rispetto a ottobre). Si tratta del livello più basso da marzo 2021, inferiore anche al consenso (8,85 milioni).
Il dato dovrebbe rassicurare perché meno occupazione significa meno consumi, la prima causa dell’aumento dei prezzi negli Usa. L’economia americana invece sembra reggere. A dicembre l’indice Ism manifatturiero è salito a 47,4 punti dai 46,7 punti di novembre. Anche questa volta il consenso è battuto (47,1 punti).
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,4%, l’S&P 500 lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,6%. Le borse Usa cercano di riprendersi dopo che la prima giornata del 2024 ha visto il listino tecnologico arrivare a perdere anche il 2% per colpa di Apple (leggi sotto). I mercati attendono i dati sull’occupazione dei prossimi giorni e soprattutto aspettano di leggere in serata le minute della Fed per capire se le aspettative sul taglio dei tassi nel 2024 (sei per 150 punti totali) siano davvero troppo esagerate (la banca centrale ne ha indicati solo tre).
Qualche indicazione è già arrivata dal presidente della Federal Reserve di Richmond, Thomas Barkin. Il banchiere ritiene che l’economia Usa sia diretta verso un atterraggio morbido (nessuna o lieve recessione) e che potrebbero arrivare nuove strette se l’inflazione tornerà a correre, anche se l’attuale ciclo di inasprimento monetario dovrebbe essere finito. Barkin non accenna ai tassi, così il cambio euro-dollaro scende a 1,0915 (-0,29%) mentre il rendimento del Treasury decennale sale al 4%. Infine, le tensioni sul Mar Rosso e in Iran spingono ancora il petrolio: il prezzo del Brent e del Wti sale dell’1,7%. Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 3 gennaio.
Alle 15:30 il titolo Apple cede lo 0,3%. Nella prima seduta del 2024 l’azienda di Cupertino ha perso il 3,6% dopo il downgrade di Barclays. Secondo la banca inglese le azioni della Mela pagheranno la debole domanda di prodotti Apple, a cominciare dagli iPhone 15 che non sembrano decollare in Cina.
Alle 15:30 le azioni Moderna perdono il 2%. Il gigante farmaceutico non beneficia della promozione di Oppenheimer, che ha alzato il rating da perform a outperform e assegnato alla società il target price di 142 dollari. Secondo gli analisti Moderna potrebbe lanciare cinque nuovi prodotti entro il 2026 che faranno tornare a crescere le vendite, in sofferenza dalla fine della pandemia.
Alle 15:30 il titolo Walt Disney perde lo 0,2%. Reuters rivela come procede la lotta per il cda del colosso dell’intrattenimento. L’hedge fund attivista Blackwells Capital dovrebbe nominare tre membri. Non ci saranno cambi di rotta perché Blackwells sostiene il lavoro del ceo Bob Iger. Due posti potrebbero andare invece a Trian Fund Management, critico con la linea dell’ad.
Alle 15:30 le azioni Coinbase cedono il 3,6%. La piattaforma di criptovalute paga le disavventure del bitcoin. Il 2 gennaio l’asset digitale aveva sfondato il muro dei 45 mila dollari grazie alle aspettative su una rapida approvazione da parte della Sec di un Etf spot legato alla criptovaluta. Oggi 3 gennaio, invece, indiscrezioni di segno opposto mandano in rosso il bitcoin, che scende a un valore inferiore ai 42.500 dollari. Non un bel regalo nel giorno del compleanno della criptovaluta.
Alle 15:30 il titolo Pgt Innovations salgono del 3,5%. Il produttore di finestre e porte ha ricevuto un’offerta non richiesta da Mitre Brands da 41,5 dollari per azione in contanti. Il problema è che a dicembre Pgt ha accettato la proposta di Masonite International da 41 dollari per azione in contanti e in stock option. Il cda adesso dovrà prendere una scelta complicata e capire se mettere in discussione l’accordo con Masonite. (riproduzione riservata)