Non solo aeronautica, esercito e marina. La cybersicurezza potrebbe diventare il quarto comparto del ministero della Difesa, riconoscendo al dicastero la possibilità di prevenire eventuali sabotaggi della rete infrastrutturale e di condurre operazioni nel cyberspace anche al di fuori di scenari di conflitto armato. È questo il contenuto di un disegno di legge della maggioranza presentato da Nino Minardo (Fi), presidente della Commissione Difesa alla Camera nonché primo firmatario del Ddl.
La proposta consentirebbe ai militari di avere accesso agli elenchi delle reti strategiche, attualmente gestiti da Palazzo Chigi attraverso i servizi in capo al sottosegretario Alfredo Mantovano, ma anche di poter assumere tecnici altamente specializzati a supporto del ministero. Nell’aggiornare le norme vigenti il disegno di legge punta a garantire alle Forze Armate il livello di autonomia operativa necessario per fronteggiare un «dominio sempre più conflittuale».
«Quello cyber è un dominio strategico tanto quanto terra, mare, cielo e spazio, è essenziale e non più procrastinabile un quadro normativo che consenta alla Difesa di operare efficacemente, anche coordinandosi con gli altri attori rilevanti». Questa la premessa del ddl che permette alla Forze Armate di «condurre operazioni digitali con strumenti e garanzie adeguate, rafforzando la capacità di risposta del Paese».
La proposta introduce inoltre «percorsi di formazione specifica in materia di cyber defence negli istituti e nelle scuole militari, così da preparare nuove generazioni di professionisti. Infine, prevede la possibilità di ricorrere, quando necessario, al supporto di competenze tecniche esterne altamente specializzate», sempre sotto il controllo istituzionale e con «procedure di autorizzazione stringenti».
«Questo intervento legislativo», ha spiegato Minardo, «non solo rafforza le capacità operative della Difesa, ma garantisce anche il pieno coinvolgimento del Parlamento. Il ministro della Difesa riferirà periodicamente alle Commissioni competenti della Camera e del Senato e al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, così da assicurare trasparenza e controllo democratico sull’impiego delle Forze Armate nel dominio cibernetico». (riproduzione riservata)