Le borse asiatiche proseguono in cauto rialzo (+0,18% il Nikkei, +0,02% Shanghai, +0,8% Hang Seng, +0,5% il Kospi) ad eccezione dello Szse Component che scivola dello 0,2%. Anche in Asia il sentiment degli investitori resta cauto in attesa della riunione della Federal Reserve di mercoledì, mentre in giornata fari sull’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti del mese di novembre atteso al 3,1%.
In Giappone il Nikkei sale, inoltre, dopo che la Bank of Japan ha sottolineato di non avere la necessità di affrettare la conclusione della sua politica ultra accomondante. Non sembra dunque esserci il rischio nel Paese di una stretta monetaria imminente. In Cina invece, dopo i dati del fine settimana che hanno descritto una scenario deflattivo, si attende un ennesimo intervento del governo di Pechino per cercare ancora una volta di ridare sostegno alla secondo economia più grande al mondo.
Sul fronte macroeconomico, i prezzi alla produzione in Giappone sono aumentati a un ritmo più rapido del previsto a novembre, registrando un aumento dello 0,3% su base annua rispetto all’aumento dello 0,1% previsto dagli economisti. L’aumento dello 0,3% dell’indice dei prezzi aziendali è stato inferiore al dato rivisto dello 0,9% di ottobre e al tasso di crescita più lento registrato da febbraio 2021. Su base mensile, i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,2%, invertendo il calo dello 0,3% di ottobre.
Il valore del mercato azionario indiano ha toccato livelli record superando quello di Hong Kong e diventando il settimo più grande al mondo mentre cresce l’ottimismo sulle prospettive economiche del paese. Alla fine di novembre, secondo i dati della World Federation of Exchanges, la capitalizzazione di mercato totale della Borsa nazionale indiana era di 3.989 trilioni di dollari contro i 3.984 trilioni di dollari di Hong Kong. L’India è stato un mercato eccezionale quest’anno nella regione Asia-Pacifico. L’aumento della liquidità, una maggiore partecipazione interna e il miglioramento delle dinamiche nel contesto macro globale sotto forma di calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro Usa hanno dato impulso ai mercati azionari del paese. (riproduzione riservata)