Le banche europee sono prive di un paracadute pubblico d’emergenza tale da garantire liquidità nelle crisi in modo rapido. Perciò la Bce ha chiesto agli Stati dell’Eurozona nell’ultimo Eurogruppo di «riprendere le discussioni sulla creazione di un backstop pubblico a livello europeo, per garantire che la liquidità sia fornita alle banche soggette a risoluzione in modo tempestivo ed efficiente».
Una banca in crisi ha bisogno di liquidità temporanea per continuare a fornire servizi essenziali, come i pagamenti, mentre l’autorità di risoluzione lavora per stabilizzarla. Inoltre la liquidità d’emergenza può evitare vendite forzate di asset che comportano svalutazioni, riducendo anche il rischio di contagio ad altre banche.
Secondo le procedure europee oggi la liquidità è fornita in gran parte attraverso il Fondo di Risoluzione Ue di 78 miliardi, finanziato dal settore bancario, che può essere usato sia per misure di liquidità che per il rafforzamento patrimoniale. Una seconda difesa sarebbe quella del Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità) che potrebbe raddoppiare le munizioni del Fondo di Risoluzione se la riforma sarà ratificata dall’Italia (unico Paese europeo a non averlo fatto). Infine le banche centrali nazionali possono fornire liquidità d’emergenza (Ela) agli istituti solvibili e con sufficienti garanzie da offrire. In assenza di collaterale adeguato, lo Stato di riferimento della banca in difficoltà può sostenere il salvataggio attraverso garanzie.
In tal senso una garanzia europea come quella proposta dalla Bce avrebbe alcuni benefici. Innanzitutto permetterebbe alle banche con limitato collaterale di accedere alle risorse proteggendo la banca centrale dalle perdite. Inoltre una garanzia europea ridurrebbe il legame banche-Stati perché lo scudo per ogni istituto di credito non sarebbe più legato alle finanze pubbliche del Paese di riferimento della banca in crisi.
«Una banca in risoluzione dovrebbe fare affidamento soprattutto sul finanziamento di mercato per la liquidità», ha osservato la Bce in un documento inviato all’ultimo Eurogruppo, al quale ha partecipato la presidente della Vigilanza Claudia Buch. Tuttavia durante la risoluzione «un backstop pubblico per la liquidità può essere fondamentale per mantenere la fiducia nel processo di risoluzione, come dimostrato da recenti episodi di stress in altre giurisdizioni». Il riferimento della Bce è in particolare al sostegno dei governi e delle banche centrali di Usa e Svizzera nei salvataggi di Svb e Credit Suisse. In entrambi i casi non sono attese perdite di denaro pubblico legate agli interventi.
«Una banca risolta e adeguatamente capitalizzata potrebbe non avere sufficienti garanzie idonee per ottenere liquidità attraverso le operazioni standard di politica monetaria. Dal punto di vista della vigilanza, è importante che una banca di questo tipo non rimanga a rischio di fallimento indotto dalla liquidità», ha sottolineato la Bce. Tuttavia «gli attuali accordi nell’area euro mancano di un efficace meccanismo di backstop del settore pubblico per fornire finanziamenti temporanei di liquidità, contrariamente a quanto suggerito dagli standard internazionali», in particolare quelli del Financial Stability Board. Perciò Francoforte ha chiesto agli Stati di riprendere le discussioni sul backstop pubblico per la liquidità. La Bce, così come la Commissione Ue e il Single Resolution Board, ritiene la liquidità nelle risoluzioni «in molti casi non adeguata» secondo le proposte del Consiglio Ue sul pacchetto Cmdi (Crisis Management Deposit Insurance).
Il documento Bce ha inoltre ribadito la necessità di una garanzia Ue sui depositi (Edis) che «ridurrebbe la vulnerabilità dei sistemi di assicurazione nazionali e il legame tra banche e Stati». In un mercato integrato, secondo la Bce, «la fornitura di servizi transfrontalieri non dovrebbe dipendere dalla forza del sistema nazionale di garanzia dei depositi». Inoltre per Francoforte il calo significativo dei crediti deteriorati nell’ultimo decennio «è un altro presupposto fondamentale per l’Edis che ora è soddisfatto». Intanto secondo Bloomberg la Bce sarebbe pronta ad aumentare l’attenzione sull’esposizione delle banche ai rischi geopolitici. (riproduzione riservata)