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Piazza Affari, perché il Ftse Mib può battere nuovi record: le azioni su cui puntare a settembre
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Piazza Affari, perché il Ftse Mib può battere nuovi record: le azioni su cui puntare a settembre

01 settembre 2026, 13:35 Ultimo aggiornamento: 14:07

L’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,9% ad agosto. Equita, Intermonte e Decalia sim mantengono una visione positiva sull’azionario italiano. I temi e le azioni da cavalcare

Agosto si è chiuso con una performance positiva per i mercati azionari globali (+2,7%; +16% da inizio anno), sostenuti dalla resilienza della crescita e dal recupero del comparto tecnologico. Gli Stati Uniti hanno sovraperformato l’Europa (S&P 500 +3% vs Stoxx 600 +1%), mentre in Italia l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,9% (massimo storico il 7 agosto a 54.041 punti). 

Il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato non peserà sull’azionario

Pur mantenendo alta l’attenzione sull’evoluzione dei rendimenti dei titoli di Stato, in netta ripresa, Equita ritiene contenuto il rischio di una risalita disordinata dei tassi e si attende pertanto una gestione ordinata della curva, con i tassi potenzialmente fonte di volatilità nel breve termine, ma non tali da rappresentare un vento contrario strutturale per l’azionario, la crescita e gli utili.

Maggior dispersione settoriale nei prossimi mesi

Un ulteriore elemento da monitorare è il forte fabbisogno di finanziamento legato agli investimenti AI, con i capex dei principali operatori attesi a 800 miliardi di dollari nel 2026 e a oltre 1,2 trilioni nel 2027. L’allargamento dei credit default swap degli hyperscaler Usa, pur in presenza di spread investment grade ancora contenuti, segnala una selettività in aumento del mercato tra crescita degli investimenti e creazione di valore, senza configurare, secondo Equita, un problema di credito sistemico.

Per cui Equita mantiene una visione «moderatamente positiva» sull’azionario italiano, supportata da crescita economica resiliente, utili societari in crescita, ciclo degli investimenti AI ancora robusto e valutazioni ragionevoli soprattutto in Europa e in Italia: indice Msci Ue +15/+8% anno su anno nel 2026-2027 a 16x-14,7x il multiplo prezzo/utile 2026-2027 e Msci Italia +16/+9% a 14,3x-13x gli utili. «Per i prossimi mesi ci attendiamo una maggior dispersione settoriale e una rotazione progressiva della leadership di mercato. Nel nostro portafoglio raccomandato, il peso dell’investito è rimasto invariato rispetto al mese precedente al 99%», precisa la Sim.

La crescita degli utili attesa

In generale, aggiunge Intermonte, i risultati del secondo trimestre delle società italiane hanno evidenziato un andamento complessivamente positivo. Le stime sono state riviste al rialzo per il 40% delle società (nel 15% dei casi con rialzi dell'utile per azione 2026 superiori al 5%). La crescita degli utili è stimata a +13,6% nel 2026 e +6,5% nel 2027.

Quindi «manteniamo una view costruttiva sull'azionario, in ragione dell'andamento ancora positivo delle stime e delle valutazioni nel complesso ragionevoli per il mercato italiano», conferma Intermonte che preferisce titoli e settori che presentano valutazioni ragionevoli e che sono stati penalizzati dalle preoccupazioni eccessive sulle prospettive di crescita. «A livello settoriale confermiamo una visione positiva su healthcare, finanziari e selettiva invece su industriali e consumer. Mentre il settore delle utility ci sembra tornato a livelli interessanti, ma soffre dell'incertezza sull'andamento dei tassi», avverte la sim.

D’altra parte, osserva Edoardo Proverbio, responsabile area investimenti di Decalia Sim, il forte recupero dell’azionario italiano avvenuto negli ultimi anni non è stato semplicemente un re-rating speculativo, ma è stato accompagnato dai fondamentali con un miglioramento strutturale del rischio Paese, evidente nel restringimento degli spread sui titoli di Stato decennali, una trasformazione e il consolidamento delle banche, settore storicamente problematico e ora punto di forza, e soprattutto da una crescita degli utili superiore a quella europea.

I temi e le azioni da cavalcare

«L'Italia viene spesso vista come un mercato «old economy», ma a nostro avviso proprio la composizione settoriale dell’indice è diventata oggi un vantaggio relativo, perché esposta a diversi trend in atto», afferma Proverbio. «C’è infatti un peso elevato di titoli finanziari, utility e infrastrutture, settori che stanno beneficiando dell'attuale ciclo, mentre è bassa l’esposizione ad alcuni comparti che affrontano problemi strutturali, come l’automotive».

Inoltre, parecchie società hanno oggi un business molto più globale che italiano e l'Italia dispone di una serie di leader di nicchia perfettamente esposti ai grandi trend globali. Ad esempio, il tema dell’elettrificazione e dell’AI infrastructure favorisce STMicroelectronics e Technoprobe nei semiconduttori, Prysmian nei cavi, Cembre nei connettori e Lu-Ve nel raffreddamento dei data center. Il tema della difesa e aerospazio è ben rappresentato da Leonardo, Fincantieri e Avio, oltre a small cap come Officina Stellare o CY4gate, indica Proverbio.

«Gran parte della normalizzazione dei multipli valutativi è già avvenuta, il mercato italiano non è caro, ma nemmeno più economico. Il proseguimento del rialzo dev’essere sostenuto dalla conferma della crescita degli utili, da dividend yield/buyback adeguati, da nuove operazioni di m&a e da un’ulteriore normalizzazione dei flussi internazionali. Infatti, gli investitori internazionali sono ancora sottopesati sull’Italia», precisa l'esperto di Decalia Sim le cui convinzioni maggiori nel medio/lungo termine sono su società di qualità esposte a trend globali, come Prysmian, leader mondiale nei cavi, che beneficia contemporaneamente di reti elettriche, interconnector, offshore wind e data center, oppure Sol, attiva nel settore del gas, sia nell’industriale sia nell’healthcare, che unisce ricavi ricorrenti e un business difensivo, con crescita elevata.

Senza dimenticare il settore bancario, cresciuto in modo sensazionale negli ultimi anni (oltre +300% negli ultimi tre anni), «rimane ancora attraente, grazie alla redditività, favorita da crescita del pil, ma tassi ancora elevati, capital return e consolidamento del settore».

I rischi da non sottovalutare

I principali rischi restano la possibile delusione sulla monetizzazione degli investimenti AI e la permanenza di tensioni energetiche legate al Medio Oriente/conflitto Russia-Ucraina. Inoltre nei prossimi mesi tornerà sotto i riflettori il tema dei cicli elettorali: oltre alle elezioni di Mid Term in Usa a inizio novembre, il 2027 sarà scandito da elezioni rilevanti come le presidenziali francesi (aprile 2027) e parlamentari in Italia (primavera o autunno 2027).

Non solo. «L'Italia non è più estremamente economica. Se gli utili smettessero di crescere, sarebbe molto più difficile giustificare ulteriori rialzi. senza contare che la riduzione del rischio Paese è stata fondamentale per il re-rating, quindi attenzione in caso di nuovo aumento importante dello spread Btp-Bund, in particolare avvicinandosi alle prossime elezioni», avverte Proverbio. E il peso elevato dei finanziari «è contemporaneamente un vantaggio e un rischio. A questo l’esperto aggiunge la possibile riduzione dell'universo quotato e la liquidità delle mid e small cap.

Dalle mid e small cap segnali rassicuranti

A questo proposito il primo semestre delle mid e small cap italiane, secondo Mediobanca Reserach, è stato «rassicurante nonostante le tensioni geopolitiche persistenti. I risultati hanno evidenziato la prosecuzione del trend complessivamente positivo osservato nel primo trimestre, sostenuto dalle solide performance di alcuni verticali chiave, quali AI e Data Center, infrastrutture energetiche ed elettrificazione. A livello settoriale le mid cap industriali hanno registrato un andamento positivo delle vendite organiche, sostenuto dall’Europa e dagli Stati Uniti, con un contributo più eterogeneo dalle aree Apac e Medio Oriente. I portafogli ordini relativi a commesse a ciclo breve sono risultati in leggero aumento su base annua, ma l’incremento dei costi logistici e del carburante è stato indicato come un fattore di pressione per il secondo semestre».

Nel settore dei consumi, continua Mediobanca Research, le Pmi hanno evidenziato un ritmo di crescita solido, ma la fragilità della domanda limita la visibilità sul secondo semestre; nel Digital Transformation sono emersi ulteriori segnali di accelerazione, accompagnati da indicazioni positive sulle aspettative per il secondo semestre, mentre tra i tecnologici e i semiconduttori l’adozione di soluzioni basate sull’AI ha sostenuto fortemente il momentum, migliorando al contempo le prospettive commerciali. Infine nel comparto legato all’efficienza energetica Hvac (riscaldamento, ventilazione e condizionamento) e refrigerazione hanno mantenuto un ritmo di crescita organica solido, mentre i Data Center, soprattutto negli Stati Uniti, e le pompe di calore continuano a rappresentare i principali driver delle aspettative di crescita future. (riproduzione riservata)



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