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Borse oggi in diretta | Ftse Mib cauto, pesano le banche e Fincantieri -1,5%. Sell-off sui titoli di Stato: a settembre 25 miliardi di nuove emissioni | IL VIDEO

01 settembre 2026, 07:25 Ultimo aggiornamento: 09:20

Petrolio Brent oltre 91 dollari al barile: Trump ha promesso ulteriori attacchi contro l’Iran. Deludono le vendite al dettaglio in Germania. Lo spread con il Bund sale a 85 punti base. Vendite su Prysmian, meglio i titoli oil e Icop

  • Ore 07:35 Europa attesa in calo, vendite sui bond globali. Rehn (Bce): inflazione ancora alta

Borse europee contrastate in avvio di seduta. Nonostante i futures Usa poco mossi, il Dax perde lo 0,56%, il Cac40 sale dello 0,24%, il Ftse100 cala dello 0,28% e il Ftse Mib dello 0,04% a quota 52.589 punti con i prezzi del petrolio ancora in rialzo. Dopo aver segnato un +2,5% il 31 agosto, le quotazioni del greggio estendono il rialzo (future sul Brent +3,25% a 91,24 dollari al barile) in seguito alla ripresa delle operazioni militari tra Stati Uniti e Iran che riaccendono i timori per possibili interruzioni delle forniture globali, con il conflitto entrato nel suo sesto mese.

Trump ha promesso ulteriori attacchi contro l’Iran

Il presidente statunitense, Donald Trump, ha promesso ulteriori attacchi contro Teheran dopo il primo confronto a fuoco diretto tra i due Paesi nell'arco di un mese, mentre il conflitto, che negli ultimi tempi si era in gran parte trasformato in uno scontro sul piano economico, rischia ora di degenerare nuovamente in guerra aperta. L’Iran ha infatti lanciato missili contro due basi aeree statunitensi in Giordania in risposta a un attacco Usa contro l'isola iraniana di Larak. Washington ha affermato di aver colpito sull'isola lanciatori iraniani che stavano disseminando mine nello Stretto di Hormuz.

Sell-off sui titoli di Stato: a settembre 25 miliardi di nuove emissioni

Prosegue il sell-off sui titoli di Stato con il rendimento del Treasury Usa 10 anni al 4,77% e quello del Btp stessa scadenza al 4,18%, il massimo da novembre 2023. Lo spread con il Bund sale a quota 85,8 punti base. I tassi lunghi francesi e tedeschi hanno toccato nuovi massimi da oltre 15 anni, con gli investitori che continuano a monitorare l’offerta di debito di entrambi i Paesi, mentre la Germania aumenta nettamente la spesa per infrastrutture e difesa e la Francia si prepara alla battaglia per il bilancio.

Proprio sul primario si attivano la Germania con il Bobl ottobre 2031, cedola 2,9%, riaperto per 5,5 miliardi di euro, e la Spagna che mette a disposizione fino a 6,5 miliardi complessivi in titoli di Stato a 6 mesi e a un anno. Secondo i calcoli degli esperti di Unicredit, la settimana dovrebbe totalizzare un'offerta euro da calendario intorno a 25 miliardi. Quanto all'Italia, il mese di settembre, sempre secondo gli esperti di Unicredit, dovrebbe vedere l'emissione in asta di un nuovo Btp a 5 anni e possibili operazioni sindacate nell'area 20-30 anni.

Deludono le vendite al dettaglio in Germania

Sul mercato valutario, l'euro/dollaro tratta a 1,1601, in calo dello 0,13% rispetto alla vigilia. Le vendite al dettaglio in Germania sono diminuite del 3,4% su base mensile a luglio, dopo il dato invariato di giugno. La lettura ha deluso il consenso degli economisti che avevano previsto un aumento dello 0,4% mese su mese. Invece, su base annua, le vendite al dettaglio tedesche sono diminuite del 2,5% rispetto all'aumento dello 0,6% registrato in precedenza.

A Milano male Fincantieri, Leonardo e Prysmian, meglio i titoli oil e Icop

Sul listino milanese con il caro petrolio salgono i titoli oil come Saipem (+0,33%), che si è aggiudicata un contratto di servizi di ingegneria per il progetto di combustibili sintetici su scala commerciale di Synhelion in Germania, Tenaris (+0,96%) ed Eni (+1,16%) che insieme alle compagnie Usa Chevron e Ge Vernova Gev.n, l'indiana Ongc e la colombiana GeoPark è vicina alla firma di accordi definitivi in Venezuela, dopo mesi di negoziati volti a concretizzare progetti energetici nel Paese membro dell’Opec.

Vendite, viceversa, su Fincantieri (-1,5%) e Leonardo (-0,66%), questo anche se la compagnia aerea regionale indiana Fly91 sarebbe vicina a ordinare almeno 20 velivoli turboelica del costruttore franco-italiano Atr, nell'ambito di un piano di espansione della propria flotta. Il consorzio aeronautico Atr è composto al 50% da Airbus e al 50% da Leonardo.

E se Jefferies ha tagliato il target price su Prysmian (-0,92% a 119,1 euro) da 180 a 164 euro (rating buy), la casa automobilistica cinese Byd si sarebbe informata sulla possibilità di rilevare lo stabilimento Stellantis (-0,12% a 4,75 euro), attualmente inattivo, nella periferia di Toronto. Stellantis stava riconvertendo l'impianto per la produzione della Jeep Compass, ma l'azienda ha interrotto il progetto lo scorso anno a seguito dell'introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti sulle auto straniere. Ad aprile Stellantis stava discutendo con il partner Leapmotor diverse opzioni per la produzione di veicoli elettrici in Canada.

Tra le banche Moody's ha assegnato a Ucbr, la filiale rumena di Unicredit (-0,26% a 83,92 euro), per la prima volta il rating Baa1 con un outlook negativo. Il rating riflette gli elevati rischi patrimoniali derivanti dall'alta quota di prestiti concessi alle imprese rumene, incorpora inoltre il profilo di finanziamento della banca basato sui depositi, nonché la sua dipendenza da depositi societari e in valuta estera meno stabili. Il coefficiente Cet1 del 21,3% è superiore di oltre otto punti percentuali al minimo richiesto.

Il rapporto tra crediti deteriorati e crediti lordi era pari al 3,8% a fine 2025. Il rischio patrimoniale è elevato a causa dell'alta quota di prestiti concessi alle imprese rumene e di una maggior esposizione rispetto ai concorrenti ai prestiti in valuta estera. L'esposizione verso le imprese, inclusi i contratti di leasing, rappresentava il 62% dei prestiti lordi, mentre i mutui ipotecari il 25% e i micro crediti non garantiti al consumo e al dettaglio il 13% dei prestiti lordi a fine 2025.

Infine, si fa presente che nel caso di Icop (+1,32% a 30,6 euro) Borsa Italiana ha autorizzato la quotazione su Euronext Milan, con il trasferimento da Euronext Growth Milan. L'operazione resta subordinata all'approvazione del prospetto informativo da parte della Consob e rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita della società.

Ore 07:35 Europa attesa in calo, vendite sui bond globali. Rehn (Bce): inflazione ancora alta

Borse europee attese in calo (-0,28% il future sull’Eurostoxx50) mentre le vendite spingono i rendimenti dei titoli di Stato globali a nuovi massimi, poiché la ripresa dei combattimenti in Medio Oriente fa salire i prezzi del petrolio oltre i 91 dollari al barile (+3,45% il future sul Brent) e aumentare i timori di inflazione.

Vendite suoi bond globali

Un fattore negativo per le obbligazioni, proprio mentre il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha ridefinito le aspettative sulle prospettive economiche. Allo stesso tempo, l’incremento vertiginoso del debito sovrano sta spingendo gli investitori a richiedere premi più elevati per i prestiti. I futures Usa viaggiano poco sotto la parità.

Il decennale giapponese ha toccato il 3% per la prima volta dal 1996. Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni ha raggiunto il livello più alto dall’inizio del 2025 al 4,78%, quello del Btp stessa scadenza sale al 4,16%, mentre quello sul debito francese e tedesco prolungano le vendite che in precedenza hanno spinto i rendimenti ai massimi degli ultimi 15 anni.

«La politica monetaria restrittiva, i rinnovati rischi geopolitici e inflazionistici e le crescenti preoccupazioni di natura fiscale stanno convergendo per mantenere la pressione al rialzo sui premi a termine globali e sui rendimenti a lungo termine», sottolinea Wee Khoon Chong, strategist macroeconomico di Bny.

Rehn (Bce): inflazione ancora alta

Il conflitto in Medio Oriente ha reso precarie le prospettive per l’energia e l’inflazione, mentre gli operatori si preparano a rialzi dei tassi nel breve termine. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato ulteriori attacchi contro l’Iran dopo il primo scontro a fuoco in un mese, mentre l’intensificarsi dei combattimenti tra Russia e Ucraina ha portato i prezzi del grano ai massimi degli ultimi tre anni.

Il membro del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, Olli Rehn, ha avvertito che un conflitto prolungato in Medio Oriente potrebbe mantenere l’inflazione dell’area euro su livelli elevati, secondo un’intervista rilasciata al Financial Times. «Non dobbiamo mostrare alcun compiacimento di fronte a queste pressioni inflazionistiche», ha dichiarato Rehn, governatore della Banca di Finlandia, citando l’aumento dei prezzi dell’energia e la quasi completa chiusura dello Stretto di Hormuz.

Rehn ha aggiunto che le aspettative dei mercati riguardo a un aumento dei tassi della Bce nella riunione del 10 settembre sono «comprensibili», pur senza arrivare a sostenere esplicitamente una decisione in tal senso. Comunque le successive decisioni di politica monetaria verranno prese riunione per riunione, alla luce dell’incertezza geopolitica.

Focus sull’inflazione dell’Eurozona e dell’Italia

L’euro scende dello 0,09% a 1,1606 dollari e lo yen cade a 159,879 per dollaro. Alle 8 sono in agenda le vendite al dettaglio a luglio della Germania. Alle 10 il pil del secondo trimestre dell’Italia e il Pmi manifatturiero finale ad agosto dell’Eurozona. Alle 10:30 il tasso di disoccupazione a luglio dell’Italia e dell’Eurozona per poi passare alle 11 all’inflazione preliminare di agosto sia dell’Italia sia dell’Eurozona, importante in chiave Bce. Invece, dagli Stati Uniti alle 14:55 arriva l’indice settimanale Redbook, alle 15:45 il Pmi manifatturiero finale di agosto, alle 16 l’indice Ism manifatturiero ad agosto e la spesa in costruzioni a luglio.

A Milano occhio a Saipem, Tenaris, Eni, Leonardo, Prysmian, Stellantis, Unicredit e Icop

Sul listino milanese con il caro petrolio attenzione ai titoli oil come Saipem, che si è aggiudicata un contratto di servizi di ingegneria per il progetto di combustibili sintetici su scala commerciale di Synhelion in Germania, Tenaris ed Eni che insieme alle compagnie Usa Chevron e Ge Vernova Gev.n, l'indiana Ongc e la colombiana GeoPark è vicina alla firma di accordi definitivi in Venezuela, dopo mesi di negoziati volti a concretizzare progetti energetici nel Paese membro dell’Opec.

Da monitorare anche Leonardo perché la compagnia aerea regionale indiana Fly91 sarebbe vicina a ordinare almeno 20 velivoli turboelica del costruttore franco-italiano Atr, nell'ambito di un piano di espansione della propria flotta. Il consorzio aeronautico Atr è composto al 50% da Airbus e al 50% da Leonardo.

E se Jefferies ha tagliato il target price su Prysmian da 180 a 164 euro (rating buy), la casa automobilistica cinese Byd si sarebbe informata sulla possibilità di rilevare lo stabilimento Stellantis, attualmente inattivo, nella periferia di Toronto. Stellantis stava riconvertendo l'impianto per la produzione della Jeep Compass, ma l'azienda ha interrotto il progetto lo scorso anno a seguito dell'introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti sulle auto straniere. Ad aprile Stellantis stava discutendo con il partner Leapmotor diverse opzioni per la produzione di veicoli elettrici in Canada.

Tra le banche Moody's ha assegnato a Ucbr, la filiale rumena di Unicredit, per la prima volta il rating Baa1 con un outlook negativo. Il rating riflette gli elevati rischi patrimoniali derivanti dall'alta quota di prestiti concessi alle imprese rumene, incorpora inoltre il profilo di finanziamento della banca basato sui depositi, nonché la sua dipendenza da depositi societari e in valuta estera meno stabili. Il coefficiente Cet1 del 21,3% è superiore di oltre otto punti percentuali al minimo richiesto.

Il rapporto tra crediti deteriorati e crediti lordi era pari al 3,8% a fine 2025. Il rischio patrimoniale è elevato a causa dell'alta quota di prestiti concessi alle imprese rumene e di una maggior esposizione rispetto ai concorrenti ai prestiti in valuta estera. L'esposizione verso le imprese, inclusi i contratti di leasing, rappresentava il 62% dei prestiti lordi, mentre i mutui ipotecari il 25% e i micro crediti non garantiti al consumo e al dettaglio il 13% dei prestiti lordi a fine 2025.

Infine, si fa presente che nel caso di Icop Borsa Italiana ha autorizzato la quotazione su Euronext Milan, con il trasferimento da Euronext Growth Milan. L'operazione resta subordinata all'approvazione del prospetto informativo da parte della Consob e rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita della società.

(riproduzione riservata)



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