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Ikea taglia i prezzi in Italia: ribassi fino al 29% su centinaia di prodotti per rilanciare i consumi
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Ikea taglia i prezzi in Italia: ribassi fino al 29% su centinaia di prodotti per rilanciare i consumi

di Giusy Iorlano
01 settembre 2026, 12:29 Ultimo aggiornamento: 12:30

Dal primo settembre ribassi medi del 22% su centinaia di prodotti. Kallax scende fino al 29%, Bestå del 26%. La nuova politica di convenienza arriva dopo un esercizio difficile per il gruppo, con utili in calo e consumi ancora deboli

Ikea taglia i prezzi in Europa e l’Italia è tra i mercati dove la riduzione sarà più consistente. Dal primo settembre il gruppo svedese ha, infatti, avviato una nuova tornata di ribassi su centinaia di prodotti, con un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro da parte di Ingka Group, degli altri franchising Ikea e di Inter Ikea Group.

La multinazionale svedese dell’arredamento ha annunciato di voler ridurre fino al 28% i prezzi di circa 1.500 prodotti nel Vecchio Continente per fidelizzare una clientela colpita dall’aumento del costo della vita.

È la seconda volta in due anni che il colosso dei mobili da montare abbassa i prezzi, nonostante le ripercussioni sul fatturato e sugli utili registrati nell’ultimo esercizio.

«Abbiamo un impegno a lungo termine volto a ridurre i prezzi per i nostri clienti», ha dichiarato all’Afp Jakub Jankowski, amministratore delegato di Inter Ikea Group, la holding con sede in Olanda che controlla Ikea.

«I fornitori non subiranno alcuna pressione sui costi a causa di (questa decisione, ndr)», ha assicurato, sottolineando che «è molto probabile che, se vendiamo di più, i fornitori producano di più».

I prodotti che costeranno di meno

L’iniziativa riguarda prodotti popolari e iconici come le soluzioni di stoccaggio Kallax, il daybed Hemnes e la poltrona Poäng, con riduzioni medie comprese tra il 15% e il 25%, variabili in base al mercato.

La Germania, principale mercato del gruppo per fatturato, vedrà oltre 1.500 prodotti ridotti mediamente del 20%. Tra questi il mobile tv Bestå, che scende del 27%, e i prodotti per la cucina Ikea 365+, con ribassi fino al 24%. Nel Regno Unito saranno invece centinaia gli articoli interessati, con riduzioni fino al 28% per la libreria Billy e del 24% per la soluzione contenitore Trofast.

In Italia prezzi giù del 22%

È però in Italia che la politica di prezzo assume particolare rilevanza. Ikea fa sapere che nel nostro Paese i prezzi di centinaia di prodotti sono stati ridotti in media del 22%. Le soluzioni Kallax registrano ribassi fino al 29%, mentre i telai Bestå scendono in media del 26%.

La nuova offensiva sui prezzi arriva dopo una prima fase di riduzioni che aveva già sostenuto i volumi. L’obiettivo del gruppo è continuare a rendere l’arredamento accessibile in una fase in cui l’aumento del costo della vita sta comprimendo il reddito disponibile delle famiglie e rinviando gli acquisti considerati non essenziali come arredamento, ristrutturazioni domestiche e complementi per la casa.

La scelta di intervenire sui prezzi in Italia assume peso anche alla luce delle dimensioni del mercato. Ikea ha generato nel 2025 2,2 miliardi di euro di ricavi lungo lo Stivale che si conferma il quinto mercato dopo Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Francia.

Il peso industriale dell’Italia

L’Italia è strategica anche per la supply chain. È il terzo fornitore di Ikea dopo Cina e Polonia e ospita a Piacenza il secondo centro logistico Ikea più grande d'Europa, con circa 300 mila metri quadrati di superficie e 370 mila metri cubi di merci.

Nel periodo fiscale 2024-2026 il gruppo ha inoltre investito in Italia circa 80 milioni di euro nelle nuove aperture, oltre 95 milioni nell’ammodernamento dei punti vendita e 20 milioni in 400 veicoli elettrici per le consegne a domicilio.

La rete comprende 20 grandi negozi, due small store e 28 Plan and Order Point. Nel 2026 sono state previste circa dieci nuove aperture di quest’ultimo formato, mentre per gli esercizi 2027-2028 sono programmati oltre 20 nuovi touchpoint sul territorio italiano.

L’investimento globale e il piano di riorganizzazione

La manovra della multinazionale non si limita, però, solo all’Europa. Ingka Group, il principale retailer Ikea, ha annunciato anche 70 milioni di euro di investimenti per contribuire a compensare le pressioni legate all’inflazione e ai cambi valutari in Asia e Nord America, mantenendo i prezzi il più possibile accessibili anche in questi mercati.

La politica di prezzo arriva in una fase delicata per i conti. Nell’esercizio fiscale 2024-2025 Inter Ikea ha registrato 44,6 miliardi di euro di fatturato, in calo dell’1%, mentre l’utile netto è sceso del 32% a 1,5 miliardi. Le riduzioni di prezzo introdotte per sostenere le vendite hanno contribuito alla contrazione della redditività.

Una politica di prezzo che si inserisce, però, anche in un più ampio piano di riorganizzazione dei costi. A maggio scorso Inter Ikea ha annunciato circa 850 esuberi a livello globale, nell’ambito di una revisione della struttura organizzativa destinata a rendere il gruppo meno complesso e frammentato. Una decisione arrivata in una fase definita dal gruppo «più instabile e imprevedibile», caratterizzata da consumi in rallentamento, inflazione ancora elevata e pressione sui costi.

I tagli riguardano principalmente le funzioni amministrative e corporate. In Svezia, storico centro delle attività del gruppo, previste circa 300 uscite, pari a una parte significativa della riduzione complessiva. Il piano si aggiunge alla precedente riorganizzazione avviata da Ingka Group che aveva previsto circa 800 riduzioni di organico nelle strutture centrali tra Svezia e Paesi Bassi.

L’Italia non è coinvolta dal piano di Inter Ikea, secondo quanto precisato dalla stessa Ikea Italia: sul mercato italiano opera infatti Ikea Italia Retail, società distinta che gestisce la rete commerciale e distributiva. (riproduzione riservata)



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