Buone notizie per Novartis sul fronte della sclerosi multipla, con il farmaco sperimentale Remibrutinib che centra gli obiettivi nei due studi clinici di fase avanzata e rafforza le chance di diventare una nuova terapia orale per la malattia. Il mercato festeggia il risultato: il titolo del colosso farmaceutico svizzero il 1° settembre guadagna il 3,75% a 127,88 franchi svizzeri alla borsa di Zurigo, dopo essere arrivato a segnare il rialzo intraday più alto dall’aprile 2025 fino a un top a 130,14 franchi.
Secondo quanto dichiarato martedì 1° settembre da Novartis, gli studi hanno dimostrato che i pazienti trattati con Remibrutinib, un inibitore orale della tirosina chinasi di Bruton (Btk), hanno registrato un numero inferiore di ricadute e di lesioni cerebrali rispetto a quelli trattati con Teriflunomide, senza evidenziare segnali di tossicità a carico del fegato.
Remibrutinib potrebbe consentire al gigante farmaceutico di offrire un nuovo trattamento orale per la sclerosi multipla e rappresentare un’evoluzione del Kesimpta, anticorpo monoclonale sviluppato da Novartis per il trattamento della sclerosi multipla recidivante.
Il risultato rafforza, inoltre, le prospettive degli inibitori della Btk, una classe di farmaci progettata per ridurre l’attività dannosa del sistema immunitario associata alla malattia, dopo che farmaci simili sviluppati da Sanofi e Merck non sono riusciti a dimostrare una maggior efficacia rispetto al Teriflunomide nel ridurre le ricadute negli studi clinici di fase avanzata. Il farmaco potrebbe, infine, aumentare la concorrenza soprattutto con la rivale svizzera, Roche.
Novartis prevede di richiedere l’autorizzazione alla commercializzazione a livello globale del Remibrutinib per il trattamento della sclerosi multipla. I risultati dettagliati degli studi saranno presentati nel corso di un congresso medico che si terrà a Toronto entro la fine dell’anno. Attualmente gli analisti di Ubs stimano una probabilità di successo del 50% per il Remibrutinib con vendite al picco previste a 4,5 miliardi di dollari.
«Se il Remibrutinib dimostrasse la superiorità sull’endpoint primario relativo alle ricadute, supportata dal beneficio sulle lesioni rilevate alla risonanza magnetica, verrebbe considerato un trattamento altamente efficace e un passo avanti rispetto alle terapie orali attualmente disponibili, come i modulatori S1P, il Dimetilfumarato e Aubagio, che sono generalmente considerati farmaci di efficacia simile», affermano gli analisti di Ubs.
Sebbene Remibrutinib sia già disponibile per le indicazioni immunologiche con il marchio Rhapsido, «ci aspettiamo che Novartis richieda un marchio commerciale distinto per le dosi più elevate utilizzate in neurologia. E un prezzo decisamente più elevato nel segmento delle neuroscienze, in linea con quello dei farmaci comparabili della stessa classe terapeutica», precisano a Ubs.
Al contempo, considerata l’infrastruttura commerciale già consolidata da Novartis nella sclerosi multipla grazie a Kesimpta, gli esperti della banca d’affari ritengono che Remibrutinib per la sclerosi multipla possa generare rapidamente, dopo il lancio, un contributo ai margini superiore alla media del gruppo.
Invece, quanto emerso su un altro fronte: Novartis ha sospeso alla fine di agosto otto studi clinici su una terapia cellulare sperimentale, denominata Rap-cel (un tipo di terapia Car-T che modifica le cellule immunitarie del paziente affinché riconoscano e distruggano specifiche cellule bersaglio), destinata al trattamento di disturbi autoimmuni e neurologici, in seguito al decesso di tre pazienti, non preoccupa gli analisti di Ubs.
«Sebbene la terapia Car-T fosse considerata un programma potenzialmente importante per le indicazioni immunologiche refrattarie ai trattamenti, avevamo adottato un atteggiamento prudente a causa dell’elevato profilo di rischio associato all’impiego di questa terapia in ambito immunologico», continuano gli analisti di Ubs, ipotizzando una probabilità del 20% che la terapia Car-T, nelle indicazioni immunologiche, raggiunga vendite al picco pari a 2 miliardi di dollari.
Nonostante la buona notizia sul Remibrutinib, dopo il rally del titolo Novartis in un anno (+21,8%), gli esperti di Ubs hanno confermato sull’azione il giudizio cauto neutral con un prezzo obiettivo sotto la quotazione attuale a 116 franchi svizzeri.
Separtamente Novartis ha annunciato la nomina di Federico Mambretti a Country President per l’Italia, con effetto da oggi, 1° settembre. Guiderà l’organizzazione italiana dopo un’esperienza internazionale. «La nomina di Mambretti arriva in un momento cruciale, in cui innovazione, ricerca e capacità di attrarre investimenti rappresentano leve decisive per il futuro della salute e della crescita del sistema Paese», si legge nel comunicato del gruppo.
Mambretti, che succede a Valentino Confalone (ha guidato Novartis Italia negli ultimi quattro anni), porta nel nuovo ruolo un’esperienza ampia e diversificata, maturata in differenti mercati, settori e aree terapeutiche. Nel suo più recente incarico ha guidato Novartis in Belgio e Lussemburgo. E il suo percorso comprende esperienze nel settore farmaceutico, medtech, consumer e nella consulenza manageriale.
«Tornare in Italia significa tornare alle mie radici e a un sistema sanitario che conosco e rispetto profondamente. Assumo questo incarico in un momento cruciale per l’innovazione in sanità, con l’impegno di rendere i nostri trattamenti sempre più accessibili ai pazienti italiani in modo equo e tempestivo», ha sottolineato Mambretti. La sua priorità è rafforzare la collaborazione con istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti, «affinché il valore dell'innovazione possa tradursi sempre più rapidamente in benefici concreti per i pazienti e per il sistema salute», ha spiegato. (riproduzione riservata)