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Mairead McGuinness
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L’Ue propone stress test sulle banche ombra. Il settore vale 42.900 miliardi di euro

22 maggio 2024, 21:45

La Commissione Europea chiede esami coordinati a livello di sistema. L’obiettivo è migliorare la capacità di individuare vulnerabilità. I rischi del comparto riguardano disallineamenti di liquidità, leva eccessiva e interconnessioni nascoste con le banche. Esma e Bce: più vigilanza sui mercati a livello Ue

La Commissione Ue propone stress test sul settore finanziario non bancario (noto come shadow banking o Nbfi, Non-Bank Financial Intermediation). Così secondo Bruxelles sarebbero monitorati meglio i rischi di un comparto meno regolamentato di quello bancario. Gli stress test sono esami finalizzati a verificare la resistenza delle società in scenari avversi. Gli esami sono diventati da anni una prassi consolidata per gli istituti di credito.

«Dobbiamo fare un passo avanti e valutare in modo più completo come sono affrontati i rischi sistemici emergenti in un settore così diversificato come quello Nbfi», ha detto ieri Mairead McGuinness, la commissaria Ue per i Servizi finanziari, in un convegno a Bruxelles nel quale è stata presentata una consultazione Ue sul settore.

La proposta della Commissione Ue

«Gli stress test potrebbero aiutare a valutare la resilienza delle società non bancarie agli shock», ha detto McGuinness. Per essere efficaci, ha aggiunto, le prove dovrebbero essere condotte «in modo coordinato e a livello di sistema».

Inoltre gli esami dovrebbero coinvolgere «tutte le autorità competenti del mondo bancario e non bancario e considerare tutti i possibili amplificatori del rischio sistemico, come i disallineamenti di liquidità e la leva finanziaria eccessiva».

Un esercizio a livello di sistema, secondo la Commissione Ue, potrebbe migliorare la gestione del rischio degli operatori, colmare le lacune di dati e affinare la capacità delle autorità di individuare vulnerabilità. McGuinness ha comunque precisato che un eventuale stress test dovrebbe «ridurre al minimo l’onere amministrativo per gli operatori».

Il settore dello shadow banking

Il settore Nbfi è un grande contenitore dentro cui ci sono società finanziarie molto diverse: include per esempio entità regolate come fondi di investimento e compagnie di assicurazione, ma anche società non regolate come i family office.

Nel terzo trimestre 2023 il comparto degli intermediari non bancari valeva 42.900 miliardi di euro (il 41% delle attività finanziarie totali Ue), mentre gli asset delle banche ammontavano a 38 mila miliardi di euro (36%, mentre la quota restante è quella relativa alle banche centrali).

I rischi

Un problema chiave riguarda le interconnessioni nascoste tra Nbfi e banche. Le difficoltà delle shadow bank possono colpire anche gli istituti di credito tradizionali, come si è visto nel caso Archegos.

Un recente rapporto della Commissione ha individuato anche altri pericoli del settore Nbfi, come i disallineamenti strutturali di liquidità, l’accumulo di una leva finanziaria eccessiva e la mancanza di coordinamento tra Paesi Ue.

Attraverso la consultazione appena lanciata Bruxelles vuole anche capire l’efficacia delle regole esistenti. Inoltre l’Ue vuole rafforzare la regolamentazione dei fondi del mercato monetario. Queste materie saranno affrontate nella prossima legislatura europea.

Le proposte Consob

Nelle scorse settimane la Consob e le autorità dei mercati di altri tre Paesi (Spagna, Francia e Austria) hanno indicato la necessità di stress test per il comparto Nbfi e hanno presentato altre proposte congiunte: gli organismi hanno chiesto di garantire un maggiore utilizzo degli strumenti di gestione della liquidità nei fondi aperti, di vietare la contabilizzazione a costi ammortizzati dei fondi monetari, di avere un approccio di vigilanza consolidato per i gruppi di gestione patrimoniale transfrontalieri e infine di creare un data hub condiviso dalle autorità di vigilanza dei mercati e dalle banche centrali.

Esma e Bce: più vigilanza a livello europeo

In questa direzione sono andati anche i rilievi indicati ieri dell’Esma sull’Unione dei Mercati di Capitale. L’autorità Ue per i mercati ha suggerito di accentrare più poteri a livello europeo, per esempio riguardo alla supervisione delle infrastrutture di mercato e dei fornitori di servizi sulle criptoattività.

Anche la presidente Bce Christine Lagarde, ieri in Irlanda assieme al consiglio direttivo per il ritiro annuale della banca centrale, ha proposto di affidare più poteri all’Esma. (riproduzione riservata)



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