Il quadro geopolitico e macroeconomico che rimane difficile non risparmia l'Italia ma le prospettive potrebbero essere molto peggiori. La legge di bilancio, ad esempio, quest'anno non imporrà sacrifici agli italiani nonostante imprevisti come l'intensificarsi dello sforzo bellico in Ucraina e la politica commerciale dell'amministrazione Trump. È così che il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha aperto il suo intervento nell'ambito della terza giornata del Forum Teha di Cernobbio domenica 7.
"Diversamente da quello a cui eravamo abituati negli anni scorsi, per tanti, tanti anni, la legge di bilancio non è più la legge delle manovre correttive, cioè dei sacrifici imposti agli italiani", esordisce Giorgetti. “Quest'anno non serve nessuna manovra correttiva, semplicemente perché i conti stanno andando esattamente come avevamo previsto".
I dati aggiornati dell'andamento delle entrate mostrano che il metodo del Mef "sta pagando un dividendo importante, non soltanto per il bilancio pubblico, ma anche per le imprese, le aziende di credito, chiamiamole così. Continueremo su questa strada. Oserei dire che nel panorama europeo siamo forse quelli che, dopo aver contestato e argomentato rispetto alle nuove regole europee, le stanno rispettando in modo più puntuale".
L’economia, avverte il ministro, ha subito un rallentamento, e "anche di questo avevamo in qualche modo tenuto conto negli ultimi aggiornamenti di finanza pubblica all'inizio dell'anno in relazione alla guerra commerciale che si è scatenata a livello globale e che ci aveva consigliato di ridimensionare una crescita allo 0,6% su base annuale per quest'anno e ritengo che le nostre previsioni potranno essere accolte".
Tra le variabili che hanno remato contro "questo sentiero che prevede interventi a favore di famiglie imprese per cercare di alleviare il peso fiscale", Giorgetti segnala l'aggiunta di "una nuova variabile imponderabile e veramente detestabile, che è quella dell'escalation della guerra in Ucraina, con le decisioni che sono state assunte a livello europeo di incrementare in modo significativo le spese per la difesa".
Parallelamente, "quella guerra commerciale scatenata, sicuramente in relazione alle politiche adottate dall'amministrazione americana, deve portare a un'attenta riflessione sui dati della bilancia commerciale: il problema è l'interscambio con gli Stati Uniti, ma il fattore più serio, strutturale, enorme è il deficit commerciale con la Cina e con i paesi asiatici, sempre più pronunciati, oltre al problema della overcapacity cinese e del fatto che in un contesto di competizione globale alcuni si possano permettere di produrre in perdita e a dei prezzi non remunerativi è un fattore che deve essere considerato". Considerando tutti questi fattori, per il ministro "questa crisi che ha sicuramente prodotto un costo di incertezza deve indurci a una riflessione rispetto alle regole del commercio globale e definire cioè un livello di competizione che sia veramente fair".
L'aumento della spesa per la difesa è di certo una variabile imprevista a cui tuttavia l'Italia non ha potuto sottrarsi. "L'incremento delle spese per la difesa è un dovere assunto dal governo in sede internazionale", chiosa Giorgetti che però ricorda anche come a questa "deve anche affiancarsi uno sforzo significativo da parte dell'industria della difesa nazionale che è chiamata a fare uno sforzo quasi improvviso ma titanico, per poter partecipare a questa fase. Altrimenti il tutto si traduce unicamente in un aggravio per la finanza pubblica senza neanche un ritorno di produzione industriale e di occupazione in Italia. Questo è un altro elemento sul cui abbiamo sollecitato anche le società partecipate dallo Stato", precisa Giorgetti, "in termini di impegni perché è quello che stanno facendo tutti i Paesi nel mondo occidentale e quindi deve avvenire inevitabilmente, credo, anche nel nostro Paese".
A livello del bilancio, infine, Giorgetti evidenzia che "l'incremento delle spese per la difesa è un fatto nuovo che come per tutti gli altri Paesi europei implica una diversa proiezione sui conti pubblici. Questo è un elemento che dobbiamo valutare, con cui dobbiamo confrontarci". (Riproduzione riservata)