Il titolo Iveco aggiorna i massimi storici a Piazza Affari dopo che MF-Milano Finanza ha rivelato non solo che anche la conglomerata ceca Czechoslovak Group (Csg) avrebbe presentato un’offerta non vincolante all’advisor Goldman Sachs per Iveco Defence Vehicles (Idv), l’unità militare della difesa del gruppo.
Ma anche che Csg avrebbe messo sul tavolo una somma che potrebbe superare di molto la proposta italo-tedesca, Leonardo-Rheinmetall, di circa 1,5 miliardi di euro. Così l’azione Iveco ha segnato in chiusura un +3,36% a 17,22 euro ma in mattinata è arrivata fino a 17,665 euro, nuovo record assoluto. Invece, Leonardo si è limitata a un progresso dello 0,27% a 51,36 euro, meglio a Francoforte Rheinmetall con un +0,76% a 1.783 euro.
Csg è un gruppo con un fatturato pro-forma oltre 5 miliardi di euro di cui l’80% in munizioni e il 12% in land systems (veicoli militari da cui estrarre le sinergie con Idv) e un ebitda di 1,1 miliardi, che implica un margine del 27,5%. Opera nei settori della difesa, munizioni, aerospaziale e automobilistico e negli ultimi due anni ha già concluso acquisizioni in Italia nel settore della difesa. La sua offerta si aggiungerebbe a quelle già note di Leonardo-Rheinmetall, della spagnola Indra e di Bain Capital.
Per altro, secondo Bloomberg, che ha riportato fonti non identificate vicine alle trattative, proprio la spagnola Indra vorrebbe partecipare alla joint venture Leonardo-Rheinmetall per la produzione di veicoli militari (partendo dall’ordine dell’Italia di 23 miliardi, ma con l’obiettivo di arrivare a 50 miliardi sommando l’export); le stesse fonti riportano che ci sarebbero buone probabilità di riuscirci, ma non prima dell'esito della probabile vendita di Idv.
A questo punto, Equita non esclude che, in questo scenario, Indra possa ritirare l’offerta e/o presentarla congiuntamente con la joint venture Leonardo-Rheinmetall. Questa è stata costituita nel 2024 e le due società detengono una quota paritaria del 50%. L’obiettivo della joint venture è fornire alle forze armate italiane 270 nuovi carri armati (Mbt) e 1.000 sistemi da combattimento per la fanteria corazzata (Aics). Il contratto con l’esercito italiano ha un valore di circa 23 miliardi di euro e prevede che il 60% delle attività venga svolto in Italia.
A quanto pare una delegazione di alti dirigenti di Indra ha comunicato al ceo di Leonardo, Roberto Cingolani, l’intenzione di collaborare a questi progetti durante un incontro avvenuto a Roma due settimane fa. Per Mediobanca Research (rating outperform su Leonardo e neutral su Iveco) una possibile partecipazione di Indra all’offerta Leonardo-Rheinmetall per Idv rappresenterebbe uno sviluppo positivo per Leonardo, in quanto potrebbe contribuire a ridurre il suo impegno a livello di capitale.
«L’amministratore delegato di Leonardo sembra essere maggiormente focalizzato su altri trend di mercato come lo spazio, il cyber, l’intelligenza artificiale e i droni. Tuttavia, Idv è diventato un fornitore chiave della joint venture. Pertanto, la partecipazione di Leonardo all’acquisizione di Idv sarebbe sensata sia dal punto di vista strategico che logistico», spiega la banca d’affari secondo la quale è possibile che Indra abbia ritirato la propria offerta per Idv, «poiché riteniamo altamente improbabile che un asset così strategico venga ceduto a un’azienda straniera. Vediamo, invece, una maggior probabilità che Indra entri a far parte della joint venture Leonardo Rheinmetall. Tuttavia, non riteniamo che ciò possa avvenire senza concessioni. In cambio, sarebbe ragionevole aspettarsi che il governo spagnolo offra determinate garanzie, come l’assegnazione di futuri contratti per carri armati alla nuova joint venture, includendo Indra come partner».
Banca Akros ricorda anche che Idv ha firmato un accordo preliminare con la joint venture Leonardo-Rheinmetall per partecipare con una quota di lavoro compresa tra il 12% e il 15% nelle attività della jv. «A nostro avviso, la partecipazione di Indra alle attività della joint venture dipenderà probabilmente dall’esito della vendita di Idv», precisa Banca Akros (neutral e target price a 52 euro confermati sul titolo Leonardo).
Pur restando dell’idea che l’offerta di Leonardo resti in pole position per motivi politico-industriali, «in caso di offerte di valore nettamente superiori a 1,5 miliardi, non escludiamo che la decisione possa essere diversa», sostiene Equita. «Alla luce di queste indiscrezioni, riteniamo la valutazione di Idv che includiamo nella nostra somma delle parti, pari a circa 1,5 miliardi, sia da considerare un floor. Sul titolo Iveco manteniamo il rating buy e il target price a 18,50 euro; su Leonardo hold e un prezzo obiettivo a 50 euro».
Per l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo l’interesse di Csg rappresenta un ulteriore elemento positivo per Iveco. «Il nostro target price attuale su Iveco a 17,8 euro valuta la Business Unit Defence intorno a 1 miliardo di euro. In base a una simulazione preliminare, una valutazione compresa tra 1,5 e 2 miliardi di euro porterebbe il nostro prezzo obiettivo a 19,5/21,4 euro, rispettivamente», calcola l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. (riproduzione riservata)