«Abbiamo firmato un accordo da 600 milioni di euro: ora la nostra società Core42 e l’italiana iGenius svilupperanno insieme un supercomputer per l’AI». Il ministro dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti, Abdulla bin Touq Al Marri, atterra a Milano per chiudere la più importante delle oltre 30 intese annunciate dal suo presidente e da Giorgia Meloni, per un totale di 40 miliardi.
Grazie all’accordo firmato venerdì a Piazza Affari nascerà la più grande infrastruttura di calcolo d’Europa, che potrebbe sorgere in Puglia. Merito anche di Investopia Europe 2025, evento organizzato dagli Emirati e dall’italiana Efg Consulting per mettere in contatto le imprese dei due Paesi.
«Alla prima edizione, nel 2023, hanno partecipato 400 persone. L'anno scorso siamo saliti a 600 mentre nel 2025 abbiamo toccato 800 presenze», racconta il ministro arabo. «Anche la nostra delegazione è in continua crescita: questa volta siamo arrivati in cento a Milano».
Risposta. Abbiamo una lunga storia di relazioni commerciali, una cultura e una mentalità affini. Questi fattori comuni hanno consentito ai nostri scambi di crescere del 21% nell’ultimo anno e arrivare a 14,1 miliardi. Quindi per noi ha senso partire proprio dall’Italia per continuare a espanderci in tutto il continente. L’Unione è un partner strategico e vogliamo rafforzare la collaborazione».
R. Nel vostro Paese siamo in affari con Leonardo nel settore della difesa, mentre nel resto d’Europa abbiamo solide relazioni commerciali con Airbus, da cui compriamo gli aerei per le nostre compagnie. Anche quest’anno la nostra delegazione ha incontrato molte imprese italiane, ma a Investopia c’erano rappresentanze di tutta l’Ue. Non farò nomi per non dimenticare nessuno, però ci tengo a sottolineare che guardiamo l’intero continente.
R. I nostri emissari trattano per eliminare i dazi tra Emirati e Unione, anche se questo genere di intese va ben oltre e tocca l’economia digitale, la proprietà intellettuale e le pmi. Con gli altri Paesi siamo stati molto rapidi a trovare una quadra, quindi speriamo di fare presto un grande annuncio.
R. Energia, AI, spazio, biotecnologie e agritech sono quelli che ci attirano di più. Ma il nostro sguardo è ampio e si concentra sulle tecnologie e sull’economia del futuro. Quello che ci interessa di più è creare una piattaforma per mettere in contatto le imprese: con un’infrastruttura simile concludere accordi commerciali sarà più facile.
R. Gli investimenti diretti negli Emirati continuano a crescere e hanno raggiunto 31 miliardi di dollari nel 2023. In questi anni le nostre leggi si sono modernizzate e ci hanno permesso di diventare la porta d’accesso per chi cerca di espandersi in Medio Oriente e Africa. Ora il nostro Paese garantisce un ambiente confortevole e sicuro per fare business, senza barriere e senza bisogno di joint venture.
R. Dal 2021 chi investe negli Emirati può farlo in autonomia, senza dover creare una società con un partner locale. Sembra un piccolo cambiamento ma ci ha permesso, insieme alla riforma dei visti, di attirare 200 mila imprese solo nel 2024.
R. Tecnologie e denaro non si possono spostare senza muovere le persone. Quindi penso che ci concentreremo sull’aviazione per incrementare i voli. Con la crescita dei collegamenti arriveranno anche nuove idee e opportunità d’investimento. (riproduzione riservata)