Colpo di scena nella corsa alla quotazione del retail di fast fashion Shein. Il gruppo con sede a Singapore sta valutando di spostare la sua prevista Ipo miliardaria da Londra a Hong Kong, secondo quanto hanno riferito alcune fonti a conoscenza del dossier a Bloomberg, dopo le anticipazioni di Reuters.
Un cambio di rotta, insieme ai suoi advisor, perché il processo di approvazione con i regolatori cinesi per la quotazione a Londra sta procedendo a rilento, hanno spiegato le fonti. Comunque, la valutazione è ancora in corso e non è stata presa alcuna decisione definitiva per un’Ipo piuttosto turbolenta visto che nel 2023 Shein puntava a una valutazione fino a 90 miliardi di dollari. Mentre a febbraio di quest’anno la valutazione è crollata a 30 miliardi di dollari e c’è chi ancora preme per un’ulteriore sforbiciata.
Un duro colpo per il mercato londinese delle Ipo, che ristagna da qualche mese, a causa delle concorrenza in aumento da parte di altre piazze finanziarie. Viceversa, per Hong Kong, un nome come Shein sarebbe un’aggiunta importante in quello che si preannuncia un anno da record per le Ipo. Infatti, operazioni da miliardi di dollari come il debutto di Contemporary Amperex Technology, potrebbero raddoppiare i proventi totali derivanti dalle quotazioni a oltre 22 miliardi di dollari quest’anno, secondo Bloomberg Intelligence.
In realtà, il piano iniziale di Shein era quello di quotarsi negli Stati Uniti, ma il progetto è deragliato per il controllo della catena di approvvigionamento e delle pratiche di lavoro dell’azienda cinese, colpita anche dalla feroce concorrenza di rivali come Temu e dai dazi fino al 145% imposti dagli Stati Uniti alla Cina. Inoltre, recentemente il colosso cinese del fast fashion è finito sotto i riflettori della Commissione Europea e della Cpc (Consumer Protection Co-operation), la rete di cooperazione tra autorità nazionali di
protezione dei consumatori in tutta l'Ue, che l’ha accusata di utilizzare pratiche che violano il diritto dei consumatori dell'Unione. Rischia multe severe sulla base dei suoi ricavi annuali negli Stati membri dell'Ue interessati.
(riproduzione riservata)