Si avvicina la stagione delle trimestrali anche in Italia, dopo la partenza in bianco e nero a Wall Street. Intesa Sanpaolo pubblicherà i risultati relativi al 2023 il 6 febbraio. Venerdì 19 gennaio il titolo della banca milanese, guidata dall’ad Carlo Messina, sale dello 0,65% a 2,77 euro per 50,61 miliardi di capitalizzazione, da inizio 2024 è positivo per il 3% circa, ha corso per il 25% negli ultimi 12 mesi.
Gli analisti di Banca Akros si aspettano che Intesa Sanpaolo chiuda il 2023 con ricavi per 25,062 miliardi, in aumento del 16,7% anno su anno e un utile netto in crescita del 73,4% a 7,55 miliardi di euro, in linea con le linee guida della banca, «trainato dalla forte performance dei margini di interesse – NII - e dal dimezzamento delle svalutazioni sui prestiti (-47,6% a -1,630 miliardi, ndr)».
Gli analisti ritengono di conseguenza che la posizione patrimoniale rimanga solida, con un ratio Cet 1 piatto trimestre su trimestre al 13,6% dopo aver calcolato un dividendo per azione (Dps) annuo previsto di 0,29 euro, di cui 0,144 già pagati come acconto sul dividendo il 22 novembre scorso.
I ricavi totali sono quindi previsti in aumento del 17 % a oltre 25 miliardi di euro, «grazie al Net Interest Income in crescita del 52% a livello annuale a quasi 14,5 miliardi di euro determinato dall'aumento dei tassi di interesse a breve termine». Le commissioni nette sono previste in calo del 4% a 8,5 miliardi di euro per il minor patrimonio gestito (nel 2023 le banche hanno dovuto confrontarsi con la diretta concorrenza dei Btp), mentre i proventi assicurativi sono previsti in calo del 3% a 1,65 miliardi di euro a causa della «scarsa performance nel ramo Vita».
Gli utili da trading sono invece attesi a 0,4 miliardi di euro contro 1,4 miliardi di euro un anno fa a causa delle «limitate attività sui mercati». La banca, secondo gli analisti, «ha mantenuto sotto controllo i costi operativi, con una crescita prevista del 3,5% a 11,3 miliardi di euro, che porta a un utile operativo lordo (Gop) a 13,7 miliardi di euro, in rialzo del del 30% anno su anno con un rapporto fra costi e ricavi senza precedenti pari a 45% rispetto al 51% del 2022».
La qualità degli attivi del gruppo è rimasta «resiliente e le svalutazioni dei prestiti sono attese scendere del 48% a 1,6 miliardi di euro, dal momento che l'anno precedente era stato gravato da accantonamenti legati al conflitto Russia-Ucraina». Ecco perché Banca Akros venerdì 19 gennaio alza il target price su Intesa Sanpaolo da 3 a 3,7 euro (con un potenziale rialzo del 34,5% rispetto ai prezzi attuali). Gli esperti confermano il giudizio buy «su questo titolo di alta qualità, che offre un rendimento da dividendi a due cifre, con forte visibilità». Il dividend yield atteso per il 2024 è dell’11,3% ai valori attuali.
Il consenso Bloomberg su Intesa Sanpaolo è di 22 giudizi buy, 6 hold e 1 Sell. Di seguito gli ultimi 10 aggiornamenti sul titolo, che vanno dal 4 al 18 gennaio 2024:
(riproduzione riservata)