Anche Intesa Sanpaolo scommette sul mercato finanziario romeno. Lunedì 30 ottobre il gruppo guidato da Carlo Messina ha annunciato l’acquisto della rumena First Bank dal fondo di private equity statunitense J.C. Flowers. Secondo fonti finanziarie, l’operazione dovrebbe valere tra 100 e 150 milioni.
First Bank, con un totale attivo di circa 1,5 miliardi di euro, è una banca commerciale con 40 filiali in Romania - dove si prevede che la crescita del Pil supererà il 3% nei prossimi due anni - e si concentra sul servizio alle pmi e alla clientela retail. Negli ultimi anni, First Bank ha dato priorità agli investimenti nella tecnologia digitale, sviluppando una delle applicazioni di mobile banking più apprezzate del mercato.
Intesa Sanpaolo è presente nel paese attraverso Intesa Sanpaolo Bank Romania - parte della Divisione Banche Internazionali di Intesa Sanpaolo – che serve circa 60 mila clienti attraverso 34 filiali e ha un totale attivo 1,5 miliardi.
Il gruppo guidato da Messina e Jcf Tiger Holdings, l'azionista di controllo di First Bank, hanno firmato un accordo per l'acquisizione del 99,98% delle azioni della banca rumena. La transazione dovrebbe chiudersi entro il primo trimestre del 2024, in attesa dell'approvazione delle autorità di regolamentazione competenti. Intesa è presente nel paese attraverso Intesa Sanpaolo Bank Romania - parte della Divisione International Subsidiary Banks di Intesa Sanpaolo - serve circa 60 mila clienti attraverso 34 filiali e ha un patrimonio di circa 1,5 miliardi.
Il Chief Divisione International Subsidiary Banks, ha commentato: «Siamo lieti di dare il benvenuto ai dipendenti e ai clienti di First Bank nel gruppo Intesa Sanpaolo. Questa operazione, che raddoppia la nostra presenza in un Paese in forte crescita e con forti legami con l'Italia come la Romania, bene si inserisce nella strategia del gruppo di cogliere opportunità orientate al valore pur mantenendo l’attenzione sulla crescita organica, orientata alla redditività. L'espansione in Romania rafforza la nostra posizione nell'Europa Centro Orientale e conferma il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese italiane; siamo davvero felici di iniziare a lavorare con i nostri nuovi colleghi», ha concluso Rottigni.
Intesa non è la prima banca a investire nelle ultime settimana in Romania. Solo qualche giorno fa Unicredit ha annunciato una profonda riorganizzazione delle attività in Grecia e Romania. La controparte dell'istituto italiano guidato da Andrea Orcel (che in borsa ha guadato il 2,6% a 22,7 euro) è stata Alpha Bank, la seconda banca greca che oggi ha una capitalizzazione di circa 3 miliardi di euro.
In prima battuta Unicredit fonderà la propria controllata rumena con Alpha Bank Romania: nascerà così la terza banca del paese, con una quota di mercato complessiva del 12% per totale attivi. Anche in questo caso il completamento dell'operazione è previsto nel 2024 e, al closing, Alpha Bank avrà il 9,9% della banca nata dalla fusione ricevendo un cornspettivo in contanti per 300 mi mesi, Unicredit aveva già messo sotto la lente il mercato rumeno in cerca di opportunità. Nel corso dell'estate, per esempio, il gruppo aveva corteggiato la controllata rumena di Otp Bank, la principale banca commerciale ungherese.
Pur nella loro diversità le due operazioni lanciano un messaggio chiaro al mercato. Nei prossimi anni sarà più probabile vedere m&a bancario di piccola taglia che non grandi fusioni transfrontaliere.
Gli ostacoli a queste secondo tipo di deal sono infatti ancora tutti sul tavolo: dagli ostacoli sul fronte regolamentare alla scarsità di sinergie di costo e di ricavo fino alle resistenze dei governi a mollare la presa su un settore strategico come quello del credito. (riproduzione riservata)