
I fondamentali dell’Euro Stoxx restano attraenti in un contesto di rallentamento della congiuntura con il pil che nel terzo trimestre del 2023 è sceso dello 0,1% trimestre su trimestre, frenato dalle scorte, mentre crescono i consumi. I dati prospettano una crescita debole anche nel quarto trimestre, tra 0% e -0,1% trimestre su trimestre; pertanto, una ripresa è attesa solo nel 2024. A novembre l’inflazione si è attestata al 2,4%, (consenso a 2,7%) e rispetto al 2,9% del mese precedente, grazie principalmente alla componente “core”, scesa al 3,6% dal 4,2%.
Tra i riflessi della politica monetaria adottata dalla Bce, Laura Carozza e Piero Toia, analisti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, segnalano che per la prima volta dal 2015 i prestiti alle imprese a ottobre sono calati, indicando l’efficacia della stretta dei tassi nel frenare la domanda; tale scenario rafforza l'attesa che il ciclo di rialzi sia finito. In tale scenario, le previsioni sul pil dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo indicano una crescita dello 0,4% per l’anno in corso, dello 0,4% per il 2024 e dell’1,5% nel 2025, ritoccate al ribasso rispetto al mese scorso.
Gli indicatori di fiducia delle imprese (Pmi) sono in recupero e sopra le attese, anche se si confermano ancora una volta in "zona contrazione" (a 44,2 nel manifatturiero e 48,2 nei servizi), con segnali, però, di attenuazione. I dati indicano un'economia che resta debole nel quarto trimestre del 2023, anche se recuperano produzione e ordini, mentre crescono le pressioni inflazionistiche nei servizi. In merito ai fondamentali, le attese di crescita degli utili per azione (influenzati dalle azioni in circolazione) si confermano a metà della singola cifra (+5,4%), sostenuti ancora una volta da politiche oculate di efficientamento dei costi e prezzi elevati di prodotti e servizi venduti.
Di contro, gli utili complessivi sono previsti in marginale miglioramento dello 0,9%. Le politiche aziendali restano orientate all’efficientamento dei costi e i prezzi elevati continuano a compensare i cali di unità vendute, dovute a un rallentamento della domanda causato dalla debolezza della congiuntura. In tale scenario, per il 2024 gli utili per azione sono attesi in aumento del 5,4%, stima rivista in moderato ribasso rispetto al 6,2% previsto in precedenza dall’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. Le valutazioni si confermano contenute: i multipli di p/e (prezzo/utile) si attestano a 12,6x nel 2023 e a 12x nel 2024, confermandosi ampiamente sotto la media storica 2013-2022 (ex 2020), pari a 15,5x (Fonte: FactSet).
«Ribadiamo una moderata positività per l’indice Euro Stoxx«, dicono Laura Carozza Piero Toia, anche se il terzo trimestre dell’Euro Stoxx si è chiuso con utili in calo del 6,6%, (Fonte: FactSet). Nel dettaglio, i finanziari hanno guidato le crescite e senza il loro contributo, il calo sarebbe stato del 16%, mentre senza i tecnologici -7,8% e senza l’energia sarebbe stato positivo dell’1,2%. A livello settoriale, nel terzo trimestre 2023, oltre ai bancari, sono saliti a doppia cifra gli utili del ramo danni degli assicurativi (+25%), il turismo e tempo libero (+46,9%), i telefonici (+78%), il lusso (45%); a doppia cifra anche la divisione software & computer services (+25,5%) e tecnologici (11,3%), rivisti ancora una volta al rialzo rispetto a inizio reportistica, così come retailer (+21,9%) e auto (15%), mentre hanno deluso le attese di inizio reportistica i media (+6,5%). Di contro, hanno rallentato gli utili di energia e industriali (-41%), immobiliari (-32,3%) e farmaceutici (-19,3%).

Per i prossimi trimestri, il consenso ha rivisto al ribasso le stime di utili del quarto trimestre portandole a - 5,1% e prosegue nella revisione anche per il primo trimestre del 2024 a -2,5%. Dopo di che, si aspetta utili in decisa ripresa nei trimestri successivi che, però, portano le previsioni di crescita per l’intero 2024 a metà della singola cifra (+4,4%, fonte: FactSet). I ricavi del terzo trimestre sono calati dell’8,6%, rispetto a una flessione del 7,8% stimata dal consenso nel mese scorso. Ritoccate al ribasso anche le previsioni per il quarto trimestre, atteso in aumento dell’1,3% e quelle del primo quarto del 2024 a -2,5%. A livello settoriale, per il terzo trimestre i contributi più significativi sono giunti da bancari (+12,1%), aerospazio/difesa (+11%), turismo e tempo libero (+7,6%) e retailer (5,6%). Sul fronte opposto, energia (-35,7%) e utility, seguiti da alimentari e telefonici hanno registrato i peggiori cali.

Per l’intero 2023, il consenso stima ricavi pressoché stabili (-0,4%), mentre si aspetta un ritorno alla crescita nel 2024 (2,6%). Ricapitolando, «i principali rischi per gli indici azionari si confermano essere la debolezza della crescita congiunturale e un’eventuale risalita dell’inflazione, dopo il venir meno dell’effetto base favorevole. Sotto la lente», concludono Laura Carozza e Piero Toia, «la crescita cinese, le tensioni geopolitiche e quelle commerciali tra Stati Uniti e Cina». (riproduzione riservata)